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Pagamenti digitali e Pos, le sanzioni rimandate a luglio. Sibilia: ‘Cash back al 19%’

Come non detto. Tutto rimandato di 6 mesi. Ieri nel Governo l’ha spuntata Luigi Di Maio, che è riuscito a modificare la parte della manovra e del decreto fiscale relativa al piano cashless. Così la maggioranza ha deciso che la lotta all’evasione fiscale attraverso gli incentivi ai pagamenti digitali può aspettare e partire non più dal prossimo gennaio, ma da luglio 2020. Così sono rimandate di 6 mesi anche le promesse sanzioni, da 30 euro più il 4% della spesa, per chi non accetterà i pagamenti con i Pos. “Così non si criminalizzano i commercianti”, ha detto il premier Giuseppe Conte oggi, intervenendo all’Assemblea annuale di Confesercenti. Cambia di nuovo il tetto al cash, che dovrebbe scendere a 2000 euro e poi a 1.000 nel 2022.

Una buona notizia per i consumatori digitali, invece, è stata annunciata da Carlo Sibilia (M5S), sottosegretario all’Interno: “Il cash back sarà di circa il 19%”, ha detto questa mattina a “Radio Anch’io” in onda su Rai Radio1. “Su un pagamento digitale di 100 euro al consumatore saranno restituiti 19 euro”, ha spiegato Sibilia. Vedremo se anche questa promessa cambierà durante la discussione in Parlamento della legge di Bilancio. Il sottosegretario ha ripetuto più volte la strategia del Governo sulla moneta elettronica: “Vanno resi convenienti i pagamenti digitali, solo così potrà aumentare l’uso delle carte, perché il vero obiettivo è far emergere il più possibile il sommerso e continuare in questo modo a garantire la premialità fiscale a chi paga in modo elettronico”.  Ma il vero nodo restano le commissioni per i micro-pagamenti. “Noi vogliamo ridurre le tasse agli italiani. Per questo puntiamo a compensare le sanzioni per gli esercenti che non accettino pagamenti con i Pos con un drastico abbassamento delle commissioni bancarie e del costo per i commercianti del dispositivo che consente i pagamenti digitali”, ha detto Sibilia.

Il cash back partirà dalle spese effettuate da luglio 2020 per i settori a più rischio evasione

Se tutto il pacchetto della lotta all’evasione fiscale con soluzioni digitali slitta di 6 mesi, allora anche il meccanismo di cash back, per chi fa acquisti tracciabili in settori ad alto rischio evasione (idraulico, elettricista, parrucchiere, bar e ristoranti), prenderà in considerazione le spese effettuate da luglio 2020. Poi da gennaio 2021 arriverà il bonus della ‘Befana’, ossia un superbonus tra i 300 ai 500 euro (dipenderà dalla platea dei beneficiari) a chi ha pagato con carte di credito, prepagate e debito. Le risorse per finanziare questo “incentivo” restano a 3 miliardi, con cui il Governo spera di raddoppiare il numero dei consumatori che utilizzano la moneta elettronica, passando dagli attuali 6-7 milioni di utenti a 15 milioni.

Il piano cashless, secondo fonti di Palazzo Chigi raccolte dal Corriere della Sera, è slittato e diventerà operativo da metà anno anche per la necessità tecnica di organizzare la piattaforma che incrocerà i dati sugli acquisti in arrivo dai circuiti dei pagamenti elettronici. Il meccanismo del superbonus, infatti, dovrebbe funzionare come un vero e proprio cash back, che gli stessi operatori potrebbero accreditare direttamente sulle carte, e non come una detrazione da incassare in dichiarazione dei redditi.

Novità (tecniche) anche sulla web tax

La web tax perde l’urgenza che giustifica il decreto, così la norma esce dal decreto-legge fiscale ed entra nella legge di Bilancio: l’imposta al 3% alle imprese con ricavi ovunque realizzati non inferiori a 750 milioni e ricavi derivanti da servizi digitali non inferiori a 5,5 milioni sarà operativa dal 1^ gennaio (perché non prevede, finalmente, decreti attuativi) con più di 750 milioni di ricavi previsti.

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