lo studio

Reti elettriche fattore di resilienza e autonomia energetica: ogni euro investito si traduce in 1,3 euro di PIL

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La transizione energetica non è più soltanto una questione ambientale, ma una scelta strutturale di politica industriale, competitività e sicurezza nazionale. Rinnovabili fattore chiave per aumentare l'autonomia energetica e contenere i costi.

Reti elettriche e rinnovabili, leva strategica per la competitività dell’Italia

In una fase storica segnata da tensioni geopolitiche, conflitti e crescente instabilità dei mercati energetici, le reti energetiche tornano al centro del dibattito economico e industriale europeo. In questo contesto, la Rete di Trasmissione Nazionale rappresenta una leva strategica per rafforzare sicurezza energetica, competitività e autonomia del sistema produttivo italiano. La domanda mondiale di energia elettrica sta entrando in una fase di espansione strutturale. Siamo ufficialmente entrati nell’Age of Electricity e le infrastrutture di rete diventano centrali.

È quanto emerge dallo studioSicurezza e indipendenza energetica: la rete di trasmissione come leva per la competitività dell’Italia”, promosso da TEHA Group in collaborazione con Terna, che fotografa il ruolo chiave delle infrastrutture di rete nella transizione energetica e nell’economia del Paese.

Secondo lo studio, lo sviluppo delle reti elettriche, insieme alla crescente integrazione delle fonti rinnovabili e dei sistemi di accumulo, è uno dei principali fattori in grado di migliorare la sicurezza energetica e ridurre strutturalmente il costo dell’energia.

Il valore economico degli investimenti nella rete

Gli investimenti nella rete elettrica hanno un impatto diretto e significativo sull’economia. Lo studio evidenzia infatti un forte effetto moltiplicatore: ogni euro investito nella rete di trasmissione genera 2,98 euro di valore della produzione (il totale dell’output economico generato in un esercizio, indipendentemente dalla vendita effettiva dei beni o servizi prodotti) e 1,31 euro di PIL.

Nel complesso, gli investimenti previsti nel quinquennio del Piano Industriale di Terna sono destinati a generare 35 miliardi di euro di valore della produzione e 16,2 miliardi di euro di PIL, favorendo la creazione di quasi 40 mila occupati medi annui.

Le infrastrutture energetiche si confermano quindi un pilastro per la crescita economica, oltre che un elemento fondamentale per rafforzare la resilienza del sistema energetico nazionale in uno scenario internazionale caratterizzato da instabilità e forte volatilità dei prezzi.

Reti elettriche infrastruttura strategica, fattore di sicurezza nazionale e di resilienza, soprattutto in tempo di guerre

Le reti elettriche stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella transizione energetica, diventando un vero e proprio asset strategico capace di abilitare l’integrazione delle fonti rinnovabili, garantire resilienza cyber-fisica delle infrastrutture e sostenere la competitività industriale in un contesto geopolitico sempre più instabile. In Italia la rete di trasmissione si conferma una leva fondamentale per rafforzare l’indipendenza energetica: nel 2025 consente l’integrazione di circa il 50% della produzione elettrica da fonti rinnovabili, contribuendo a ridurre i costi dell’energia e la dipendenza da forniture estere.

A livello europeo, la modernizzazione delle infrastrutture è al centro delle politiche energetiche: con lEuropean Grid Package l’Unione europea ha destinato 650 milioni di euro alle interconnessioni transfrontaliere attraverso il programma CEF 2026, con particolare attenzione alla resilienza delle reti contro minacce ibride nei Paesi baltici e alla sincronizzazione dei sistemi elettrici per ridurre la dipendenza dal gas russo. Il piano mira inoltre ad accelerare l’adeguamento delle reti alla crescita della domanda elettrica legata a intelligenza artificiale, industria e digitalizzazione, sostenendo investimenti in sistemi di accumulo e smart grid.

La sicurezza delle infrastrutture energetiche è diventata inoltre una priorità strategica: la guerra in Ucraina ha dimostrato la vulnerabilità delle reti elettriche agli attacchi militari, mentre il conflitto in Iran ha visto per la prima volta colpiti i data center di un hyperscaler.

Parallelamente, l’Europa e l’Italia stanno vivendo un forte boom dei data center, con una domanda energetica prevista in Italia fino a dieci volte superiore entro il 2030. Questa trasformazione sta aumentando la pressione sulla stabilità del sistema elettrico e richiede nuovi standard di sicurezza, sia fisica sia cyber, per garantire resilienza contro blackout, attacchi informatici e volatilità dei prezzi dell’energia.

Rinnovabili sempre più competitive: hanno contribuito per circa metà della produzione elettrica europea

Il rafforzamento della rete diventa ancora più strategico alla luce della rapida crescita delle energie rinnovabili, trainata dal crollo dei costi delle tecnologie.

A livello globale, tra il 2010 e il 2024, il costo medio di produzione dell’energia è diminuito di circa il 90% per il solare e il 70% per l’eolico.

Grazie a questa crescente competitività, nel 2025 in Europa solare ed eolico hanno raggiunto il 30% della generazione elettrica, superando per la prima volta i combustibili fossili. Considerando tutte le fonti rinnovabili, queste hanno contribuito per circa metà della produzione elettrica complessiva europea.

Anche l’Italia segue una traiettoria analoga. Negli ultimi vent’anni, la quota di generazione da fonti rinnovabili è quasi triplicata, mentre la produzione termoelettrica si è ridotta di oltre il 40%.

Nel 2025 la potenza efficiente lorda installata in Italia ha raggiunto quasi 82 GW, con un aumento del 44,3% rispetto al 2020, mentre oltre 22 GW di nuova capacità rinnovabile risultano già contrattualizzati e entreranno in esercizio nei prossimi anni.

Questa crescita sta contribuendo anche a rafforzare l’autonomia energetica del Paese: tra il 2010 e il 2024 la dipendenza energetica italiana si è ridotta di circa 9 punti percentuali.

Il nodo della volatilità del gas, una vulnerabilità e un problema per il prezzo dell’elettricità

Nonostante questi progressi, il sistema elettrico resta ancora esposto alla volatilità dei combustibili fossili. Nel 2024 il prezzo del gas ha determinato il prezzo dell’elettricità per oltre il 60% delle ore.

Per questo motivo, lo sviluppo delle rinnovabili e delle infrastrutture di rete rappresenta una delle principali leve per ridurre la vulnerabilità dell’Italia agli shock energetici internazionali.

Le nuove sfide della transizione energetica

Un sistema elettrico caratterizzato da un’elevata penetrazione di rinnovabili presenta nuove sfide operative. La variabilità di sole e vento rende infatti più complessa la regolazione della frequenza e della tensione della rete, richiedendo maggiori investimenti in tecnologie, competenze, risorse umane e sistemi di accumulo.

Le attività di Terna negli ultimi anni sono state proprio orientate a consentire una maggiore integrazione delle rinnovabili garantendo al tempo stesso sicurezza di esercizio e adeguatezza del sistema elettrico.

Una rete efficiente e competitiva

La rete italiana si distingue inoltre per livelli elevati di efficienza e qualità del servizio. Il costo di trasmissione dell’energia nel 2024 è stato pari a 11,2 euro per MWh, uno dei più bassi in Europa.

Il confronto con altri Paesi evidenzia la competitività del sistema italiano:

  • Francia: 12,1 €/MWh
  • Spagna: 15 €/MWh
  • media europea: 16,5 €/MWh

Anche sul fronte degli investimenti per integrare nuova capacità rinnovabile, il sistema italiano si distingue: il costo unitario per gigawatt di infrastruttura è circa due volte inferiore rispetto ai valori di Germania, Francia e Regno Unito.

Il piano di sviluppo della rete

Per sostenere la transizione energetica e l’integrazione delle nuove rinnovabili, il Piano di Sviluppo decennale di Terna prevede investimenti per 23 miliardi di euro entro il 2034.

L’obiettivo è aumentare la capacità di scambio di energia di circa 15 GW, oltre a rafforzare le interconnessioni con l’estero, rendendo il sistema elettrico italiano più flessibile e integrato nel mercato europeo.

Il mix energetico del futuro

Nel breve e medio periodo, lo studio sottolinea che le rinnovabili rappresentano uno strumento fondamentale per rafforzare sicurezza energetica e ridurre i costi dell’energia, avendo ormai raggiunto una piena maturità commerciale e tecnologica.

Guardando invece al medio-lungo termine, tra 2040 e 2050, sarà necessario garantire un mix equilibrato tra solare ed eolico, affiancato da un contributo tra il 10% e il 15% di tecnologie programmabili a basse emissioni, in grado di assicurare stabilità e sostenibilità economica al sistema elettrico.

In un contesto globale segnato da instabilità geopolitica e competizione industriale sempre più intensa, lo sviluppo delle reti energetiche e delle fonti rinnovabili si conferma quindi un elemento chiave per rafforzare la sicurezza, la resilienza e la competitività dell’Italia. Le infrastrutture energetiche non sono solo una componente tecnica del sistema elettrico, ma una vera e propria infrastruttura strategica per lo sviluppo economico del Paese.

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