La campagna

Spot&Social, il cyberbullismo si vince anche con la comunicazione

Il fenomeno del bullismo ha avuto gravissime conseguenze su moltissimi giovani. Oggi il problema è stato aggravato dalla diffusione delle nuove piattaforme online.

di Alberto Contri |

La rubrica Spot&Social ha lo scopo di illustrare ogni settimana una o più campagne pubblicitarie di particolare interesse sociale. Rubrica a cura di Alberto Contri, presidente della Fondazione Pubblicità ProgressoPer consultare gli articoli precedenti, clicca qui.

L’età adolescenziale dovrebbe essere un periodo della propria vita da ricordare per la spensieratezza, per il divertimento e soprattutto per la nascita di nuovi legami. Sempre più spesso una fase così importante della propria vita, può trasformarsi in un vero e proprio incubo figlio, talvolta, soltanto di un carattere introverso o magari un po’ più debole.

Il fenomeno del bullismo ha avuto gravissime conseguenze su moltissimi giovani “marchiati a fuoco” da alcune cicatrici interiori che ne hanno inevitabilmente influenzato i rapporti interpersonali.

Il problema, inoltre, è stato aggravato dalla diffusione delle nuove piattaforme online che hanno da una parte potenziato la comunicazione, ma dall’altra offerto ulteriori strumenti che oggi alimentano una nuova piaga sociale che risponde al nome di cyberbullismo.

Al fine di sensibilizzare e di “smuovere le coscienze” soprattutto dei più giovani, protagonisti indiscussi di un fenomeno così grave, molte sono state le iniziative promosse sia dalle Istituzioni sia dai grandi colossi della telecomunicazione.
La Polizia di Stato, con la collaborazione della Rai, in occasione del recente Safer Internet Day 2016, ha proposto uno spot che sostiene la campagna “Gioca la tua parte per un internet migliore”. Uno spot ben costruito e con un linguaggio che tratta il tema in maniera drammatica.

Troppo paternalista invece lo spot proposto dal Miur, che si conclude addirittura con un preside con il dito alzato che ammannisce una lezione ai ragazzi.

Ne consegue che i ragazzi che si cimentano con una comunicazione sul tema, come nel caso degli studenti di Sigma, tendano a riproporre linguaggi analoghi, anche se con soluzioni creative interessanti.

Un discorso a parte merita l’iniziativa proposta dagli studenti di una scuola di Lecce, che hanno fatto un gran lavoro in profondità, proponendo un sito con un alto grado di interazione, che cerca di rispondere in maniera esauriente alle più diverse problematiche, oltretutto con uno stile grafico e leggero, sicuramente vicino ai gusti dei ragazzi.

Seguendo lo stesso filone di pensiero, l’azienda Android ha costruito una comunicazione fresca e persino allegra, che attraverso l’animazione di uno dei giochi più diffusi tra i giovani offre una vera e propria lezione di vita: le forbici dovrebbero tagliare la carta, ma la aiutano invece a fuggire dai “Paper bulli” e “Carta”, a sua volta, aiuterà un piccolo sassolino vittima di due grandi massi. Il tono dello spot è leggero ma allo stesso tempo pieno di significato e capace di stravolgere gli stereotipi che tutti conosciamo: essere solidali con i più deboli renderà possibile instaurare dei rapporti di amicizia, unico vero antidoto al bullismo e alla sua versione cybernetica.

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