Key4biz

TIM, accordo con DAZN. Ma la rete (40% in rame) può reggere la Serie A?

C’è davvero TIM dietro a DAZN nella corsa ai diritti per la serie A. A confermare l’indiscrezione che circola da qualche tempo, rilanciata con tanto di dettagli finanziari ieri da parte di Bloomberg (non confermati da TIM), è stata la stessa compagnia telefonica che in una nota diffusa ieri sera ha reso noto che l’accordo con DAZN c’è. Ma se DAZN si aggiudicherà lo streaming del grosso delle partite, la rete di TIM, (che è in larga misura in rame), sarà in grado di reggere il traffico in streaming di ben sette partite della Serie A?

Digital divide del calcio?

C’è forse il rischio che si crei una sorta di digital divide del calcio, con intere zone del paese non raggiunte dalle immagini della Serie A per mancanza di copertura adeguata?

Il 40% della rete in Italia è ancora in rame.

Leggi anche: Agcom, connessioni in rame sotto il 40%. Crescono FTTH, FTTC e FWA

E’ questa la domanda che si porranno certamente i club – allettati dall’offerta economica mente più vantaggiosa di DAZN – ma soprattutto i tifosi, tanto più che la qualità del servizio di DAZN con la trasmissione in streaming del derby Milan-Inter di domenica scorsa ha sollevato diverse critiche sui social.

Leggi anche: DAZN a singhiozzo durante Milan-Inter: l’ira dei tifosi sui social

Secondo gli ultimi dati di Infratel, pubblicati a giungo 2020, quasi 3,7 milioni di civici in Italia (abitazioni singole, condomini, aziende) non sono raggiunti da alcuna tecnologia broadband, pari al 18% del totale. Alcune regioni a quella data registrano un digital divide alquanto marcato: Emilia Romagna (515mila civici non coperti), Puglia (515mila), Toscana (433mila), Lazio (311mila), Lombardia (292mila), Sicilia (292mila), Campania (249mila) e Calabria (218mila).   

TIM partner tecnologico e distributore di DAZN: la nota

“Con riferimento alle odierne (di ieri ndr) indiscrezioni di stampa, relative a un accordo tra TIM e DAZN per la distribuzione in streaming delle partite di serie A nelle prossime tre stagioni, TIM precisa che: 

– non è tra i partecipanti alla gara indetta da Lega Calcio per l’assegnazione dei diritti televisivi per il triennio 2021/2024;

– ha sottoscritto un’intesa volta a integrare l’accordo di distribuzione già in essere, anche nei termini economici, condizionata all’aggiudicazione a DAZN della gara di cui sopra. Ai sensi dell’accordo, TIM si qualificherebbe come operatore di telefonia e Pay Tv di riferimento per l’offerta dei contenuti di DAZN in Italia nonché per la partnership tecnologica. La collaborazione partirebbe da luglio 2021 e comprenderebbe tutta l’offerta di contenuti sportivi live e on demand di DAZN”.

I dubbi sulla tenuta della rete

L’assegnazione dei diritti di trasmissione ad una piattaforma che trasmette esclusivamente in streaming solleva qualche dubbio e rischia di trasformarsi in un salto nel buio. Il debutto di tre anni fa fu disastroso. La rete a banda ultralarga in Italia non è diffusa in modo equo su tutto il territorio. Secondo i dati dell’ultimo osservatorio Agcom, a settembre 2020, a settembre 2020 le reti internet attive in Italia erano 19,43 milioni.

Le linee broadband e ultrabroadband sono 17,86 milioni, con 6 milioni di linee interamente in rame. Di questi 6 milioni, il 56,4% sono in quota TIM.

Se si escludono i 6 milioni di linee interamente in rame, le connessioni ultrabroadband in Italia sono l’11,86%, che rapportate ai 24 milioni di unità familiari garantiscono una copertura del 50% del territorio nazionale.   

Le linee FTTH attive in Italia sono soltanto 1,5 milioni, a fronte di 10 milioni circa di connessioni FTTC e FWA.  

Quindi, in base ai dati Agcom, il 50% delle famiglie italiane (e circa il 40% di chi ha una linea internet) oggi non avrebbe gli strumenti adeguati ad accedere alla rete e guardare le partite in streaming con una qualità accettabile.

La rete di TIM

TIM, in base ai dati dell’ultimo osservatorio Agcom, è l’operatore con il minor numero di linee in fibra – soltanto 200mila (15% del totale) mentre è quello con poco meno della metà dei clienti (45%) ancora in rame: 3,4 milioni del totale di 7,5 milioni di linee attive in quota a TIM.

Il ruolo di DAZN1

Un altro fattore da considerare è che nella stagione in corso e in quella passata DAZN ha potuto contare sulla presenza di DAZN1, il canale satellitare sulla piattaforma Sky che sarà spento a giugno di quest’anno. Secondo stime, in media sarebbero soltanto 600-700 mila gli utenti di DAZN che guardano le partite in streaming. Sarebbe in grado il servizio di garantire una qualità trasmissiva buona nei big match, che possono raggiungere fino a 3 milioni di utenti in simultanea? Ad oggi, sui circa 2 milioni di clienti DAZN, due terzi sono abbonati a Sky e vedono le partite di DAZN grazie al canale satellitare.

Altri possibili colli di bottiglia

Secondo alcuni esperti, a incidere sulla qualità dello streaming sono quindi diversi fattori fra cui la copertura a banda ultralarga dell’operatore, la distribuzione del traffico attraverso le CDN, ma anche ad esempio la copertura WiFi a casa dei clienti. Dipende da dove si trova il modem. Una connessione Adsl può reggere l’HD in streaming, ma è chiaro che non si può fare nient’altro contemporaneamente. Quindi, durante una partita la connessione sarebbe dedicata soltanto a quel compito. Un eccessivo affollamento di utenti localizzati nella medesima zona geografica rischia inoltre di intasare il traffico.

Le indiscrezioni rilanciate da Bloomberg

Bloomberg dal canto suo aveva diffuso ieri l’indiscrezione che TIM avrebbe messo sul piatto circa un miliardo di euro in tre anni per sostenere l’offerta per i diritti Tv di DAZN per il triennio 2021-2024. L’indiscrezione è stata rilanciata oggi fra gli altri da Repubblica e da MF.

DAZN è al momento favorita nel derby con Sky per accaparrarsi i diritti, avendo messo sul piatto un’offerta di 840 milioni di euro a fronte dei 750 milioni offerti dall’operatore satellitare.

Nel dettaglio, TIM avrebbe offerto 340 milioni all’anno, pari al 40% della quota annua secondo Bloomberg, nel quadro di un accordo di distribuzione dei contenuti della Serie A sulla sua rete e tramite Timvision.

L’accordo con un partner finanziario sarebbe manna dal cielo per DAZN, che lo scorso anno, ricorda Bloomberg, ha perso circa 2 miliardi di dollari con problemi in Usa e America Latina per puntare invece su Italia, Germania e Giappone.

Live Streaming

L’ingresso di TIM nell’arena del calcio potrebbe cambiare non di poco lo scenario di distribuzione del prodotto considerato più appetibile per la diffusione della banda ultralarga nel paese. Sky in questo senso si è già mossa in anticipo, con gli accordi siglati con Open Fiber e Fastweb per l’offerta di servizi a banda ultralarga con il pacchetto Sky WiFi rivolto al segmento residenziale. Una sfida da operatore di telecomunicazioni sul terreno della banda ultralarga, alla quale ora risponde TIM, entrando (per quanto indirettamente) nell’arena dei diritti Tv. Una sfida aperta da TIM anche nei confronti di Mediaset, che si è aggiudicata i diritti per alcune partite della Champions League in chiaro, e nei confronti di Amazon Prime, anch’essa appena entrata nell’arena del calcio con la Champions del mercoledì sera.

Venerdì riunione della Lega

La prossima riunione della Lega è fissata per venerdì 26 febbraio, ma difficilmente si giungerà ad una conclusione della partita dei diritti.

I club sono spaccati, ma il fronte favorevole a DAZN sembra prevalente al momento. 10 club, fra cui Juve, Milan, Inter e Lazio sarebbero pronti a votare subito, facendo così traslocare il calcio sulla piattaforma in streaming. Ancora in dubbio l’altra metà delle squadre, fra cui anche Torino e Roma.

In ballo c’è anche la nascita di un canale Tv della Lega, sostenuto da alcuni fondi esteri pronti a entrare con una quota del 10% versando 2 miliardi di euro nelle casse esangui del calcio italiano.

Exit mobile version