Strategie

Tim, Genish ad e Conti presidente. Vivendi ‘marca’ Elliott in Cda

Il primo Cda di Tim dopo il cambio di governace a favore del fondo di Paul Singer formalizza Fulvio Conti a presidente e conferma Amos Genish al timone. Tregua fra i contendenti, ma Vivendi non resta a guardare.

di Paolo Anastasio | @PaoloAnastasio1 |

Il Cda di Tim, il primo dopo l’assemblea di venerdì che ha visto prevalere il fondo Elliott nella sfida a Vivendi per la governance aziendale, ha nominato all’unanimità Fulvio Conti, già manager di Tim ed ex amministratore delegato di Enel, nuovo presidente del gruppo (senza deleghe) e ha confermato, come previsto, ufficialmente Amos Genish amministratore delegato della società.  Le deleghe sulla sicurezza relative a tutti gli asset strategici del gruppo sensibili per la difesa nazionale, fra cui la rete e Sparkle, sono state assegnate ad interim a Stefano Grassi, in qualità di Delegato aziendale alla Sicurezza (Grassi non siede in Cda).

“La nomina del Delegato alla Sicurezza è temporanea – si legge nella nota di Tim – nelle more dell’interlocuzione con il Comitato di Coordinamento presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri in vista della definizione di un ‘assetto’ finale in materia”.

 

Le reazioni

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione Fulvio Conti, ha così commentato: “Sono molto orgoglioso della fiducia che mi hanno voluto dimostrare tutti i Consiglieri di Amministrazione di TIM affidandomi il ruolo di Presidente del Gruppo. Abbiamo oggi confermato la nostra piena fiducia in Amos Genish e alla sua squadra di manager, che sosterremo nell’implementazione del Piano Industriale 2018-2020. Il mio è un impegno di lungo termine, che unito a quello di Genish e alla sua comprovata esperienza nel settore, ha come obiettivo far crescere il Gruppo creando valore per tutti gli stakeholder e i nostri azionisti”.

L’Amministratore Delegato Amos Genish, ha così commentato: “Desidero ringraziare il nuovo Consiglio di Amministrazione di TIM per avermi confermato la fiducia alla guida dell’azienda in veste di Amministratore Delegato. Ribadisco il mio impegno di lungo termine nel percorso di trasformazione del Gruppo, volto a riportare l’azienda a giocare un ruolo di leader nel panorama internazionale. Siamo sulla strada giusta, con il team migliore e con il supporto del nuovo Consiglio possiamo continuare il percorso di implementazione della strategia DigiTIM, che sta già dando i suoi frutti, massimizzando la creazione di valore di cui questa azienda è capace”.

 

Elliott soddisfatto

Elliott ha espresso soddisfazione per la nomina di Genish, ribadendo in una nota i suoi obiettivi, da ottenere attraverso un board “indipendente”: ritorno al dividendo, la possibile vendita e quotazione di NetCo, la società della rete, che sarà presto creata in linea con il progetto di separazione societaria sotto il controllo di Tim in vista di uno scorporo per favorirne la fusione con Open Fiber, la società controllata da Enel e Cdp, a sua volta azionista di Tim con il 4,78% delle quote e rivelatasi decisiva in assemblea per la vittoria del fondo americano di Paul Singer.

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Vivendi vigilerà

Anche Vivendi, che resta il primo azionista di maggioranza relativa con il 23,9% di Tim e mantiene 5 posti in Cda contro i 10 di Elliott, si è detta soddisfatta della conferma di Genish alla guida dell’operatore italiano. Vivendi ovviamente sostiene il piano industriale dell’ad, DigiTIM, e fa sapere che “vigilerà attentamente” affinché sia messo in atto integralmente e l’azienda torni a crescere.

 

Nodi da sciogliere: rete, golden power e Persidera

Resta da capire a questo punto come il Governo intende esercitare il golden power nei confronti di Tim e Vivendi visto il cambio di governance che di fatto fa decadere il “controllo di fatto” di Vivendi sugli asset strategici di Tim, in primo luogo la rete. C’è da dire però che i 5 membri del Cda in quota Vivendi avranno comunque facoltà di bloccare eventuali decisioni straordinarie, come ad esempio lo scorporo della rete o la conversione delle azioni risparmio in ordinarie.

Resta inoltre da capire se la cessione della quota del 70% di Persidera, richiesta un anno fa dalla Commissione Ue visto il “controllo di fatto” di Vivendi su Tim, resterà sul tavolo.

 

Nicita (Agcom) ‘Vivendi-Mediaset, cambio di governance in Tim non cambia la situazione’  

Quel che non cambierà nei confronti di Vivendi anche adesso che non ha più la maggioranza nel Cda di Tim è la posizione di Agcom.

La nuova governance del gruppo, che vede prevalere i consiglieri di Elliott, non modifica gli obblighi per il gruppo francese Vivendi di rispettare i limiti anti-concentrazione previsti dalla legge Gasparri sulla quota detenuta in Mediaset.

Lo ha detto a Reuters il commissario Agcom Antonio Nicita. “Noi abbiamo considerato l’influenza notevole che c’è quando una società supera il 10% nel capitale di un’altra. Loro potranno fare anche ricorso…ma il cambio di governance non modifica la situazione che Agcom ha valutato a suo tempo”.

Ad aprile dell’anno scorso, l’Agcom ha valutato che la doppia partecipazione detenuta da Vivendi in Tim e Mediaset, rispettivamente del 23,9% e del 29% circa, contemplasse una violazione dei limiti antitrust previsti dalla legge Gasparri.

L’autorità ha imposto al gruppo francese di ritornare nella legalità. Vivendi ha quindi congelato in un trust la partecipazione e i diritti detenuti in Mediaset per la parte eccedente il 10%.

In merito poi alla decisione dell’Antitrust europeo di imporre a Telecom Italia la cessione della società Persidera, che gestisce i multiplex, “credo che ci siano più margini per il gruppo francese” per fare ricorso, ha aggiunto Nicita.

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