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Ue: via libera alla Commissione Juncker. I dossier per il rilancio di tlc e digitale

Juncker

Via libera dal Parlamento europeo alla nuova Commissione europea targata Jean-Claude Juncker, eletta con 423 voti favorevoli, 209 contrari e 67 astensioni.

La nuova Commissione dovrà ora ricevere formalmente l’incarico dai Capi di Stato o di governo dell’Ue ed inizierà il suo mandato quinquennale dal prossimo 1° novembre.

“Dopo un lungo percorso democratico, oggi la mia squadra ha tagliato il traguardo. Mi sento onorato che la mia Commissione abbia ricevuto il sostegno democratico del Parlamento europeo”, ha dichiarato il presidente Juncker, che ha promesso quindi che il piano di investimenti da 300 miliardi in tre anni annunciato a luglio sarà presentato per Natale.

Denaro che dovrà essere speso, ha detto Juncker, senza creare nuovo debito pubblico e cercando di utilizzare le risorse disponibili in maniera “astuta e intelligente”.

“…Ora è il momento di rimboccarsi le maniche e mettersi a lavoro sul rilancio dell’economia, la creazione di nuovi posti di lavoro e di un futuro migliore per i giovani europei…insieme ce la faremo”, ha quindi aggiunto affermando poi che “la futura Commissione sarà molto politica” e difendendo la sua nuova architettura, con i vicepresidenti pronti a “coordinare, mettere insieme e organizzare le idee”.

 

Per quanto riguarda il settore delle telecomunicazioni e dell’economia digitale, molti i dossier caldi sul suo tavolo del neo Commissario Gunther Oettinger: dal controverso pacchetto Telecom alla questione della net neutrality; dalle frequenze al copyright e alla protezione dei dati, passando poi dalla convergenza tra internet e broadcasting e da quella tra telefonia e servizi internet. E senza dimenticare la questione del consolidamento del mercato, molto sentita dagli operatori europei che sperano di riuscire a convincere la Commissione della necessità di ridurre il numero di operatori attivi in ogni paese per bloccare la guerra dei prezzi e tornare a essere competitivi e attivi sul versante degli investimenti.

Oettinger ha già fatto sapere di voler lavorare sodo per riportare le aziende europee del settore a un livello di competitività e capacità d’innovazione in grado di contrastare i ‘campioni’ americani e asiatici, che dominano, rispettivamente, internet e la telefonia.

La prima decisione importante sarà se comunque confermare la bozza del pacchetto Kroes sul Mercato unico o se riaprire il dossier. Una decisione, questa, considerata un test cruciale per capire se Oettinger adotterà un approccio pro-investimenti o meno, visto che le attuali proposte in molte aree importanti (net neutrality, roaming ad esempio) sono state bollate come anti-competitive e populiste.

Le telco sperano inoltre in una maggiore deregolamentazione del settore che potrà essere raggiunta in occasione della revisione dell’intero quadro regolamentare delle tlc, prevista per il 2016.

C’è da dire che l’industria delle telecomunicazioni, dopo le molte promesse non mantenute del Commissario uscente Neelie Kroes, ha accolto con grande soddisfazione sia l’elezione di Juncker che la squadra che il presidente ha messo in piedi per il settore digitale.

“Le aspettative del settore tlc sulla Commissione Juncker sono molto positive” poiché “pensiamo che questa possa aiutarlo a tornare a crescere e a invertire la rotta facendo crescere gli investimenti con le politiche giuste”, ha commentato oggi Luigi Gambardella, presidente del board di ETNO, l’associazione degli operatori tlc europei. Se parte dei 300 miliardi del piano d’investimenti andasse alle tlc, “anche i privati potrebbero investire di più”, ha aggiunto Gambardella, auspicando che la nuova Commissione rappresenti davvero “un momento di svolta per il settore” e faccia “ritornare l’interesse a investire”.

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