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Pa digitale, Ruffini (Agenzia Entrate): ‘Per i servizi fiscali ampliare lo SPID’ (ancora a 2 milioni)

Bocciata la Pec e promosso lo Spid. Così si può sintetizzare l’audizione del direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ascoltato questa mattina in un’audizione alla Commissione parlamentare sul livello di digitalizzazione e innovazione delle pubbliche amministrazioni. “La Pec è uno strumento innovativo per il nostro sistema ma è già obsoleto. Ci si augura che l’attuazione dei servizi tramite l’identità digitale sia implementata”, ha dichiarato Ruffini. Ad oggi le identità digitali erogate sono circa 2 milioni,  troppo poche per consentire agli italiani anche l’accesso ai servizi fiscali, e c’è da dire che il numero di SPID nel 2017 è praticamente raddoppiato rispetto all’anno scorso grazie al bonus cultura per i 18enni e alla Carta del docente a cui è stato ancorato lo SPID, infatti per beneficiare dei 500 euro è obbligatorio ottenere l’identità digitale che viene erogata da 7 gestori. Servirebbero quindi più iniziative simile per far decollare, finalmente, l’identità digitale degli italiani.

Ruffini, durante l’audizione, ha auspicato anche l’opportunità di estendere la precompilata alle partite Iva perché quest’anno circa 2,5 milioni di contribuenti hanno inviato la dichiarazione direttamente utilizzando la procedura disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle entrate: “È auspicio, ha affermato, che il prossimo Parlamento possa favorire norme per estendere a tutti i contribuenti, quindi anche ai titolari di partita Iva la dichiarazione precompilata e consentire così al settore produttivo del Paese questo rapporto invertito con l’Agenzia delle Entrate”.

Va ricordato che “in caso di accettazione diretta delle dichiarazioni proposte o anche con modifiche attraverso gli intermediari fiscali che appongono il visto di conformità”, ha spiegato Ruffini, “i contribuenti non possono più essere sottoposti al controllo documentale da parte dell’Agenzia delle entrate”. Infine ha concluso il direttore dell’Agenzia delle Entrate “l’esperienza della dichiarazione precompilata può ora – ha evidenziato – essere ulteriormente sviluppata anche per altri adempimenti, razionalizzando e valorizzando il patrimonio informativo a disposizione dell’Agenzia delle entrate”.

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