WiMax Vs 3G: per Vodafone industria mobile a rischio se non si accelera il time to market dei nuovi prodotti

di Alessandra Talarico |

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Arun Sarin

Alla recente 3GSM Conference di Barcellona, il Ceo di Vodafone Arun Sarin, ha posto l’accento su quello che sarà il futuro della telefonia mobile e ha avvertito l’industria di prestare attenzione alle nuove tecnologie che, a fronte dei problemi riscontrati dal 3G, tentano di usurparne il business.

 

Il riferimento è ovviamente al WiMax, che Sarin considera un competitor di tutto rispetto nel mercato della banda larga mobile.

“E’ una tecnologia interessante, che però non si adatta ancora a come abbiamo concepito le nostre reti”, ha spiegato il Ceo di Vodafone, riferendosi alle reti mobili circuit-switched costruite per la trasmissione voce e che non saranno compatibili con le future reti 4G che utilizzeranno la tecnologia IP-OFDM.

 

Il problema reale è comunque che l’industria mobile si ritrova tra le mani una tecnologia già obsoleta che difficilmente riuscirà a soddisfare la crescente domanda dei consumatori, delusi dalle prestazioni delle reti 3G.

Sarin ha sottolineato infatti che solo il 10% dei profitti di Vodafone derivano dai servizi 3G. Chiaro dunque che non sarà questa tecnologia a fare di Vodafone – e degli altri carrier che hanno scommesso sulla terza generazione – dei fornitori “totali” di telecomunicazioni.

 

Per restare competitivi, dunque, gli operatori mobili devono trovare, e in fretta anche, il modo per accelerare lo sviluppo dei servizi dati: “Se non costruiamo adesso le nostre reti a banda larga, sarà qualcun altro a farlo”, ha detto Sarin.

Si tratta, insomma, della famosa questione del cogliere l’attimo, dal momento che il time to market è una questione cruciale per le tecnologie a banda larga.

 

L’industria mobile deve prepararsi a cambiare i suoi paradigmi alla luce della minaccia del WiMax sulla tecnologia Long Term Evolution (LTE), altrimenti, ha aggiunto Sarin, “mentre gli operatori rifletteranno su quale sia lo standard giusto, i servizi WiMax saranno pronti e renderanno ogni sforzo del tutto irrilevante”.

 

La tecnologie LTE, evoluzione del 3G, è stata citata come unico vero competitor del WiMax sul fronte della banda larga mobile. Tuttavia, secondo Sarin, la sua implementazione è ancora molto lontana e probabilmente non potrà essere neanche supportata da Vodafone nel futuro.

 

I partner e le sussidiarie di Vodafone, del resto, sono già impegnati sul fronte del WiMax: SFR in Francia ha già realizzato una rete col partner Neuf Cegetel e, secondo diverse fonti, sta già tentando di integrare la tecnologia nei cellulari.

MTC-Vodafone ha recentemente acquisito una licenza in Bahrain e il roll out  dovrebbe essere completato entro il prossimo anno. La compagnia inoltre parteciperà all’asta per le licenze in Egitto ed Arabia Saudita nei prossimi mesi.

 

Vodafone, inoltre, ha acquistato lo scorso anno una licenza WiMax in Grecia e sta sviluppando una rete a Malta. La compagnia inoltre sta testando il WiMax in Nuova Zelanda e Sud Africa.

 

Per Sarin, dunque, il destino della banda larga sulle reti mobili è quanto mai incerto: “Dobbiamo muoverci più in fretta. Come industria impieghiamo troppo tempo a lanciare prodotti e servizi, mentre altri settori stanno convergendo nel nostro spazio…se non affrettiamo il passo – ha concluso – qualcun altro si mangerà il nostro pranzo”.

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