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Apple, ecco perché torna a puntare sulla musica in streaming

Notizie e musica, queste le principali novità della nuova strategia di Apple presentata alla Conferenza annuale degli sviluppatori a San Francisco.

Ma mentre qualche indiscrezioni era già trapelata riguardo al servizio di musica in streaming – la Ue tra l’altro sta indagando su possibili accordi con le etichette in funzione anticoncorrenziale, nulla si sapeva riguardo alla nuova app ‘News’ che arriverà in autunno e sarà integrata a iPhone e iPad.

L’azienda di Cupertino ha spiegato che si tratta di un aggregatore di notizie, come Flipboard, che raccoglie “le migliori storie dalle fonti che ami, selezionate solo per te”.

E per offrire questo servizio, Apple ha già stretto importanti accordi editoriali. Le news saranno fornite, tra gli altri, da Time, Guardian, Cnn, Espn, Economist, Financial Times, Vogue, People, Vanity Fair e New York Times.

Apple sfida così Facebook che ha da poco lanciato il servizio ‘Instant Articles’ e Spotify che si è lanciata di recente proprio nelle news.

Apple impone quindi una nuova virata. Obiettivo: difendere il fatturato e fidelizzare ancora di più i suoi clienti.

L’altra novità è ‘Music’, un servizio che Apple spera rivoluzionerà il settore a 14 anni dal lancio di iTunes e dell’iPod.  Il gruppo spera così di recuperare terreno sui competitor come YouTube, Spotify, Deezer o Pandora.

I numeri parlano chiaro: nel 2012 grazie alla musica Apple aveva generato 8,5 miliardi di dollari di ricavi che allora rappresentavano la maggior parte delle vendite del suo store online iTunes.

Lo scorso anno le cose sono cambiate.

Nel 2014 mentre le entrate di iTunes sono continuate a crescere, la musica ha rallentato le vendite che, secondo la stampa americana, hanno perso il 12%.

L’obiettivo di Tim Cook, successo di Steve Jobs alla guida della compagnia, è quello di invertire la rotta della musica: far ricrescere quindi il fatturato e offrire ai clienti Apple un servizio nuovo e personalizzabile.

La nuova app prenderà il posto di Beats, l’azienda comprata dal colosso californiano lo scorso anno per 3 miliardi di dollari, che ha portato in dote una vasta library di canzoni e le celebri cuffie.

Apple Music, ha spiegato Jimmy Iovine, si compone di “decine di milioni di brani del catalogo iTunes” da ascoltare in streaming on-demand, e da una vera e propria stazione radio chiamata Beats1, che trasmette 24 ore al giorno da New York, Los Angeles e Londra. ‘Music’ verrà lanciato il 30 giugno in 100 paesi ed è solo a pagamento: costa 9.99 dollari al mese, 14.99 al mese il pacchetto per la famiglia. E’ possibile provarlo per tre mesi gratuitamente.

L’altra grande novità di ‘Music’ è la disponibilità anche su piattaforme rivali di Apple: sarà da questo autunno pure su Windows di Microsoft e Android di Google.

Ma Apple riuscirà a far decollare questo servizio?

La concorrenza è spietata e sono ormai tante le offerte gratuite finanziate dalla pubblicità.

Basti pensare che per Spotify su un totale di 60 milioni di utenti, solo 15 milioni sono paganti.

YouTube poi rappresenta ormai un gigantesco jukebox, un paradiso per i giovani che non vogliono spendere.

A livello globale, secondo i dati forniti dall’IFPI, il numero di abbonati ai servizi di musica in streaming è passato da 8 a 41 milioni tra il 2010 e il 2014.

I ricavi sono cresciuti fortemente. Lo scorso anno erano pari a 1,57 miliardi di dollari (+39%) contro appena 15 miliardi di revenue annuali per l’industria musicale.

La novità che Apple vuole sfruttare è la combinazione di diverse opzioni: streaming, radio e rete social per artisti e fans (due anni ci aveva già provato con Ping).

Secondo un analista di settore, Mark Mulligan, la combinazione potrebbe creare “una sorta di piattaforma musicale che il mercato attende dall’inizio dell’era digitale”.

Mulligan immagina che sarà possibile ascoltare la radio e poi, se una canzone piace, cercare altri brani di quell’artista, interagire con lui, e magari alla fine comprare l’intero album.

“L’implementazione – sottolinea l’analista – non sarà facile (soprattutto dal punto di vista dei diritti) ma è questo il tipo di innovazione alla quale dovrebbe aspirare Apple“.

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