I consigli

Vorticidigitali. La comunicazione online, come realizzarla al meglio?

Ecco qualche suggerimento per realizzare una buona comunicazione online per le aziende, partendo da alcuni principi che consentono di declinarla al meglio in un percorso di maturazione nella padronanza di strategie, tecniche e strumenti.

di Andrea Boscaro, fondatore di The Vortex |

Vorticidigitali è una rubrica settimanale a cura di @andrea_boscaro promossa da Key4biz e www.thevortex.it. Per consultare gli articoli precedenti, clicca qui.

La comunicazione online è una delle attività più complesse per un’azienda sia per la versatilità dello strumento che per le molteplicità aree di protagonismo che tale strumento offre rispetto ai media tradizionali: ecco pertanto perché merita di partire da alcuni principi che consentono di declinarla al meglio in un percorso di costante sperimentazione e crescente maturazione nella padronanza di strategie, tecniche e strumenti.

 

  • partire dai bisogni del lettore: sia che si tratti della comunicazione sui social media che dei contenuti con cui far trovare un sito su Google, vale la regola per la quale più muoviamo dagli interessi e dai bisogni delle diverse “buyer personas” a cui ci rivolgiamo, più il nostro intervento sarà efficace;

 

  • rispettare le caratteristiche delle piattaforme: le tecnologie che le presidiamo, i linguaggi che vi sono adottati e le aspettative dei lettori che le regolano creando la necessità di adeguare i nostri piani editoriali;

 

  • giocare sul binomio «tempo reale» vs. «tempo di Internet» creando contenuti che sappiano adeguarsi ad entrambe le dimensioni rispettivamente per i motori di ricerca e i social media;

 

  • partire dalla fine ed usare il metodo della «piramide rovesciata» per non far perdere tempo al lettore e, nello stesso tempo, permettere un approfondimento all’utente più esigente;

 

  • prestare attenzione ai dati e servirsene per migliorare il design rispetto alla concreta user experience letta attraverso strumenti come la web analytics e le mappe di colore;

 

  • avvalersi delle tecniche dell’usabilità, consapevoli che la lettura su un dispositivo retro-illuminato richiede “ancore visive” e quindi link interni, elenchi puntati; grassetti ed una organizzazione dove ogni paragrafo deve limitarsi a trasmettere un concetto, anche grazie a titoli specifici e formati grafici che ne agevolino la lettura;

 

  • concentrarsi sull’esigenza di riscuotere fiducia grazie alla cura adeguata delle aree del “Chi siamo” e delle storie della azienda e delle persone che la rappresentano;

 

  • avere un atteggiamento inclusivo e aperto, l’unico capace davvero di presidiare l’obiettivo del presidio della reputazione del marchio.

 

Come si può vedere, tali principi richiedono di investire sulla definizione di un “tono di voce” distintivo e coerente con i valori della marca, capace di sfruttare le peculiarità del contesto senza generare distorsioni e tradimenti. Come si dice, “be consistant, not uniform“.

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