DGTVi. Gli italiani confermano la passione per l’hi-tech: schermo piatto, HD, 3D ma soprattutto Tv connessa

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La TV connettibile è alle porte: su 2,7 milioni di famiglie, il 10% utilizza il televisore in modalità connected.

Italia


Tv connected

Dal III Digital Monitor 2010, realizzato dall’istituto E-res (3.000 interviste CATI sul territorio nazionale), risulta che nella prima fase dello switch-off autunnale, le famiglie full analogic, ossia non dotate di alcun ricevitore per la TV digitale sono ormai una minoranza, 4,1 milioni (16,6% del totale), 1 su 6. Il digitale terrestre è la piattaforma più diffusa: 17,9 milioni di famiglie hanno almeno un ricevitore TDT, pari al 73% del totale famiglie e al 90% di quelle digitalizzate (Ott. 2010) e 3,5 milioni dichiarano di volersi dotare di ricevitore TDT nei prossimi 6 mesi anche fra quelle già digitalizzate con altre piattaforme.

Il Monitor, come sottolinea DGTVi, rileva anche i primi segnali di una rivoluzione epocale nella fruizione TV. Sono infatti alte le sovrapposizioni di piattaforme TV all’interno delle case italiane: su 5,1 milioni di famiglie con impianto satellitare free, l’80%, dispongono anche di ricevitori TDT che peraltro utilizzano in maniera prevalente per la ricezione del segnale; percentuali analoghe si registrano per le famiglie satellitari pay (Sky), con sovrapposizioni per 3,6 milioni di esse (77% del totale sat pay), ma abitudini di ricezione che privilegiano il satellitare. Esiste anche un limitato fenomeno di sovrapposizione fra sat free e pay (900.000 famiglie), mentre l’IPTV rimane stabile nel dichiarato a circa 410.000 famiglie. La TDT si conferma la piattaforma di elezione anche a livello utilizzo, come attesta il grafico sulla ricezione del segnale e come conferma il dato di crescita del “monte ore” (media oraria individuale) dedicato alla visione dei canali aggiuntivi del TDT, +58% nell’ultimo anno (sempre in base al dichiarato degli spettatori TDT).

Ma forse il dato più interessante è quello delle nuove modalità di fruizione della TV: schermo piatto, alta definizione, 3D, televisori connettibili.

Si tratta di fenomeni ancora in nuce o in differenti fasi di sviluppo, ma che concorrono a determinare un allontanamento dalla fruizione tradizionale. La visione attraverso il vecchio tubo catodico sta calando rapidamente: i televisori a schermo piatto (LCD/plasma) presenti nelle famiglie italiane sono stimati in circa 20 mil (il 40% del totale), oltre la metà dei quali, 10,9 mil, acquistati negli ultimi 12 mesi. Questo significa formato 16:9 e, spesso, alta definizione: sono già circa 11,9 mil i televisori HD Ready/Full HD nelle case degli italiani, pari a circa il 24% del totale (ossia inclusi anche i televisori secondari), circa 1,7 milioni i lettori DVD HD/Blu-ray.

La visione in HD, già una realtà forte sul satellite, cresce anche sulla TDT: aumenta l’offerta di programmi HD e i terminali predisposti per la sua ricezione (sono 590 i modelli di ricevitori HD Ready/Full HD di ultima generazione con bollino gold e silver già certificati da DGTVi). La TV connettibile è alle porte: su 2,7 mil di famiglie consapevoli di avere almeno un televisore “connettibile” al Web, 1,8 mil dispone anche di un collegamento broadband e il 10% (circa 180.000) utilizza effettivamente il televisore in modalità connected. Ma soprattutto circa 1,5 mil di famiglie broadband si dichiarano interessate a dotarsi di televisori “connettibili”. Oltre ai televisori predisposti, la fruizione di contenuti e servizi in modalità connected può avvenire sulle principali console per videogiochi: su oltre 6 mil. di famiglie che ne dispongono, circa 2,5 mil. (44,3%) li qualificano “connettibili”. Infine il futuro dell’intrattenimento domestico potrebbe essere 3D: 140.000 famiglie dichiarano di essere già attrezzate per il 3D casalingo, 6,9 mil di essere interessate, 2 mil considerano probabile l’acquisto di un ricevitore predisposto per il 3D.

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