Fastweb + Vodafone comunica di aver definito un accordo preliminare con TIM per avviare una cooperazione finalizzata allo sviluppo delle reti di accesso mobile attraverso un modello di Radio Access Network (RAN) sharing.
L’accordo – propedeutico alla finalizzazione di un contratto definitivo, previsto entro il secondo trimestre 2026 – mira ad accelerare l’espansione del 5G in Italia, dove il vero 5G standalone è fermo al 7%.
Tim e Fastweb potrebbero risparmiare ciascuna dai 250 ai 300 milioni di euro in 10 anni, ha detto in precedenza a Reuters una persona informata della questione.
Accordo riguarda Comuni con meno di 35mila persone
Il progetto, che è soggetto alle autorizzazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCom), rappresenta un importante passo avanti nell’uso efficiente delle infrastrutture esistenti e consentirà di realizzare una copertura 5G più veloce, ampia e sostenibile. L’accordo riguarda la copertura 5G nei Comuni con meno di 35.000 abitanti. Ciascun operatore sarà responsabile dello sviluppo della rete in 10 regioni realizzando circa 15.500 siti entro la fine del 2028.
In pratica, i due operatori si dividono il lavoro per condividere poi l’utilizzo delle rispettive reti senza duplicazione di infrastrutture e dispersione di investimenti.
Copertura estesa a zone a bassa densità
L’accordo di RAN sharing prevede che ciascun operatore possa utilizzare – nelle aree interessate – l’infrastruttura di accesso radio-mobile dell’altro, evitando duplicazioni infrastrutturali. Le efficienze consentiranno di estendere la copertura delle reti 5G ad alte prestazioni (5G SA) ad aree a bassa densità poco servite, migliorando l’inclusione digitale e la qualità del servizio per famiglie e imprese.
Il modello di collaborazione, già ampiamente adottato in altri paesi dell’Unione Europea – garantisce a entrambe le aziende il mantenimento di una piena autonomia commerciale e indipendenza tecnologica, un ridotto impatto ambientale e, riducendo i costi di implementazione, libera risorse per nuovi investimenti nella tecnologia mobile di nuova generazione.
Contribuendo a una diffusione più efficace delle reti 5G, questa iniziativa sostiene la trasformazione digitale dell’Italia rafforzandone la competitività in linea con gli obiettivi del Decennio digitale europeo, apportando benefici diretti ai consumatori, alle imprese e alle comunità di tutto il Paese.
UBS, l’accordo di Inwit con Tim e Vodafone si basa su impegni di ricavi e non sul numero di siti
Secondo UBS, l’operazione ha implicazioni specifiche per Inwit, regolate dal Master Service Agreement (MSA) in essere.
- Protezione dei Ricavi (Revenue Commitment)
L’accordo MSA di Inwit con TIM e Vodafone si basa su impegni di ricavi e non su un numero specifico di siti.
A differenza di altri contratti nel settore, gli anchor tenants sono vincolati contrattualmente a un flusso di ricavi verso Inwit che cresce con l’inflazione, indipendentemente dal numero di siti fisicamente utilizzati. - Meccanismo in caso di rilascio dei siti
L’MSA prevede la possibilità di RAN sharing. Tuttavia, Inwit è protetta da un meccanismo che impedisce ai ricavi di scendere al di sotto di quanto garantito dagli anchor tenants.
Nuovi tenants: Se arriva un nuovo tenant (che paga una tariffa di mercato, solitamente inferiore, fino al 50% della fee anchor), questo pagherà Inwit. Inwit, a sua volta, condividerà parte di questa nuova entrata con l’anchor tenant che ha lasciato il sito. - Effetto Win-Win
Inwit genera ricavi per sito più elevati in questo scenario, ma trasferisce una parte materiale dell’eccedenza agli anchor tenants che hanno lasciato il sito. È qui che TIM e Swisscom realizzeranno i loro risparmi/sinergie.
UBS ritiene che Inwit potrebbe essere aperta a modificare il contratto per offrire maggiori benefici agli anchor, ma solo in cambio di nuovi impegni, come un programma di costruzione di nuovi siti (“build to suit”).
UBS evidenzia diversi risvolti positivi a lungo termine per il profilo di rischio di Inwit:
Riduzione del “Tail Risk”: Il passaggio da una condivisione passiva a una attiva (Active Sharing) riduce drasticamente il rischio che uno degli anchor tenants cerchi di attivare clausole di uscita (“nothing clause”) nei futuri rinnovi contrattuali (“all or nothing”). Questo è visto come un fattore positivo che riduce il rischio percepito sul titolo.
Disponibilità di spazi: Il consolidamento degli apparati sui siti libererà spazio sulle torri. Poiché in Italia esistono limiti rigidi sulle emissioni elettromagnetiche (EMF), questo spazio liberato diventa prezioso e vendibile ad altri operatori (come Iliad) che finora non hanno potuto accedere a certe torri.
Consolidamento del Mercato: UBS nota le voci di un possibile consolidamento tra Iliad e WindTre (clienti anchor di Cellnex). Questo allineerebbe il mercato: TIM/Vodafone su Inwit e Iliad/WindTre su Cellnex, riducendo i rischi di disallineamento degli incentivi contrattuali.
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