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SPID, Regioni chiedono un registro nazionale contro le truffe. Ma perché non si usa la CIE?

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La Conferenza delle Regioni chiama il Dipartimento della Trasformazione Digitale e l’Agid per realizzare un registro unico dello SPID a tutela dei cittadini. Ma perché non si parla dell'alternativa CIE?

“Occorre attivare il registro unico nazionale delle identità SPID e inserire un nuovo servizio all’interno di ANPR, l’Anagrafe nazionale della popolazione residente, per dare maggiore trasparenza nella gestione delle identità digitali a tutela dei cittadini e con garanzie sul trattamento dei dati personali”. E’ questa la richiesta avanzata dalla Conferenza delle Regioni in un position paper per tutelare anziani e fasce più fragili dal rischio crescente di truffe digitali. Le Regioni propongono altresì di organizzare “nuovi strumenti che permettano ai cittadini di conoscere in ogni momento quali Identity Provider gestiscono loro identità digitali e, perché no, un piano di rafforzamento delle attività di sensibilizzazione e formazione, con particolare attenzione ai contesti di maggiore fragilità digitale”.

Come funziona la truffa del “doppio SPID”

Nei casi del “doppio SPID”, i malintenzionati riescono a creare una seconda identità digitale a nome di un utente inconsapevole, sfruttando documenti trafugati o dati sottratti tramite siti falsi, come è accaduto con diversi domini che imitavano il portale INPS. “Un elemento di fragilità è rappresentato dalla frammentazione del sistema SPID – si legge nel documento – ogni utente può attivare più identità presso diversi Identity Provider (IDP), ma non esiste a oggi un registro unico nazionale in grado di fornire un quadro completo delle identità digitali associate a ciascun cittadino. Allo stesso modo, i cittadini non hanno la possibilità di conoscere l’elenco dei gestori che detengono le loro identità digitali”.

CIE alternativo a SPID: perché non si dice?

Detto questo, ci chiediamo perché nel registro unico nazionale delle identità SPID proposto dalle Regioni non si indicano anche gli operatori che forniscono lo SPID gratuito?

Perché non si comunica meglio ai cittadini la possibilità di scegliere in alternativa a SPID la CIE?

Si va verso l’adozione dell’EU Digital Identity Wallet (in Italia “IT Wallet”)

In questo scenario si inserisce il percorso di transizione promosso a livello europeo e nazionale verso l’adozione dell’EU Digital Identity Wallet (in Italia “IT Wallet”), uno strumento europeo unico che verrà utilizzato per la gestione della propria identità ufficiale e di altri dati personali.

Regioni, chiesto confronto con il Dipartimento per la Trasformazione digitale

Le Regioni manifestano il proprio interesse e la propria disponibilità a un confronto con il Dipartimento per la Trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri e con l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID)

  • all’istituzione di un registro unico nazionale delle identità SPID e/o all’inserimento di un nuovo servizio all’interno di ANPR, che consenta una maggiore trasparenza nella gestione delle identità digitali a tutela dei cittadini e con garanzie sul trattamento dei dati personali.
  • Vanno, inoltre, previsti e sviluppati strumenti che permettano ai cittadini di conoscere in ogni momento quali Identity Provider gestiscono loro identità digitali, così da poter intervenire in caso di sospetti abusi o irregolarità.
  • Tutto questo andrebbe affiancato a un rafforzamento delle attività di sensibilizzazione e formazione, con particolare attenzione ai contesti di maggiore fragilità digitale, mediante strumenti divulgativi semplici, sportelli fisici e iniziative locali dedicate alla sicurezza digitale.

Identità digitale, Bori (Conferenza delle Regioni): “Pronti a confronto con DTD e AGID”

“Siamo disponibili a un confronto con il Dipartimento della Trasformazione digitale e con l’Agenzia per l’Italia Digitale (agID) per realizzare il registro unico e ogni altra iniziativa a tutela dei cittadini”, dichiara Tommaso Bori, vicepresidente della Regione Umbria e coordinatore della Commissione Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione della Conferenza delle Regioni. “Sappiamo che uno dei problemi più frequenti è legato alla frammentazione del sistema SPID: ogni utente può attivare più identità presso diversi Identity Provider, ma non esiste a oggi un registro unico nazionale in grado di fornire un quadro completo delle identità digitali associate a ciascun cittadino. Allo stesso modo, i cittadini non hanno la possibilità di conoscere l’elenco dei gestori che le detengono”.

“Nel percorso di adozione dell’EU Digital Identity Wallet – chiarisce – questo tema sta assumendo ruolo sempre più centrale nel funzionamento della Pubblica amministrazione e impone di dotarci di contromisure concrete. È una necessità che va di pari passo con l’esigenza di mantenere aperti i Punti Digitale Facile, il cui supporto ai cittadini nella creazione e gestione dello SPID, ma non solo, è stato fondamentale per aumentare l’alfabetizzazione digitale del Paese. Anche sotto questo profilo – conclude Bori – siamo aperti alle dovute interlocuzioni con il Governo al fine di conservare le competenze acquisite in questi anni dai facilitatori e ridurre il ritardo del paese sul fronte delle competenze digitali.”

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