il social più redditizio

SosTech. Dominio Instagram, i segreti e le novità del social più redditizio

Celebrities che fatturano 65.000 dollari a post, pubblicità cresciuta del 900% in appena un anno e mezzo ed un eCommerce che coinvolge 500 milioni di utenti. Ecco tutti i numeri di Instagram, il social più redditizio al mondo.

di Giordano Rodda |

Rubrica settimanale SosTech, frutto della collaborazione tra Key4biz e SosTariffe. Per consultare gli articoli precedenti, clicca qui.

Di Chiara Ferragni ce n’è una sola, ma la schiera delle aspiranti influencer è più numerosa delle gocce nel mare. Ma perché limitarsi solo alle fashion blogger? Secondo l’ultima ricerca di D’Marie Analytics, un’influencer apparentemente “generica” come Kylie Jenner – la più giovane del clan Kardashian – fattura la bellezza di (almeno) 1 milione di dollari semplicemente caricando su Instagram un’immagine della sua linea di cosmetici. O di sua figlia, o del suo celebre fondoschiena fasciato in abito lungo al MET Gala. “Semplicemente”, è chiaro, per modo di dire: con 108 milioni di follower a cui pensare, ogni singolo scatto della Jenner è ragionato a lungo per massimizzare il suo impatto. Brand che fanno capolino dai vestiti, sponsorizzati dietro lauto compenso, ma senza esagerare. Sensualità e rassicuranti quadretti familiari, glamour e fotografie nature più studiate di quelle scattate dopo una sessione di ore al trucco. Perfino la gravidanza è stata gestita con estrema furbizia: tenuta in gran segreto, poi circondata da voci contrastanti (anche in virtù del fatto che la Jenner, anche nelle foto in tenuta più striminzita, non sembrava mostrare accenni di pancia) e infine in pompa magna per l’annuncio del prossimo fiocco rosa, con 90 milioni di visualizzazioni e quasi 700.000 commenti a seguire l’arrivo di una royal baby tutta particolare. Il ruolo di regina dei social è indiscutibilmente suo, dopo essere stato detenuto per molto tempo da Beyoncé.

 

 

Più che un social, una carriera

 

Obiezione ovvia: se fosse così facile, tutti saremmo miliardari su Instagram, e invece. Essere figlia di miliardari e protagonista di un reality a dieci anni d’età non è esattamente il background standard per una ventenne. E però è un fatto che molti personaggi di varia età e talento, accomunati da uno spiccato spirito di autoimprenditorialità, scelgano Instagram come social network di riferimento per diventare celebrities, o se non altro per pagarsi il mutuo. Letteralmente: Bella Thorne, attrice che con i suoi 17 milioni di follower fattura 65.000 dollari a post, ha da poco raccontato di essersi comprata casa (420 metri quadri con piscina e giardino, 2 milioni di dollari) esclusivamente grazie a Instagram.

 

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Se Facebook è ormai il paradiso di ultraquarantenni, haters e famigliole felici, è a Instagram (e Snapchat) che guardano i più giovani, e da tempo le aziende hanno fiutato l’affare. Comunicazione semplice, diretta, senza intermediari, in grado di arrivare in tempi brevissimi a milioni di persone che non mancheranno di analizzare fino all’ultimo dettaglio ogni accessorio, ogni paio di scarpe, ogni abito. Anche i micro-influencer, che hanno in media da 50.000 a 200.000 follower, sono molto ambiti dai marchi ormai impegnati in uno scouting forsennato – con la speranza che, chissà, uno di loro sfondi davvero e porti con sé chi ha saputo puntare da subito su di lui o di lei.

 

 

Instagram? Per prenotare le vacanze o il ristorante

 

Dal canto suo, nemmeno Instagram sta a guardare. Il miliardo di dollari pagato nel 2012 da Facebook per la piattaforma creata da Kevin Systrom e Mike Krieger non sembra uno sproposito più a nessuno. La ricerca di nuovi modi per monetizzare non può passare soltanto da giovani belli, ricchi e più o meno ben vestiti, ma ha bisogno di basi più solide, in particolare per quanto riguarda le aziende. Oggi una ditta, se ha a cuore la sua presenza social (e di conseguenza una fetta consistente del suo target potenziale, soprattutto per chi si rivolge ai millennial, alla generazione Z e via via a quelli che verranno dopo) non può trascurare Instagram.

 

In quanto eccezionale motore d’invidia – per chi è più bello, più ricco, più di successo di noi – Instagram è anche uno straordinario veicolo commerciale: l’illusione alla base della pubblicità, cioè che acquistando gli oggetti e gli accessori delle celebrità potremo diventare come loro, trova terreno fertile tra le fotografie 1:1 del social network e le Stories, i famigerati “tondini” nati come risposta a Snapchat e oggi, con il loro corredo di scritte, frecce, emoji e gif animate fanno parte dell’armamentario indispensabile per comunicare. E l’invidia, ad esempio, può derivare dalle successione senza soluzione di continuità di spiagge caraibiche e spa montane di chi è in vacanza: ecco perché Instagram ha appena annunciato nuovi bottoni che permetteranno agli utenti di prenotare le ferie direttamente dall’app. Grazie alla partnership con società come Eventbrite, OpenTable, SevenRooms, GrubHub e YelpReservations, l’azienda darà la possibilità di usufruire di funzioni come “prenota” (sia un hotel che un tavolo al ristorante), “acquista i biglietti”, “ordina” senza dover abbandonare la piattaforma. Secondo un comunicato stampa del colosso tech, «Poiché il mondo degli affari vede sempre di più Instagram come un luogo dove gli affari vengono conclusi, ci stiamo impegnando a rendere più semplice per loro gestire la propria presenza sulla piattaforma».

 

Shopping ed e-commerce: come coinvolgere 500 milioni di utenti

 

La notizia arriva solo qualche settimana dopo l’annuncio dell’arrivo anche in in Italia del tag Shopping, con il quale i profili business possono taggare e mettere in vendita i beni e i servizi pubblicizzati nei propri post. In questo caso è necessario avere una pagina Facebook da collegare al profilo, perché tutti i prodotti devono essere presenti all’interno della vetrina sul social di Zuckerberg. Altre innovazioni annunciate recentemente dal management di Instagram riguardano la possibilità di filtrare in modo più naturale i messaggi e i commenti (che, come sa chiunque frequenti la piattaforma, non sono proprio il massimo in materia di interfaccia).

 

Insomma, tutto fa pensare che Instagram, con la complicità della diffusione capillare di Internet mobile ormai in mezzo mondo (su SosTariffe.it potete trovare le offerte più convenienti in questo senso), stia trasformando la piattaforma in una sorta di gigantesco hub dedicato all’e-commerce. Il 78% degli influencer web, stando a una recente ricerca di Zine, usa proprio Instagram come piattaforma di riferimento e solo in un anno, dal 2016 al 2017, i post scritti dagli stessi influencer sono praticamente raddoppiati: l’occasione è davvero troppo ghiotta per non sfruttarla.

 

Al momento, secondo i dati pubblicati dalla controllata Facebook, Instagram ha due milioni di clienti che fanno pubblicità sulla piattaforma: la crescita in appena un anno e mezzo è addirittura del 900%, e pare che circa metà degli utenti attivi ogni giorno (mezzo miliardo di persone) segua anche aziende attive nel proporre diverse possibilità di shopping. E c’è da scommettere che l’applicazione nata nel 2010, un po’ in sordina e solo per iOS, continuerà a fare di tutto per trasformare in oro puro ogni effimera immagine.

 

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