Digitale terrestre: accordo raggiunto tra gli operatori. Calabrò, ‘Pianificate le frequenze in vista dello switch-off della Sardegna’

di Raffaella Natale |

L’Agcom ha, intanto, costituito un tavolo tecnico per valutare i risultati delle sperimentazioni sui nuovi standard trasmissivi della radio digitale.

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Frequenze tv

Il tavolo tecnico convocato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni d’intesa con il Ministero delle comunicazioni ha raggiunto l’accordo sulla configurazione e sul numero delle reti digitali terrestri da realizzare da parte delle televisioni nazionali e locali nella Regione Sardegna in vista dello switch-off della televisione analogica.

L’intesa, come spiga una nota dell’Agcom, è stata condivisa dalla Rai e da tutti gli operatori televisivi, nazionali e locali, presenti in Sardegna.

 

“Si tratta di un risultato importante per tutto il Paese – ha dichiarato il Presidente dell’Autorità Corrado Calabrò – anche perché è la prima volta che in Italia si arriva ad un accordo, condiviso da tutti gli operatori, sulla pianificazione delle frequenze televisive”.

Il presidente ha spiegato che l’Autorità si è fortemente impegnata per giungere a questo risultato che, dopo decenni di disordine nell’uso delle frequenze, “…allinea l’Italia alla pianificazione internazionale decisa a Ginevra nel 2006 e rende in prospettiva efficiente e pluralistico l’uso dello spettro radioelettrico, come ci richiede la Commissione europea”.

 

Nel tavolo – sulla base dei principi stabiliti dall’Autorità – si è tenuto conto di tutte le esigenze prospettate: copertura universale e sviluppo del servizio pubblico radiotelevisivo, salvaguardia della continuità delle trasmissioni attualmente irradiate e degli investimenti già effettuati, garanzia del ruolo delle emittenti locali nella televisione digitale, ingresso nel settore di nuovi operatori di rete, sviluppo della televisione in mobilità e delle nuove tecnologie.

 

Calabrò ha precisato che “…ora il percorso di trasformazione della televisione da analogico a digitale, che la legge prevede si concluda entro il 2012, ha una strada tracciata che consentirà di programmare gli investimenti necessari per il raggiungimento dell’obiettivo in condizioni di certezza e nel rispetto degli accordi internazionali”.

 

Sulla base dei criteri dettati dall’Agcom nella delibera 603/07/CONS e delle risorse di frequenze disponibili in Sardegna, derivanti dalla Conferenza di Ginevra 2006, l’accordo prevede che delle 21 frequenze in UHF con copertura superiore all’80% del territorio, 14 siano assegnate alle emittenti nazionali e 7 alle emittenti locali di estensione regionale, secondo criteri equi, trasparenti e non discriminatori; 2 frequenze in VHF con copertura superiore all’80% del territorio all’emittenza nazionale; 6 frequenze con coperture tra il 50 e il 70% per territorio all’emittenza nazionale; 10 frequenze con copertura subregionale alle emittenti locali, pluriprovinciali e subregionali.

 

Tra le frequenze con copertura superiore all’80%, 2 sono riservate all’ingresso di operatori nuovi entranti, secondo le regole che saranno determinate dall’Agcom e dal Ministero; 5 frequenze di copertura subregionale costituiranno una riserva che potrà essere utilizzata nella fase della negoziazione negli accordi nazionali e bilaterali con i Paesi confinanti.

 

Tale suddivisione, spiega l’Authority, tiene conto delle seguenti esigenze: assicurare alla Rai le frequenze necessarie per la copertura uniforme del territorio per la trasmissione dei programmi analogici e digitali, tenuto anche conto delle peculiarità della rete regionalizzata (Rai Tre) e dell’esigenza di sviluppare applicazioni innovative (quali i servizi in mobilità) come prevede la legge e il contratto di servizio con la Rai; assicurare la continuità delle trasmissioni degli attuali operatori televisivi sia in analogico che in digitale, salvaguardando il servizio all’utenza e gli investimenti effettuati e fornendo garanzie di copertura del territorio anche alle emittenti nazionali che attualmente hanno un “deficit” di copertura; assicurare alle emittenti locali risorse necessarie per mantenere e migliorare le proprie coperture; mettere a disposizione risorse per i nuovi entranti.

 

Il Consiglio dell’Agcom, a conclusione della consultazione pubblica sulla fornitura di servizi radiofonici in tecnica digitale mediante i nuovi standard disponibili, ha deciso di costituire un tavolo tecnico al quale prenderanno parte il Ministero delle comunicazioni, le concessionarie del servizio pubblico e le associazioni rappresentative delle emittenti radiofoniche private.

Nel tavolo tecnico saranno valutati i risultati delle sperimentazioni sui nuovi standard trasmissivi della radio digitale al fine di pervenire alla definizione dei necessari adeguamenti regolamentari, in base ai principi di pluralismo, concorrenza e innovazione tecnologica, per una rapida transizione al digitale anche del settore radiofonico.

 

Soddisfazione per come stanno procedendo i lavori è stata espressa dal commissario dell’Autorità Nicola D’Angelo a margine del seminario della Fondazione BordoniFrequenze: la nuova competizione, che si è tenuto a Roma il 14 gennaio. (Leggi articolo)

“La liberazione di alcune frequenze prima occupate dalla Difesa grazie all’intervento del Regolatore ci ha ridato speranza, anche nell’ottica di un pluralismo più pronunciato e di una maggiore apertura verso gli altri operatori. Speriamo – ha detto D’Angelo – che tutti gli operatori firmino. Sarebbe la prima volta, dopo anni, che in Italia si raggiunge un accordo sulle frequenze”.

 

Per Gina Nieri, del Cda di Mediaset, “…se tutte le parti mantengono fede agli impegni presi, ci sono le basi per un accordo. Il protocollo realizza un mix virtuoso tra il riconoscimento degli investimenti fatti e l’apertura del settore: credo che tutti gli operatori, grandi e piccoli, possano ritrovarsi in un’ipotesi di questo tipo”.

Per Mediaset, la strada maestra per l’apertura del mercato resta, comunque, garantire l’accesso ai contenuti prodotti da altri soggetti: “…E’ meglio se le frequenze se le prende chi già la gestisce e ha dimostrato di saperle gestire. L’importante è che si garantisca l’accesso ai contenuti: ma questo è già disciplinato dalla legge”.  

 

E’ importante, ha concluso Nieri al seminario Fub, che “…le frequenze vengano assegnate il prima possibile proprio per recuperare quella distanza che l’Italia ancora presenza dagli altri paesi, anche in un’ottica commerciale in cui grazie alla digitalizzazione nuove fette di mercato vedranno l’apertura agli operatori. E’ qui che lo Stato deve assicurare regole chiare per tutti, perché un’azienda ha bisogno di certezze per muoversi“.

 

Il 2008 sarà un anno decisivo per il sistema della comunicazione e dei media nel nostro Paese, segnerà un punto di svolta per lo sviluppo industriale e per l’innovazione.

Presto vedremo il lancio di tre canali Mediaset a pagamento grazie ai quali film e fiction di prima scelta affiancheranno i canali gratuiti.

E’ probabile che nel nuovo anno anche gli atteggiamenti reciproci degli operatori incumbent dovranno cambiare. Sarà gioco forza che Mediaset e Sky Italia stringano alleanze e si scambino canali, che gli editori e i fornitori di contenuti cerchino di distribuire i loro prodotti su più piattaforme.

 

L’Agcom ha intanto pubblicato il disciplinare che regolerà lo svolgimento del beauty contest per l’individuazione dei fornitori di contenuti che avranno accesso al 40% della capacità trasmissiva dei multiplex di Rai, Elettronica Industriale (gruppo Mediaset) e Telecom Italia Media Broadcasting (gruppo Telecom).

 

Ora per gli operatori è tempo di agire!

 

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