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Tim fa i conti col virus, ricavi e Ebitda in flessione. Il titolo crolla

Tim conferma i suoi obiettivi di bilancio per il 2020, pur avendo chiuso il primo trimestre con ricavi ed Ebitda in calo nonostante un taglio dei costi che solo parzialmente è riuscito a compensare il peggioramento delle entrate domestiche dovuto alla pandemia.

Il mercato non ha accolto positivamente i dati di bilancio con il titolo Tim in Borsa che nel pomeriggio ha ceduto fino al 9% a quota 0,34 centesimi.

Il principale operatore italiano ha reso noto che l’Ebitda del primo trimestre è calato del 7,5% a 1,78 miliardi di euro, in linea con le attese.

I ricavi a livello di gruppo sono diminuiti dell’8,4% a 3,96 miliardi di euro, colpiti dal calo interno di vendite dovuto alle misure di lockdown avviate a febbraio. L’azienda intende compensare il calo dei ricavi con il taglio dei costi.

Nel frattempo, il fondo Elliott ha ridotto la sua quota sociale sotto il 5%, con diritto di voto che scende allo 0,136% mentre il restante 4,862% fa riferimento ad altre posizioni lunghe con regolamento fisico e in contanti.

I ricavi sono sotto le attese, e riflettono le perdurante debolezza nel mercato principale che è quello domestico secondo gli analisti di Bryan Garnier e Equita SIM.

Secondo Bryan Garnier l’outlook sulla riduzione del debito è buono, ma la guidance sull’Ebitda 2020 è a rischio, soprattutto per le conseguenze derivanti dal coronavirus.

Ricavi domestici -11,3%

I ricavi domestici sono calati dell’11,3% a 3,11 miliardi nel primo trimestre, colpiti dall’aumento della concorrenza nel mobile in concomitanza con la chiusura dei negozi e con la riduzione del traffico in roaming. Gli analisti si aspettavano ricavi leggermente superiori per 3,18 miliardi. Tuttavia, a fronte di un calo nel breve termine, l’outlook aziendale a medio e lungo termine è positivo.

Tim, che fra i suoi soci conta Vivendi, Elliott e Cdp, ha regisyrato un aumento del 14% del free cash flow a 788 milioni.

L’indebitamento netto al 31 marzo è pari a 26,7 miliardi, in flessione di 923 milioni rispetto ai tre mesi precedenti.

Concessa esclusiva ad un consorzio guidato da Ardian Infrastructure e partecipato da Canson Capital Partners per l’acquisizione di una quota di minoranza nella holding che deterrà la quota di TIM in INWIT.

A valle della possibile vendita di una quota di minoranza della holding che controllera’ Inwit a un consorzio guidato da Ardian Infrastructure (e partecipato da Canson Capital Partners) Tim avrà, in tandem con Vodafone, “circa il 30%” di Inwit, “in trasparenza la quota è del 16% o giù di li” e “saremo felici di tenerla”. Lo ha detto, durante la conference call con gli analisti, l’amministratore delegato della società, Luigi Gubitosi, che ha assicurato: “Non ci sono piani di vendita sul mercato; non venderemo sul mercato partecipazioni” di Inwit dopo la cessione che dovrebbe essere perfezionata con il consorzio. Tim, in base alle slide diffuse in occasione della conference call con gli analisti, stima di incassare dalla vendita della quota al consorzio guidato da Ardian 1,5 miliardi di euro. La riduzione del debito totale dall’operazione Inwit dovrebbe superare i 2 miliardi contro i previsti 1,4 miliardi di piano originale, secondo quanto emerge dalle slide di presentazione.

KKR, operazione da chiudere entro l’estate

Prosegue la negoziazione in esclusiva con KKR per la valorizzazione della rete fissa passiva.

La trattativa in esclusiva tra Tim e il fondo Kkr per la cessione di una quota della rete secondaria del gruppo guidato da Luigi Gubitosi, “sta andando avanti”. “Siamo sulla buona strada per uno scorporo e quello che posso dirvi è che mondo politico è sempre più favorevole a un’unica rete”. Lo ha detto lo stesso Gubitosi, in conference call con gli analisti sui risultati del primo trimestre.

In Brasile proseguono le trattative per l’acquisizione del business mobile di OI da parte di TIM e Telefonica. Avviato il processo di selezione di partner per TIM Live nell’espansione della rete in fibra.

“Ci aspettiamo di poter preservare la guidance 2020 relativa ad Ebitda – Capex così come la guidance 2021-22, inclusa la guidance di Equity Free Cash Flow cumulato 2020-22 pari a 4,5-5 miliardi”, si legge nella nota aziendale.

Tim vede taglio debito di 5,6 miliardi da operazioni Inwit e Kkr.

La nota aziendale

Il Consiglio di Amministrazione di TIM, riunitosi oggi sotto la presidenza di Salvatore Rossi, ha approvato la relazione finanziaria del Gruppo TIM al 31 marzo 2020.

Prosegue il percorso di miglioramento nella generazione di cassa e nella riduzione del debito per effetto sia della gestione ordinaria sia di quella straordinaria, grazie alla progressiva realizzazione delle iniziative strategiche avviate nel 2019.

Tale miglioramento è anche il frutto di una razionalizzazione del portafoglio prodotti e di maggior disciplina nei processi commerciali che comportano una flessione dei ricavi nel breve termine, ma un importante incremento nella generazione di cassa e, soprattutto, nella soddisfazione dei clienti, significativamente migliorata nel 2020.

Emergenza sanitaria

Nel contesto dell’emergenza sanitaria, la Società ha adottato misure di massima prudenza per tutelare la salute dei propri dipendenti e partner e ha costantemente assicurato la piena operatività e continuità nell’erogazione dei servizi, portando avanti senza soluzione di continuità piani e programmi, ove necessario riadattati in funzione del nuovo scenario. TIM ha inoltre incrementato capacità e copertura delle proprie reti, garantendo la continuità dei servizi anche a fronte dell’incremento di traffico registrato a causa del lockdown (fino a un massimo dell’80% nella telefonia fissa, del 30-40% nel mobile e di 11 volte nelle applicazioni video per smartworking) e ha supportato i propri clienti e le proprie comunità in Italia e Brasile con iniziative rivolte a famiglie, imprese, protezione civile, scuole, ospedali e carceri.

Lockdown e roaming

I risultati finanziari risentono degli effetti della chiusura dei negozi sulle vendite di prodotti, e del ridotto traffico roaming da e verso l’estero. A fronte di una flessione nel breve termine, sono tuttavia prevedibili impatti positivi nel medio-lungo termine, a seguito della forte accelerazione nell’adozione di servizi digitali e connettività che sembrano avviare il Paese a chiudere il gap nella penetrazione dell’ultra broad band fisso rispetto al resto d’Europa, nonché ad invertire il trend di sostituzione fisso-mobile.

Piano scuola, voucher e aree grigie

In questo contesto il l Governo ha annunciato un Piano scuola, voucher e “aree grigie” del valore di 2,7 miliardi di euro a sostegno della domanda di banda larga e dello sviluppo di infrastrutture per le scuole, le imprese e le comunità in aree dove la velocità di connessione può aumentare.

L’operating free cash flow ha raggiunto 788 milioni di euro, +14% rispetto al primo trimestre 2019, grazie alla continua riduzione dei costi e all’ottimizzazione della gestione del capitale circolante. L’equity free cash flow si è attestato a 466 milioni di euro, +31% YoY.

Conseguentemente l’indebitamento finanziario netto al 31 marzo si è ridotto di oltre 923 milioni di euro da fine 2019, attestandosi a 26,7 miliardi di euro, ovvero 21,7 miliardi di euro su base after lease.

Iniziative strategiche

Significativi progressi sono stati registrati nell’implementazione delle iniziative strategiche:

Rete in fibra

TIMVISION e Brasile

Ricavi da servizi

Nel primo trimestre 2020 i ricavi da servizi di Gruppo sono stati pari a 3,7 miliardi di euro (-6,6% YoY), mentre i ricavi totali si sono attestati a 4,0 miliardi di euro (-8,4% YoY), impattati dalla riduzione dell’affluenza nei negozi durante il lockdown.

Number portability

In Italia, nel mobile si è ridotta ulteriormente rispetto al trimestre precedente la Mobile Number Portability del settore, beneficiando della crescente razionalità nel mercato e, per il mese di marzo, dei minori volumi di scambio determinati dal lockdown. La crescente consapevolezza dell’importanza di accedere al web attraverso reti di qualità, ha portato TIM ad avere un saldo MNP positivo nel mese di marzo per la prima volta negli ultimi due anni, nonostante una persistente competizione nel segmento di mercato più sensibile al prezzo.

Linee mobili in flessione

Il numero complessivo delle linee mobili di TIM si è attestato a 30,5 milioni a fine marzo, in flessione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente a seguito dell’impatto del lockdown sulle attivazioni lorde, che ha di converso beneficiato il tasso di disconnessione (churn 5,3%, -0,2 punti percentuale rispetto al quarto trimestre 2019), con un ulteriore miglioramento registrato successivamente anche nel mese di aprile.

Fisso

Nel fisso la continua migrazione della base clienti verso la banda ultralarga ha registrato un’ulteriore crescita rispetto al trimestre precedente: 119.000 incrementi netti (+105.000 nel trimestre precedente).

Anche nel primo trimestre 2020 non sono stati introdotti incrementi di prezzo. Il numero totale di linee fibra, Retail e Wholesale, ha raggiunto i 7,3 milioni di unità, registrando un incremento del 22% YoY e del 5% rispetto al trimestre precedente.

Nel segmento Business è proseguita la crescita dei ricavi ICT, a conferma e consolidamento della leadership di TIM nel segmento sia in termini di offerta, sia di presenza sul mercato.

Wholesale domestico

Nel Wholesale Domestico i ricavi da servizi sono aumentati dello 0,6% YoY, beneficiando della continua migrazione dei clienti da rame a fibra (240.000 acquisizioni nette rispetto a 233.000 nel quarto trimestre 2019).

In Brasile TIM ha incrementato i ricavi da servizi del 1,6% YoY, nonostante i primi effetti della crisi sanitaria e le avverse dinamiche macroeconomiche.

L’EBITDA organico di Gruppo è stato di 1,8 miliardi di euro, (-7,5% YoY), grazie al risparmio di costi che ha in parte compensato la riduzione dei ricavi. Il margine sui ricavi infatti è aumentato di 0,5 punti percentuali YoY, attestandosi al 44,6% nel trimestre. L’EBITDA della Business Unit Domestic è stato pari a 1,4 miliardi di euro (-11,1% YoY), mentre l’EBITDA di TIM Brasil è cresciuto dell’8,1% YoY.

L’EBITDA After Lease di Gruppo è stato pari a 1,5 miliardi di euro (-8,5% YoY su base organica).

Investimenti

A livello di Gruppo gli investimenti del primo trimestre si sono attestati a 599 milioni di euro, in aumento del 2,2% YoY, al netto dell’effetto cambio, a seguito di una maggiore concentrazione nel primo trimestre degli investimenti nelle infrastrutture IT e di rete in Brasile rispetto allo scorso anno (+39,1% YoY), che si attenuerà nei trimestri successivi, e di un rallentamento degli investimenti in Italia (-8,6% YoY).

Risultato netto

Il risultato netto reported attribuibile ai soci della controllante si è attestato a 560 milioni di euro (+239% YoY), beneficiando della riduzione di ammortamenti, oneri finanziari e tasse, oltre alla plusvalenza netta contabilizzata a seguito della fusione di INWIT con Vodafone pari 441 milioni di euro.

Rete unica, Consiglio auspica iniziativa del Governo

Il Consiglio di Amministrazione ha apprezzato le iniziative messe in atto dalla Società durante l’emergenza sanitaria in corso a favore di famiglie, imprese e Pubblica Amministrazione, che hanno ribadito l’importanza di accelerare la digitalizzazione del paese. TIM ha dimostrato di essere centrale nell’assicurare all’Italia un’infrastruttura di telecomunicazioni robusta ed efficiente e in quest’ottica il Consiglio auspica che il Governo assuma un’iniziativa fra tutte le parti coinvolte per giungere a una rete di accesso unica che arrivi nelle case di tutti gli Italiani.

“Abbiamo parlato a lungo nel passato di Open Fiber” in merito al progetto di una unica rete in fibra “penso che dovremmo passare ai fatti: adesso speriamo davvero che il Governo, che ha espresso interesse in una unica rete, ci possa aiutare a risolvere questo problema“. Lo ha sottolineato Luigi Gubitosi in conference call. Se bisogna “averne una o due o passare a una molteplicità di reti sarà il governo a decidere. Quest’estate, – prosegue –una volta completata l’operazione con Kkr” per la cessione di circa il 40% della rete secondaria in rame “avremo una immagine più chiara del sistema italiano” conclude l’Ad.

Open Fiber, Vodafone e Sky

Per quanto riguarda i concorrenti, nel mercato wholesale “Open Fiber compete contro di noi e tende ad avere prezzi inferiori e costi piu’ alti; non so quanto questo sia sostenibile a lungo termine”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Tim Luigi Gubitosi rispondendo a un analista durante la conference call sui risultati del primo trimestre rispetto ai competitor nel broadband. “In generale il nostro settore wholesale ha avuto risultati buoni nel primo trimestre” ha spiegato l’Ad che quanto a Sky, citata nella domanda, ha detto che è un competitor che lancerà un’offerta durante l’estate: “lo vediamo come un concorrente razionale”, ha osservato.

Nel mobile Tim vede solo Vodafone come concorrente temibile. “Con l’eccezione di Vodafonenon ci sono altri player con un free cash flow (fcf) significativo, è un mercato molto concorrenziale ma stiamo tenendo” dice l’ad Gubitosi rispondendo agli analisti.

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