i numeri

Fibra in fuga e pacchi da record, il 2024 secondo l’AGCOM

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La rete fissa cavalca la fibra, la rete mobile sta cambiando il modello di business, il settore postale si specializza su ecommerce e logistica. Gli aggiornamenti dell’Osservatorio Agcom.

Rubrica settimanale SosTech, frutto della collaborazione tra Key4biz e SosTariffe. Per consultare gli articoli precedenti, clicca qui..

Mentre le nostre chat esplodono di sticker e GIF un po’ goffe, i gruppi WhatsApp diventano (detestabili) mini-uffici per chi non riesce a stare lontano dal lavoro nemmeno quando è in vacanza, e i carrelli dell’e-commerce, magari fast fashion, non conoscono stagioni, le infrastrutture italiane – dalle reti di telecomunicazioni ai corrieri – continuano a macinare volumi e gigabyte a ritmo sostenuto. L’Osservatorio AGCOM n. 2/2025, aggiornato a marzo e appena pubblicato, ci consegna la fotografia di un settore che nel 2024 ha messo sul piatto un valore complessivo di 56,19 miliardi di euro, in crescita del 3,5% rispetto all’anno precedente (+1,88 miliardi di euro).

A spingere la performance sono stati soprattutto la rete fissa e il settore postale, mentre la rete mobile ha visto un leggero calo dei ricavi pur con consumi di dati in aumento. Il quadro che ne esce è quello di un’Italia digitale che corre veloce, ma a velocità diverse a seconda del mezzo che utilizza.

La riscossa della rete fissa

Nel 2024 la rete fissa ha vissuto una nuova e intensa fase di espansione. I ricavi hanno raggiunto 17,32 miliardi di euro, con un incremento di ben 1,287 miliardi sul 2023. Il dato è ancora più interessante se si guarda alla composizione tecnologica:

  • FTTH (fibra ottica pura): +25,3% in un anno, arrivando a 6,18 milioni di accessi.
  • FWA (fibra su rete mista radio): +10%, per un totale di 2,42 milioni di linee.
  • FTTC (fibra misto rame): -7,1%, in calo a 9,00 milioni di linee.

Il messaggio è chiaro: la migrazione verso tecnologie full fiber è in pieno corso, mentre le soluzioni ibride, con l’eccezione del FWA, perdono terreno (su SOSTariffe.it è sempre possibile mettere a confronto le più convenienti tra le offerte Internet Casa). Anche sul fronte del traffico dati, i numeri parlano da soli. Nel primo trimestre 2025, il download cumulato ha toccato 14,43 exabyte (+7,3% rispetto allo stesso periodo 2024), mentre l’upload è salito a 1,94 exabyte (+9,7%). Se guardiamo alle medie giornaliere, ogni linea broadband ha trasportato 10,30 GB di dati, in crescita del 9,5%.

Dietro questi numeri c’è una combinazione di fattori: dallo smart working ormai stabilizzato (molte aziende mantengono la formula ibrida, sempre più richiesta anche dai lavoratori che cercano un migliore equilibrio tra lavoro e vita quotidiana) alla crescita del gaming in cloud e del video in alta definizione, passando per applicazioni di realtà aumentata e telemedicina.

Il mobile cambia pelle

Sul fronte della rete mobile, il 2024 ha mostrato un quadro più sfumato. I ricavi sono scesi a 10,69 miliardi di euro, in calo di 379 milioni rispetto al 2023. Nonostante ciò, il numero di SIM “human” (cioè intestate a persone e non a macchine) è cresciuto dello 0,5%, raggiungendo 78,9 milioni di unità su un totale di 109,2 milioni di SIM attive in Italia.

Interessante la trasformazione nella tipologia di contratto: le SIM in abbonamento sono aumentate del 4,8% in un anno, mentre le prepagate hanno perso terreno, con un calo dell’11,5% in quattro anni. Un segnale che i pacchetti “all inclusive” con dati illimitati e servizi aggiuntivi stanno conquistando gli utenti più attivi, anche in virtù delle offerte legate all’acquisto di smartphone 5G.

E a proposito di dati, il mobile continua a bruciare record: nel primo trimestre 2025 si sono registrati 4,22 exabyte di download (+11,3%) e 0,42 exabyte di upload (+30%). Il consumo medio giornaliero per SIM “human” è arrivato a 0,92 GB, con un +11,6% rispetto all’anno precedente. Picchi settimanali di traffico hanno toccato addirittura il +292% rispetto al benchmark del 2020, complice anche la diffusione di app video in live streaming e la crescita del gaming competitivo su rete mobile.

Questi dati, letti insieme, indicano un mercato che non perde utenti ma vede una trasformazione silenziosa: meno ricariche occasionali, più contratti stabili, più consumo pro capite e più servizi verticali (streaming musicale, cloud gaming, IoT domestico).

Posta e pacchi: il boom dell’e-commerce

Soprattutto, non smettiamo più di comprare online, e i corrieri ormai ci trattano da vecchi amici quando arrivano col loro carico di pacchi Amazon, Shein e così via. Il comparto postale è stato uno dei protagonisti della crescita 2024: il settore ha totalizzato 8,59 miliardi di euro di ricavi (+163 milioni rispetto al 2023). La parte del leone l’ha fatta, ancora una volta, il segmento pacco: 6,83 miliardi di euro (+123 milioni).

I servizi di corrispondenza tradizionali, invece, hanno generato 1,76 miliardi di euro, con una crescita più contenuta (+40 milioni). All’interno del segmento postale, i servizi domestici hanno registrato un +3,7% (6,39 miliardi), mentre i transfrontalieri hanno segnato un -2,8% (poco sopra i 2 miliardi).

Il dato strutturale più impressionante è l’evoluzione del mix: oggi i pacchi rappresentano circa il 79% del valore complessivo del settore postale, mentre cinque anni fa questa quota era significativamente più bassa. Una conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che la “lettera di carta” è ormai un oggetto da collezione o un vezzo per nostalgici, mentre la logistica è la spina dorsale dell’economia digitale.

Prospettive: dove corrono i bit e i pacchi

Mettendo insieme i pezzi, il quadro è chiaro: la rete fissa si sta trasformando rapidamente verso la fibra pura, con incrementi a due cifre e un calo marcato delle soluzioni miste rame. La rete mobile è stabile sul fronte utenti ma sta cambiando modello di business, con più abbonamenti, più consumo e più specializzazione dei servizi. Il settore postale si sta specializzando sempre più sulla logistica e-commerce, con il pacco come asset centrale.

Cosa aspettarsi per il 2025-2026? AGCOM non fa previsioni dirette, ma i trend suggeriscono tre direzioni probabili (fatte salve le eventualità imprevedibili del commercio internazionale, come ci hanno insegnato in questi mesi le trattative sui dazi):

  1. Ulteriore migrazione da FTTC a FTTH, spinta anche dall’onda lunga del PNRR e dalla competizione sui prezzi.
  2. 5G e IoT come driver per nuovi ricavi nel mobile, con applicazioni in ambito industriale, sanitario e smart city.
  3. Automazione e sostenibilità nel delivery, con robot, droni e flotte elettriche per consegne urbane a basso impatto.

Fonti: https://www.agcom.it/sites/default/files/documenti/osservatorio/AGCOM_Osservatorio%20n.2-2025%20-%2008%2008%202025.pdf

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