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Tim, il futuro degli asset non core al Cda del 24 settembre

La vendita di alcuni asset, come SparklePersidera, sarà, secondo Radiocor e Ansa, uno degli argomenti al centro del prossimo consiglio di amministrazione di Tim, convocato per lunedì 24 settembre.

Già in occasione del Cda del 24 luglio scorso, l’amministratore delegato Amos Genish aveva annunciato la vendita di alcuni asset ritenuti non rientranti nel ‘core business’, come Persidera, la società che detiene i mux del digitale terrestre controllata da Tim (70%) e Gedi (30%).

In quell’occasione, Inwit, la società delle torri cellulari controllata al 60% da Tim, era stata definita incedibile, ma nel frattempo la valutazione potrebbe essere cambiata.

 

Persidera

Secondo quanto riportato dal Il Messaggero, Il Cda di lunedì 24 esaminerà l’offerta vincolante del fondo Usa I Squared Capital. Ma per il quarto tentativo di cessione della società, l’offerta sarebbe ben lontana dai 290 milioni ventilati dallo stesso fondo lo scorso febbraio quando l’ultimo tentativo di vendere Persidera fu congelato.

I Squared avrebbero riscontrato un rallentamento del business e, quindi, l’offerta potrebbe aggirarsi sui 250 milioni offerti a febbraio da F2i e RaiWay ritenuti non congrui dai soci, in particolare da Gedi.

Peraltro, l’obbligo di cedere Persidera è decaduto, dopo la perdita del controllo di Tim da parte di Vivendi, in seguito al ribaltone in Cda di maggio da parte di Elliott, e con l’ingresso nel Cda di Persidera di due membri del trust Advolis. La vendita è stata tuttavia indicata come prioritaria da Amos Genish per fare cassa e compensare in parte l’esborso per le frequenze di quinta generazione.

Sparkle

Il futuro di Sparkle, società dei cavi sottomarini internazionali controllata da Tim, è tornato di attualità dopo che il presidente di Tim Fulvio Conti ha detto che il processo di vendita “sta iniziando”. Parole che hanno suscitato l’altolà del ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio: “Non permetteremo che si venda Sparkle”, ha dichiarato in un’intervista al Sole 24Ore.

A stretto giro Arnaud de Puyfontaine, amministratore delegato di Vivendi primo azionista di Tim con una quota del 23,9%, si è detto d’accordo con Di Maio sul fatto che i cavi di Sparkle siano strategici per l’Italia, in contrasto con quanto dichiarato dal presidente Conti.

Resta da capire se il management di Tim andrà avanti con la vendita di Sparkle, nonostante la frenata del vicepremier, titolare del Mise. In questo caso, dovrà tenere al corrente di ogni sviluppo Palazzo Chigi, che peraltro esercita i poteri speciali (golden power) su Sparkle.

Palazzo Chigi

Due giorni fa l’amministratore delegato Amos Genish e il presidente Fulvio Conti, sono stati ricevuti a Palazzo Chigi dal presidente Giuseppe Conte che nel pomeriggio ha ricevuto anche il presidente di Open Fiber Franco Bassanini.

Al centro dell’incontro fra il presidente del consiglio e i vertici di Tim, rimasto riservato e definito di cortesia, secondo indiscrezioni ci sono stati l’asta 5G e il futuro della rete di Tim, il cui progetto di separazione è al vaglio dell’Agcom.

La strada per lo scorporo, comunque, è ancora lunga, perché dopo la conclusione del procedimento dell’Agcom sarà necessario sottoporre lo schema di provvedimento all’Unione europea e aspettare la risposta.

Inwit

Il cda del 24 settembre potrebbe chiedere inoltre su Inwit. Tim detiene il 60% della società delle torri cellulari, e potrebbe cedere fino al 20% senza perdere il controllo: agli attuali valori, il potenziale incasso supererebbe gli 800 milioni e gli acquirenti. Fra i potenziali acquirenti potrebbero esserci F2i (Cdp), interessata al mercato delle torri come dimostra l’Opa su Ei Towers insieme a Mediaset magari in ottica di operatore specializzato nella vendita wholesale di capacità trasmissiva ai broadcaster.

Il Cda del 24 sarà infine l’occasione per verificare l’andamento del business, dopo il grande impegno finanziario legato all’asta 5G, e per capire quali saranno le linee autunnali della compagnia dopo i reiterati scontri fra Vivendi ed Elliott anche a causa della deludente performance del titolo negli ultimi mesi. Sullo sfondo anche le conseguenze dello sbarco di Iliad nel nostro paese in termini di Arpu e clienti.

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