Sky Italia: ok dalla Ue. Ma Murdoch costerà agli operatori di settore 100 milioni di euro

di Raffaella Natale |

Italia


La nascita di Sky Italia ha avuto l’ok da parte dell’Antitrust della Commissione Europea che ha ¿autorizzato questa concentrazione¿.

Lo ha spiegato il Ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, sottolineando che la nascita della nuova piattaforma satellitare nata dalla fusione tra Stream e TelePiù, era un passo quasi dovuto, perché ¿entrambe andavano male. Presentavano infatti – ha continuato il ministro – un passivo gigantesco perché pagavano troppo i diritti del calcio¿.

Gasparri ha poi chiarito che le società di calcio hanno incassato ¿molti soldi che hanno versato poi troppo ai calciatori. Tant’è che noi abbiamo le Pay TV indebitatissime¿.

Oltre alle due Tv a pagamento italiane, Gasparri ha sottolineato che ad aver contratto grossi debiti sono state anche ¿le società di calcio, qualcuna delle
quali è fallita come la Fiorentina mentre altre lo sono sostanzialmente. Ci sono
– ha aggiunto – invece un po¿ di calciatori ricchi e straricchi e in questo senso ho intimato alla Rai di tagliare i diritti del campionato di calcio del 30%. Cosa che è avvenuta. Di decurtare i diritti della Nazionale del 25%; cosa che è avvenuta. Perché alla fine spendere troppo per il calcio da parte delle aziende non è stata una buona scelta¿.

 

Gasparri ha concluso dichiarando che ¿nessuna norma antitrust può imporre a società così indebitate di stare in piedi. Le televisioni – ha detto – si sono dovute per ragioni di cose unire. Adesso pare che la Lega di Calcio voglia fare una sua piattaforma alternativa ma deve valutare bene gli investimenti¿.

Intanto pare che la nascita di questa nuova Pay TV lanciata sul mercato italiano dal magnate australiano Rupert Murdoch, stia mettendo in crisi alcuni operatori specializzati.

Si tratta dei fornitori di contenuti, editoriali e cinematografici, e dei distributori di decoder. Secondo alcune opinioni, sui bilanci delle imprese che vendevano a TelePiù e Stream, si potrebbero ripercuotere danni stimabili in più di 100 milioni di euro.

 

¿Dal primo luglio, con il passaggio a Sky perderemo tre canali di cinema¿, afferma Giusto Toni, direttore generale di Multitematique Italia, divisione di Vivendi Universal che offriva due canali nel bouquet di TelePiù e altri tre opzionali. ¿Il nostro fatturato  – osserva Toni ¿ si dimezzerà dai 30 milioni del 2002 a 15¿.

Questo avrà come conseguenza un necessario taglio all’organico della società, che sarà costretta licenziare una ventina dei 47 impiegati di oggi.

Anche a RaiSat, che ha un contratto fino a giugno 2005 per canali offerti su TelePiù, sono in attesa delle decisioni del Tycoon australiano.

Mentre, invece, Sitcom (altro produttore di contenuti, ndr) è riuscito a siglare l’accordo con Sky. Il presidente del Gruppo, Valter La Tona, ci ha detto che, secondo i termini dell’accordo, nella nuova Pay TV saranno inseriti i canali Alice, Leonardo, Marcopolo e Nuvolari.

 

Altro problema è quello dei venditori di decoder, che da quando è arrivato l’Ok della Ue alla fusione, hanno visto precipitare le vendite.

Sky Italia, infatti, così come avviene per l’inglese BSkyB, dovrebbe offrire gratuitamente l’utilizzo dei decoder agli abbonati.

Un danno economico elevato se si considera che mediamente questi prodotti hanno un prezzo di 300 euro, con punte di 500 euro.

Secondo alcune stime, nei magazzini dei rivenditori giacciono invenduti almeno 200 mila decoder, per un valore totale di 60 milioni di euro.