WiMax: cresce il mercato delle infrastrutture. Nel 2006 profitti per 549 mln di dollari

di Alessandra Talarico |

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Il mercato delle infrastrutture WiMax ha quasi triplicato il suo valore tra il 2005 e il 2006, con profitti in crescita del 286% a 549,2 milioni di dollari.

Le cifre emergono dal rapporto Infonetics Research “WiMAX and Outdoor Mesh Network Equipment”, che conferma il grande fermento che circonda la tecnologia di accesso wireless broadband basata sullo standard IEEE 802.16.

 

Nel quarto trimestre 2006, il mercato delle infrastrutture fixed WiMax è cresciuto del 39% a 180,7 milioni di dollari, mentre il nascente mobile WiMax ha raggiunto quota 45,8 milioni di dollari, portando il valore totale a 226,5 milioni di dollari.

 

Il 2006 è stato, dunque, un anno di svolta per l’industria WiMax, con molti service provider passati dalla fase di test della tecnologia al lancio commerciale in diverse aree.

“Mentre in molti Paesi, soprattutto in quelli in via di sviluppo la realizzazione di infrastrutture fixed WiMax procede spedita – ha spiegato l’analista Infonetics Richard Webb – i prodotti mobile WiMax fanno la loro comparsa sul mercato per la prima volta”.

 

Particolarmente rosee le prospettive soprattutto per quest’ultimo segmento, che comincia a godere dei vantaggi di un ecosistema di infrastrutture, componenti e dispositivi sempre più convergente e di un numero sempre maggiore di operatori pronti a investire.

Sprint-Nextel, ad esempio, in collaborazione con Samsung, Intel e Motorola prevede di investire 1 miliardo di dollari nel 2007 e tra 1,5 e 2 miliardi di dollari nel 2008 nella costruzione di una rete 4G attraverso la tecnologia WiMax mobile.

 

Con l’ingresso di vendor come Cisco Systems nel mercato, anche il segmento dei nodi di accesso mesh wireless ha segnato un anno positivo, registrando una crescita del 257% per raggiungere quota 392,1 milioni di dollari.

 

Anche Vodafone ha espresso il suo interessamento nei confronti del WiMax. nel corso del 3GSM di Barcellona, il presidente Arun Sarin ha spiegato che l’industria mobile dovrà prepararsi a cambiare i suoi paradigmi alla luce della minaccia del WiMax sulla tecnologia Long Term Evolution (LTE), altrimenti, ha aggiunto Sarin, “mentre gli operatori rifletteranno su quale sia lo standard giusto, i servizi WiMax saranno pronti e renderanno ogni sforzo del tutto irrilevante”.

I partner e le sussidiarie di Vodafone, del resto, sono già impegnati sul fronte del WiMax: SFR in Francia ha già realizzato una rete col partner Neuf Cegetel e, secondo diverse fonti, sta già tentando di integrare la tecnologia nei cellulari.

 

MTC-Vodafone ha recentemente acquisito una licenza in Bahrain e il roll out  dovrebbe essere completato entro il prossimo anno. La compagnia inoltre parteciperà all’asta per le licenze in Egitto ed Arabia Saudita nei prossimi mesi.

 

Vodafone, inoltre, ha acquistato lo scorso anno una licenza WiMax in Grecia e sta sviluppando una rete a Malta. La compagnia inoltre sta testando il WiMax in Nuova Zelanda e Sud Africa.

 

Secondo i dati Infonetics Research, nel 2006 è stata l’area EMEA quella più attiva sul fronte del WiMax, con una percentuale dei profitti pari al 34% del totale, seguita dall’Asia Pacifico (33%), Nord America (18%) e CALA (15%).

La percentuale dei paesi dell’America Centrale e Latina salirà al 21% nel 2010, quando il mercato delle infrastrutture WiMax dovrebbe raggiungere il valore totale di 5,6 miliardi di dollari.

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