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Paradosso Tlc in Europa, sono strategiche ma investimenti in calo del 2% anche nel 2025

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Connect Europe ha presentato il nuovo report di Analysys Mason che fotografa nel dettaglio la situazione della industry Tlc Ue: frammentazione eccessiva e debolezze strutturali pesano sul futuro, in attesa del nuovo Digital Networks Act.

Paradosso Tlc in Europa. L’ecosistema delle comunicazioni digitali rappresenta circa il 5% del PIL nella Ue, a sostegno della competitività, della sicurezza e della sovranità tecnologica. Eppure gli investimenti totali nelle telecomunicazioni, pur rimanendo elevati a 64,6 miliardi di euro nel 2024, sono diminuiti del 2% nel 2025, per il secondo anno consecutivo, e i ricavi per utente della telefonia mobile sono inferiori rispetto a dieci anni fa. Lo scrive Connect Europe, l’associazione Ue che raccoglie i principali operatori, citando il nuovo report realizzato da Analysys Mason State of Digital Communications report.

Frammentazione e debolezze strutturali delle Tlc

Non si tratta di un rallentamento ciclico, sottolinea Connect Europe in una nota, ma del risultato di debolezze strutturali, con elevati livelli di regolamentazione e una persistente frammentazione del mercato che continuano a minare la capacità di investimento. Ciò avviene in un momento politico decisivo. Con i negoziati sul Digital Networks Act (DNA) attualmente in corso e la revisione degli orientamenti UE sulle concentrazioni in fase di completamento, i dati inviano un messaggio chiaro: il cambiamento delle politiche non può più essere rinviato.

Un ecosistema Tlc da 1,09 trilioni di euro

L’ecosistema delle comunicazioni digitali europee – che comprende servizi di telecomunicazioni, apparecchiature di rete, contenuti e applicazioni – ha raggiunto un valore di mercato totale di 1,09 trilioni di euro nel 2024, pari al 5% del PIL europeo. Ciò colloca saldamente le comunicazioni digitali tra le industrie più strategiche d’Europa, sostenendo la competitività, la sicurezza e la sovranità tecnologica. Gli operatori di telecomunicazioni continuano a investire in FTTH, reti Gigabit, implementazione del 5G, cavi satellitari e sottomarini internazionali, espandendosi progressivamente in nuove aree. Alla fine del 2025, gli operatori rappresentavano circa il 19% dei data center europei e circa 750 nodi edge di proprietà, rafforzando la resilienza digitale dell’Europa e la sua capacità di elaborare i dati più vicino agli utenti.

Innovazione Tlc

Allo stesso tempo, l’innovazione sta risalendo la catena del valore. Gli operatori europei rimangono leader in aree chiave, rappresentando 57 sperimentazioni e implementazioni di Open RAN nel 2025 e quasi il 40% degli annunci di API di rete globali, implementando al contempo soluzioni aziendali abilitate dall’intelligenza artificiale, offerte di cloud sovrano e preparando il terreno per la connettività satellitare diretta al dispositivo. La sicurezza informatica continua a essere un pilastro crescente di questo impegno, con ricavi che hanno raggiunto i 5,3 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 3,2 miliardi di euro del 2020.

Progressi nel 5G e nell’FTTH, ma la Ue resta in ritardo su 5G standalone

Progressi su 5G e FTTH, ma l’Europa è ancora indietro rispetto ai principali competitor globali in termini di parametri chiave.

La copertura di rete continua ad espandersi in tutta Europa, ma permangono divari di competitività. Entro la fine del 2025, la copertura 5G della popolazione ha raggiunto il 94,9%, in aumento rispetto all’87% del 2024. Nonostante questi progressi, l’Europa è ancora indietro rispetto a Corea del Sud (99,9%), Stati Uniti (98,4%), Giappone (97%) e Cina (96%). Il divario è ancora più pronunciato se si considerano l’adozione e le capacità avanzate. Nel 2025, il 5G rappresentava solo il 43% delle connessioni mobili in Europa, rispetto a oltre il 70% negli Stati Uniti e in Cina. Per quanto riguarda il 5G standalone, l’Europa rimane indietro rispetto alla maggior parte dei principali competitor, con una copertura della popolazione del 63%, contro il 93% della Cina e l’81% degli Stati Uniti.

FTTH ha raggiunto il 77% delle famiglie Ue nel 2025

Sulle reti fisse, la copertura FTTH ha raggiunto il 77,2% delle famiglie europee nel 2025, in aumento rispetto al 70,9% del 2024, mentre le reti Gigabit hanno coperto l’86,6%. L’Europa registra buone prestazioni in termini di FTTH rispetto agli Stati Uniti, ma è ancora indietro rispetto a Cina e Giappone. In termini di disponibilità complessiva di Gigabit e prestazioni di rete, l’Europa rimane indietro rispetto a tutti i concorrenti, con una velocità media di download fissa di 171 Mbps, rispetto ai 289 Mbps degli Stati Uniti.

Gli obiettivi del Decennio Digitale sono a rischio a causa del calo degli investimenti e del fatturato per utente invariato rispetto a dieci anni fa.

Obiettivi del Digital Compass, Tlc a rischio

Nonostante la continua implementazione, gli obiettivi del Decennio Digitale dell’Europa sono sempre più a rischio. Gli investimenti totali nel settore delle telecomunicazioni sono diminuiti del 2% nel 2024, scendendo a 64,6 miliardi di euro, principalmente a causa del rallentamento degli investimenti in FTTH. Al ritmo attuale, 41,8 milioni di europei saranno ancora senza accesso FTTH entro il 2030, ben al di sotto degli obiettivi dell’UE. Questo rallentamento si verifica in un contesto di ricavi strutturalmente deboli.

ARPU mobile Tlc in calo nel 2024

Nel 2024, l’ARPU mobile corretto per il PIL si è attestato a 14,9 euro in Europa, in calo del 2,4% su base annua in termini reali e inferiore a quello di dieci anni fa (era 15,3 euro nel 2015). Al contrario, l’ARPU ha raggiunto 26,1 euro negli Stati Uniti, 21,7 euro in Corea del Sud e 21,3 euro in Giappone. Anche quest’anno, l’investimento complessivo pro capite nelle telecomunicazioni in Europa è inferiore a quello dei concorrenti globali, con 118 euro a persona in Europa, 217 euro negli Stati Uniti, 173 euro in Giappone e 151 euro in Corea del Sud. I membri di Connect Europe continuano a svolgere un ruolo stabilizzante, rappresentando il 54% di tutti gli investimenti FTTH nel 2024 (17,2 miliardi di euro). Tuttavia, il persistente sottoinvestimento a livello di settore riflette una tendenza più ampia.

Frammentazione e scala: la sfida europea irrisolta

I mercati della connettività in Europa rimangono particolarmente frammentati. Nel 2025, l’Europa contava 44 operatori di rete mobile con oltre 500mila abbonati, rispetto agli 8 negli Stati Uniti, ai 4 in Cina e Giappone e ai 3 in Corea del Sud. La frammentazione è pronunciata anche nelle reti fisse, con oltre 70 grandi operatori di rete fissa in tutta Europa, contro i 28 negli Stati Uniti, i 6 in Giappone e i 5 in Corea del Sud. Questa mancanza di scala continua a pesare pesantemente sulla capacità di investimento, sull’innovazione e sulla competitività, una realtà sempre più riconosciuta nel più ampio dibattito industriale e sulla competitività in Europa.

Alessandro Gropelli, Direttore Generale di Connect Europe, ha detto: “Le aziende di telecomunicazioni si stanno impegnando a fondo per espandere lo stack tecnologico europeo e costruire solide reti digitali, ma siamo un settore regolamentato e non saremo in grado di raggiungere i nostri obiettivi senza una riforma radicale e un nuovo approccio alla politica in materia di concentrazioni”.

Rupert Wood, direttore della ricerca presso Analysys Mason, ha detto: “La spesa degli utenti finali e gli investimenti pro capite rimangono sostanzialmente inferiori rispetto a Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud. I prezzi bassi possono essere percepiti come positivi per consumatori e aziende nel breve termine, ma non sono adatti a incoraggiare investimenti a lungo termine in servizi nuovi e innovativi, nell’evoluzione della rete o nella copertura di rete”.

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