Essenziali per le reti mobili, le antenne di Nokia (ma anche quelle dell’altro campione europeo Ericsson) sono fondamentali sulle due sponde dell’Atlantico. Quali sono i rischi di una progressiva “americanizzazione” dei due campioni europei delle attrezzature di rete mobile, entrambi alquanto legati agli Usa?
Lo spunto arriva da una approfondita analisi del quotidiano Le Monde, che si concentra soprattutto sul caso di Nokia.
Tra l’altro, già nel 2020 l’allora cancelliera tedesca Angela Merkel aveva incontrato i vertici dei due campioni europei delle Tlc per preservarli dalle sirene di Donald Trump, che già durante il suo primo mandato faceva non poche avances alle due aziende considerate strategiche e alternative alle cinesi Huawei e ZTE.
Nokia, un americano al timone
Dall’inizio del 2025 con il ritorno del presidente Donald Trump alla Casa Bianca la storica azienda finlandese, specializzata in attrezzature di networking fondamentali per le reti mobili 5G e 6G, “ha gli occhi puntati sugli Strati Uniti e si sta americanizzando a tutta velocità”, scrive Le Monde.
A partire dalla governance, visto che è proprio un americano, Justin Hotard, che ne ha preso le redini dal primo aprile 2025, al posto del finlandese Pekka Lundmark.
Già dirigente di Intel, Hotard incarna la nuova strategia di Nokia, indirizzata in primo luogo verso il business dei data center e il superciclo dell’Intelligenza Artificiale.
La svolta di Nokia verso data center e AI
Fra le mosse che evidenziano questa scelta strategica, l’acquisizione di Infinera, fornitore statunitense di soluzioni di rete ottica, per 1,9 miliardi di euro, finalizzata all’inizio del 2025. Un’operazione che mira a rafforzare la leadership di Nokia nelle tecnologie ottiche, espandere la presenza nel mercato nordamericano – per meglio approfittare dello sviluppo del cloud e dei data center dei big americani come Amazon, Google e Microsoft – e aumentare l’esposizione verso i clienti “webscale” e cloud.
Nvidia al 2,9% del capitale di Nokia
Per accelerare sull’AI, Nokia si è poi alleata con Nvidia, che a sua volta il 28 ottobre 2025 ha annunciato di aver acquisito una quota del 2,9% nel gruppo Nokia per un miliardo di dollari. E non si tratta di una quota piccola sottolinea Le Monde, visto che il primo azionista è il fondo statale Solidium Oy che detiene appena il 5,7% del capitale.
Con questa nuova direzione, Nokia spera di invertire il trend e tornare a crescere, in un contesto di sofferenza per le mancate promesse commerciali del 5G e una concorrenza cinese da parte di Huawei e ZTE sempre forte.
Nel 2025 le vendite di Nokia in Nord America, in aumento del 6,2% a 6,2 miliardi di euro, hanno superato quelle dell’Europa, pari a 6,16 miliardi, in calo del 3%.
Timori di presa di controllo americana
Alcuni analisti temono una progressiva presa di controllo di Nokia da parte degli Stati Uniti, tanto più che l’interesse della Casa Bianca è di controllare direttamente attività considerate strategiche per la sicurezza nazionale, e le reti mobili sono quanto di più delicato dal punto di vista geopolitico e della sicurezza interna. Lo testimonia il bando totale delle tecnologie cinesi di Huawei e ZTE dalle reti mobili americane. C’è però un ma: gli Usa non hanno un campione nazionale delle attrezzature di rete, ed è per questo che americanizzare, ancorare il più possibile le attività di Nokia (ma anche di Ericsson) al business che si sviluppa negli Usa potrebbe rivelarsi una strategia anche più sottile di una acquisizione diretta.
Le reti mobili americane sono largamente dipendenti dalle attrezzature di Nokia ed Ericsson
Gli Stati Uniti non possono accettare di non essere sovrani nel campo delle reti mobili, secondo alcuni analisti, a maggior ragione in relazione all’attuale contesto geopolitico con le minacce alla sicurezza in un quadro di guerra ibrida sempre più aperta a conflitti nel cyberspazio.
Non pochi i timori che alla fine le avances e la longa manus statunitensi possano quindi allungarsi ulteriormente sui nostri campioni europei delle reti Tlc. Per questo da molte parti si chiede un intervento deciso di Bruxelles per tutelare la matrice europea delle due aziende scandinave.
I numeri di Ericsson negli Usa
La presenza di Ericsson negli Usa è testimoniata dai numeri.
- Il 60% del traffico wireless totale negli Usa è trasportato su reti con tecnologie della casa svedese.
- L’azienda è presente negli Usa dal 1902.
- Ci sono 6200 dipendenti in 30 sedi diverse.
- Ericsson è il primo fornitore di tecnologie 5G, a fronte di un investimento di 150 milioni di dollari.
- Ericsson: Domina il mercato RAN (Radio Access Network) negli Stati Uniti con una quota vicina al 40%. Il Nord America rappresenta circa il 29% del suo fatturato totale annuo.
- Il perno di questa crescita è il mega-contratto con AT&T, ma non è l’unico fattore:
- Accordo AT&T da 14 miliardi di dollari: Firmato a fine 2023, questo contratto quinquennale mira a trasformare la rete di AT&T in una rete Open RAN. Nel 2024, questo accordo ha permesso a Ericsson di guadagnare 1,4 punti percentuali di quota nel mercato globale RAN, portandola al 25,7%, mettendo a segno una crescita del 54% sul mercato nordamericano.
- Modernizzazione 5G: Oltre ad AT&T, Ericsson beneficia della domanda di hardware 5G e soluzioni software da parte di altri grandi operatori (come Verizon e T-Mobile), che nel 2024 ha portato a un aumento del 70% nelle vendite di reti in Nord America.
Un connubio ribadito dal Ceo di Ericsson Italia Andrea Missori in occasione dell’evento organizzato a gennaio dalla Fondazione RESTART, in cui ha ribadito il legame stretto con gli Stati Uniti, senza dimenticare le parole del Presidente e Ceo del gruppo Börje Ekholm, che ha fatto esplicitamente appello agli Usa per una rafforzata collaborazione per contrastare la Cina.
