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Aruba Enterprise: guida all’Integrazione tecnologica, vero driver della transizione digitale

Il documento di Aruba Enterprise sulla trasformazione digitale

Cambiare, innovare e crescere è stato il leit motive di questi ultimi anni e lo sarà anche in futuro, grazie ad un processo di transizione digitale ed energetica che sta coinvolgendo tutto il mondo delle imprese e delle amministrazioni pubbliche. Digitale come strumento per emergere ed uscire dalla crisi, dalla fase emergenziale della pandemia da Covid-19, che ha travolto l’Europa intera e anche il nostro Paese.

Tramite l’impiego diffuso delle tecnologie digitali si è riusciti a superare i momenti più difficili, con le soluzioni di telelavoro, di didattica a distanza, di formazione online, di acquisto e pagamento multicanale, fino alle cure da remoto in ambito sanitario.
Ora, le stesse tecnologie sono chiamate ad ottimizzare le risorse disponibili per evitare consumi superflui rispetto alle esigenze primarie e soprattutto ai rincari dei costi energetici di famiglie e imprese, a causa delle tensioni geopolitiche e del conflitto in Europa orientale.

Aspetto centrale di questa transizione digitale in corso è la capacità da parte delle organizzazioni di integrare tra loro soluzioni preesistenti e nuove. Capacità che sta nel saper scegliere gli strumenti migliori e più adatti al tipo di organizzazione e i provider più qualificati.

L’integrazione nelle tecnologie digitali. Una guida per riflettere su alcuni punti decisivi” è il White Paper che Aruba Enterprise ha dedicato alla trasformazione digitale delle organizzazioni.

Al suo interno sono evidenziati gli elementi che caratterizzano la capacità di integrazione e di integrabilità di queste soluzioni all’interno di un’organizzazione, tra cui: inclusività, disponibilità di interfacce applicative, salvaguardia del patrimonio IT esistente, ricerca di una visione condivisa, capacità di fare rete.

Perché l’integrazione

Ogni azienda ha un proprio ecosistema nel quale integrare strumenti digitali che devono soddisfare obiettivi specifici e che riescano a collocarsi in modo armonico all’interno di scenari dove altre tecnologie sono già presenti o lo saranno presto.

Tecnologia, strategia, organizzazione ed esperienza hanno bisogno di coesistere, per non perdere il valore già raggiunto e per generarne di nuovo. Scegliere strumenti integrabili significa condizionare in modo positivo gli aspetti organizzativi e ancora più a fondo strategici di un’impresa.

Integrazione che non riguarda solamente le tecnologie che si vogliono impiegare, ma che allo stesso tempo è anche un’abilità che si deve ricercare nel fornitore di queste soluzioni, che deve dimostrarsi partner affidabile.

Integrare significa inoltre completare, rendere pieno e perfetto qualcosa per un determinato scopo, aggiungendo o togliendo quanto necessario, a volte semplificando. Integrare, in ambito tecnologico, ha a che fare anche con l’incorporare strumenti o servizi, che richiedono abilità e capacità di gestione, facilità di adozione e d’uso.

In una survey condotta da Cionet per Aruba Enterprise, emerge un quadro più chiaro del ruolo che i decision maker IT delle principali aziende italiane affidano ai Trust Services in relazione ai percorsi di digital transformation all’interno delle aziende: nell’81% dei casi l’integrabilità delle soluzioni IT è un fattore distintivo nella scelta di un fornitore di soluzioni tecnologiche.

Quali tecnologie e servizi sono da integrare

Il servizio, o la soluzione scelta, dovrà collocarsi all’interno di un ambiente articolato in cui si troveranno altri oggetti digitali e tecnologici, inseriti per raggiungere obiettivi diversi e provenienti da vari fornitori, e in cui ci saranno soggetti con capacità di uso diverse e un grado disomogeneo di alfabetizzazione informatica.

I servizi integrabili sono anche quelli capaci di stabilire i presupposti di fiducia nell’operare tra soggetti e nei processi. Per definizione, sono così i cosiddetti trust services, come la firma digitale che nelle sue varie declinazioni deve trovare conformità alla normativa eIDAS, che assicura l’accettazione e validità in tutta Europa, o la conservazione digitale a norma, che esprime una procedura legale/informatica regolamentata dalla legge italiana, in grado di garantire nel tempo la validità legale di un documento informatico.

I trust services esprimono capacità integrativa anche per effetto del loro essere portatori di autenticazione.

Ad esempio, come riportato sempre da Cionet, tra i servizi Trust percepiti a valore aggiunto per agevolare il processo di dematerializzazione e digitalizzazione troviamo nel 63% dei casi soluzioni di gestione di processi approvativi e firma, ma anche per l’identità digitale (59%), la conservazione digitale (51%) e le soluzioni di firma (39%).

In linea generale, per accrescere il livello di integrabilità dei servizi bisogna che la scelta ricada su elementi progettati all’insegna della semplicità, sulla facilità di adozione da parte del pubblico, sulla presenza di vari livelli di interfaccia applicativa.

Un servizio che si integra è anche quello che, accostandosi agli altri elementi di un sistema, non ne intacca il valore acquisito e non declassa il potenziale di altri oggetti tecnologici digitali.

Il service provider giusto

Oltre al livello di integrabilità dei servizi e delle soluzioni, serve anche che l’IT provider, che accompagna un’impresa nel suo percorso di digitalizzazione e dematerializzazione dei processi, abbia un’adeguata visione nel considerare gli altri player.

Serve una capacità di sguardo d’insieme, che proviene dall’aver accumulato molti anni di esperienza, in vari contesti e settori economici, che vivono scenari ed evoluzioni differenti, fino al saper cogliere tutte quelle sfumature visibili solo nell’operatività, che non possono assolutamente essere ignorate.

Fondamentale è anche un’organizzazione articolata, che ospita competenze sia specifiche che trasversali e che quindi può intervenire in ambiti che partono dall’infrastruttura e arrivano all’interfaccia del software, e la capacità di rivolgersi ad una rete di player con cui si è deciso di intessere rapporti di partnership.

Non bisogna mai dimenticare, infatti, che l’interesse primario non è il blindare un cliente, ma risolvere le sue esigenze e che per far questo si possono stringere partnership con chi può completare altre parti del progetto.

Ecco perché un vero Trust service provider che lavora in ottica integrata è in genere impegnato nel fare rete, anche con partner di cui decide di avvalersi sul territorio.

L’offerta di Aruba Enterprise

L’offerta di Aruba Enterprise sa modellarsi intorno alle esigenze del cliente, soprattutto riguardo alla sua struttura organizzativa e al suo ecosistema di competenze.

Aruba Enterprise offre diversi Digital Trust Service, che consentono di ottenere processi certificati e dematerializzati e servizi che favoriscono lo sviluppo di un’organizzazione aziendale che integra al suo interno determinate metodologie gestionali volte alla riduzione degli sprechi e all’efficienza dei processi.

Ad esempio, ci sono gli applicativi web based, come il Cloud Signing Book di Aruba Enterprise, che consente di firmare digitalmente ogni tipo di documento, condividere in un ambiente sicuro e protetto pratiche documentali da sottoporre a terzi, per la sottoscrizione elettronica con firma semplice o qualificata.

Aruba Enteprise offre infine una vasta gamma di soluzioni di firma elettronica e digitale per semplificare e dematerializzare i processi decisionali e amministrativi su misure per le aziende.

Diverse opzioni di scelta, che consentono di individuare quella migliore per affiancare ogni azienda nel passo fondamentale della trasformazione digitale.

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