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L’identità digitale SPID asset strategico nazionale da saper gestire

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Il governo deve agire al più presto, consapevole che il sistema SPID sta diventando un nuovo asset strategico nazionale, al pari di una rete autostradale, che presto dovrà garantire l’acceso e la fruizione di servizi pubblici online a cittadini e imprese.

L’infrastruttura SPID nuovo asset sensibile, vitale e strategico per il Paese 

Per chi non lo sapesse, l’identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) è una piattaforma abilitante per l’identificazione certa, l’accesso e la fruizione tramite computer, tablet e smartphone di cittadini e imprese ai servizi digitali erogati dalle pubbliche amministrazioni, dai concessionari di pubblici servizi, dalle società a controllo pubblico e dai fornitori di servizi privati. Siamo arrivati a quasi  13 milioni di identità SPID in Italia, complice il periodo di pandemia del Coronavirus.

L’utilizzo del sistema SPID, disciplinato dalla normativa italiana e riconosciuto anche in Europa, è gratuito per i cittadini, con l’obiettivo governativo di permettere l’accesso in maniera rapida ai servizi online ovunque ci si trovi e con qualsiasi dispositivo.

L’idea quindi di uno Stato più digitale, competitivo ed efficiente è sicuramente un obiettivo politico da condividere nell’azione di ogni governo, ma assicurare a cittadini e imprese la fruizione di servizi pubblici in maniera esclusiva, massiva e generalizzata attraverso le identità digitali equivale per lo Statoa dover progettare e manutenere un asset strategico dello Stato al pari delle autostrade,garantendone l’accesso e la percorrenza in sicurezza!

Il crollo di SPID equivale al disservizio di un’autostrada

L’infrastruttura SPID nel recente click day per il Bonus Mobilità, che ha coinvolto un numero notevole di acquirenti di biciclette e monopattini desiderosi di sfruttare il loro diritto al bonus, ha dimostrato di non reggere l’urto di una mole di centinaia di migliaia di richieste concentrate nello stesso giorno e di crollare come un viadotto di un’autostrada, facendo rimpiangere ai cittadini le lunghe code “fisiche” agli uffici.

Quel giorno, i gravi problemi riscontrati sul sistema SPID, oltre a snervare e vessare oltremodo i cittadini che volevano richiedere il bonus mobilità, hanno generato un danno di immagine di notevole proporzione sull’esperienza SPID, causando un effetto a catena su tanti altri servizi erogati da pubbliche amministrazioni. Quindiil viadotto è crollato del tutto, lanciando un messaggio “forte” che deve far riflettere l’attuale governo e tutti gli attori coinvolti.

In questo articolo non si vuole entrare nel merito delle cause, già note agli addetti ai lavori, ma si intende sottolineare la gravità del crollo dell’“autostrada” SPID rispetto alle azioni e agli interventi che il governo dovrà intraprendere responsabilmente per dimensionare correttamente tale ecosistema e garantire in futuro adeguati livelli di qualità per la fruizione da parte di cittadini e imprese.

Perché il governo? Perché proprio con il Decreto Semplificazione 2020 si è voluto con forza dare una spinta all’accesso tramite identità digitali SPIE e CIE (Carta d’Identità Elettronica) ai servizi pubblici online introducendo un esclusivo dovere, un obbligo. Badate bene: si è d’accordo con l’obiettivo governativo, ma si vuol sottolineare l’importanza della gestione dell’obbligo perché in una Repubblica, con una costituzione seria, spesso ad un dovere corrisponde anche un diritto di cittadini ed imprese e questo diritto va garantito dallo Stato.

Da marzo 2021 la gestione diventerà sistemica

Ma andiamo con ordine: l’art. 24 del Decreto Semplificazioni 2020 ha introdotto l’obbligo in capo alle PA a decorrere dal 28 febbraio 2021 di utilizzo esclusivo degli strumenti di identificazione digitale SPID e CIE (Carta d’Identità Elettronica) per l’accesso dei cittadini ai propri servizi online.

Quindi, da marzo del 2021 ogni giorno ci potranno essere centinaia di migliaia di utenti con SPID che richiedono l’accesso a vari servizi online delle PA e l’intera infrastruttura SPID costituita dagli Identity Provider, dagli Aggregatori di servizi, dai Service Provider e dagli utenti dovrà assicurare la corretta fruizione dei servizi stessi.

Il solo portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate oggi conta circa 200.000 login al giorno, per non parlare del portale di servizi web dell’INPS, del Ministero del Lavoro, dell’INAIL, del Ministero dello Sviluppo Economico, dei vari Comuni e Città metropolitane, ecc.

Credo sia urgente un dimensionamento di quello che potrà succedere dal 2021 in merito ai numeri che andranno ad abbattersi sull’infrastruttura SPID: l’impressione è che siano necessarie nuove regole per i vari attori coinvolti, vadano definiti livelli minimi di servizio e i controlli dello Stato sui vari attori, ma soprattutto servirà individuare il modello per investire o garantire liquidità ad un sistema che ha già dimostrato che senza quibus non può reggere.

Credo che la responsabilità di decidere il come garantire i servizi essenziali sia dello Stato. La storia ci insegna che gli asset strategici come le ferrovie, le poste, le autostrade sono gestiti da soggetti privati con il controllo dello Stato sulla qualità dei servizi erogati. Quanto successo alle autostrade italiane in questo ultimo periodo ci insegna poi come sia importante il controllo, la manutenzione dell’asset, ma anche il co-investimento statale-privato monitorato. Altra considerazione è che i servizi essenziali citati non sono gratuiti per gli utilizzatori, ma si basano su un sistema di approvvigionamento economico per gli attori coinvolti nella gestione, va da sé che l’infrastruttura SPID difficilmente potrà rimanere gratuita per i cittadini a meno che sia lo Stato a sobbarcarsene totalmente i costi, ma il caso Alitalia dovrebbe aver insegnato qualcosa.

Il nodo da sciogliere delle identità digitali ad uso lavorativo

La relazione illustrativa del Decreto Semplificazioni 2020 afferma che con successivo DPCM sarà stabilita la data a decorrere dalla quale l’accesso esclusivo tramite SPID e CIE sarà consentito alle imprese, non appena sarà maggiormente diffuso lo SPID per uso lavorativo, secondo le recenti linee guida AgID pubblicate a novembre del 2019.

Tuttavia, non è ancora ben chiaro e definito il sistema delle deleghe, delle procure nei servizi digitali accessibili con SPID, affinchè dipendenti e collaboratori possano operare in nome e per conto di altro soggetto per attività lavorative, quindi è necessario che gli organi competenti ci lavorino per definire un quadro attuativo corretto.

Una cosa pare certa: sarà la diffusione dello SPID nell’ambito delle imprese, dei professionisti e la nascita di aggregatori di servizi erogati da soggetti privati a decretare il vero successo del sistema di identità digitale SPID nel medio-lungo termine.

Conclusioni

Il sistema di identità digitale SPID ha l’ambizione e le potenzialità, se ben gestito, per efficientare ed innovare davvero il nostro bel Paese.

Da sempre tutti parlano di digitale come chiave di volta dell’economia del futuro e durante questa dolorosa pandemia ancor di più si parla di consapevolezza, pertanto ci aspettiamo che l’infrastruttura SPID venga consapevolmente gestita come un’infrastruttura strategica dello Stato a servizio di cittadini e imprese.

Articolo di Fabrizio Lupone, Esperto in Digitalizzazione, Firme e Fatturazione Elettronica, Identità e Conservazione digitale, componente del D&L NET