RFID: Giornata Studio AICT su stato dell’arte, sviluppo e applicazioni future della tecnologia

di Stefania Pagliara |

Italia


RFID

Si è svolta a Roma la Giornata di Studio dell’AICT (Associazione per le Tecnologia dell’Informazione e delle Comunicazioni) sul tema ‘Situazione attuale, sviluppo ed applicazioni future della tecnologia RFID’ organizzata in collaborazione con il CATTID (Centro per le applicazioni della Televisione e delle Tecniche d’Istruzione a Distanza) dell’Università La Sapienza di Roma.

 

Importante momento di incontro, la Giornata di studio ha rappresentato l’occasione per mettere a confronto su una tematica così cruciale – come ha ricordato il Presidente dell’AICT Guido Vannucchi “i rappresentanti del mondo dell’Industria, della Ricerca e della Pubblica amministrazione, per fare il punto della situazione ed approfondire gli aspetti relativi alla tecnologia ed agli ambiti applicativi.”

   

Dopo i saluti di Fulco Lanchester Preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università La Sapienza di Roma e di Ugo Biader Ceipidor Direttore CATTID, ha aperto i lavori Paolo Talone, FUB, che ha introdotto l’argomento della tecnologia RFID e delle sue applicazioni.

   

L’RFID è una tecnologia innovativa che utilizza un segnale a radiofrequenza per l’identificazione automatica di oggetti dotati di “etichette intelligenti” (“Smart Tag”) in grado di operare senza la necessità di alcun contatto fisico o ottico. Utilizza le onde elettromagnetiche o circuiti RF per inviare dati da un Tag ad un ricevitore detto anche Reader.

  

Oltre all’identificazione dell’oggetto, l’RFID consente di ottenere ulteriori informazioni costantemente aggiornate sulla vita dello stesso, quali la sua data di produzione e scadenza, la sua composizione, eventuali pericoli nell’utilizzo. Le Smart Tag, possono essere attive o passive ed hanno la prerogativa di essere portatrici di informazione, di poter essere interrogate e di avere un contenuto aggiornabile. Quelle attive sono alimentate da batterie ed incorporano ricevitore e trasmettitore come i Reader; quelle passive invece ricavano l’energia per il funzionamento dal segnale proveniente dal Reader, non possiedono trasmettitore ma irradiano, modulandolo, il segnale trasmesso dal Reader e riflesso dalla propria antenna.

  

La tecnologia RFID è particolarmente pervasiva, in quanto virtualmente applicabile in tutti i settori economici che coinvolgono l’identificazione di oggetti fisici, e dinamica, in quanto in grado di recepire miglioramenti, esperienza ed apprendimento. Stimola di fatto l’innovazione aziendale tramite la re-ingegnerizzazione dei processi.

   

Principali esempi di applicazioni riguardano: il controllo dell’avanzamento della produzione negli stabilimenti, la biglietteria elettronica nel trasporto pubblico locale, l’identificazione degli animali, il controllo degli accessi, il ticketing in strutture pubbliche e private (autostrade, stazioni sciistiche, piscine, spiagge, aziende, ecc.), la tracciabilità delle merci, la logistica del magazzino, l’identificazione di pazienti in ambito ospedaliero, la gestione degli asset, la gestione di punti di vendita, le applicazioni volte a potenziare le funzionalità del prodotto.

    

Giovanni Simoni di MultiMedia Trading ha dato un contributo assai interessante sullo scenario globale e suoi nuovi trend del RFID, tracciando lo stato dell’arte dell’applicazione del sistema RFID.

  

Migliaia di aziende nel mondo – ha dichiarato Simoni – dedicano risorse alle tecnologie RFID, dal lato dell’offerta e da quello della domanda, nel settore dei servizi e in quello manifatturiero, nella Pubblica Amministrazione e nel settore privato. In Italia, invece, gran parte delle aziende manifestano perplessità un po’ per scarsa informazione ma soprattutto per scarse disponibilità di risorse finanziarie da destinare all’innovazione di processo.”

  

Tra i paesi leader nell’utilizzo di tecnologia RFID, sicuramente è netta la leadership statunitense. Gli Stati Uniti, infatti sono i primi esportatori di hardware con una domanda interna in fase di rapida crescita stimolata dai driver pubblici e privati. Segue poi il Giappone, il cui Governo supporta direttamente decine di progetti applicativi ogni anno, e dove tecnologie da noi considerate emergenti come l’NFC (Near Field Communication) e simili sono impiegate a livello di massa trainate dal salto tecnologico fatto dal paese nell’utilizzo dei cellulari (diventati mezzo di pagamento di massa).

  

In Europa sono Germania e Gran Bretagna i paesi che guidano il cambiamento, con applicazioni nella GDO (Metro in Germania ha portato l’RFID in 800 punti vendita e Mark&Spencer in UK con oltre 300 punti vendita in corso di applicazione), nel ticketing e nel controllo di accessi (i Mondiali di calcio Germania 2006 hanno dato l’occasione di attrezzare tutti gli stadi tedeschi).

  

Anche la Cina sta puntando sull’RFID, se pure in una situazione di contraddizione dettata dal fatto che il Governo preme perché venga adottato uno standard nazionale e non standard adottati da altri paesi; di contro, molte aziende straniere che producono in Cina chiedono l’adozione dello standard EPC Global per poter vendere i loro prodotti nei mercati di appartenenza. Secondo le previsioni la Cina diventerà entro il 2009 il maggior mercato mondiale per l’utilizzo delle tecnologie RFID. I settori trainanti saranno oltre la logistica, quelli della tracciabilità degli animali, della sicurezza, del retail e dell’anticontraffazione. Il Governo cinese ha poi deciso di adottare la tecnologia RFID in occasione delle Olimpiadi di Pechino 2008.

  

Nel nostro Paese, invece, ha proseguito Simoni, “manca un vero driver interno in grado di dare un impulso decisivo al mercato. La PA non è ancora realmente partita, i gruppi privati sono mediamente troppo piccoli per rappresentare spinte decisive, mentre i grandi gruppi manifatturieri utilizzano da anni le tecnologie di tracciabilità per il controllo del processo. Il vero driver verrà invece dall’esterno e sarà collegato allo sviluppo delle esportazioni ed alla necessità di proteggere i nostri marchi.”

  

Nel suo intervento, Marco Locatelli di Eximia, ha parlato di RTLs (Real Time Location System).

Nell’ambito della tecnologia RFID i sistemi per Real Time Location sono basati su tecnologia attiva ed utilizzano la trasmissione di segnali da parte dei Tag verso diversi reader per consentire ad una unità di base di eseguire una accurata triangolazione per determinarne la posizione, usando l’ampiezza, il tempo di trasmissione o metodi combinati.

Tante le applicazioni dei sistemi RTL: la logistica sia militare che civile, la localizzazione dei pazienti nei centri di cura, il tracking di eventi sportivi, di mezzi ed autoveicoli .

  

Il settore delle Tag RFID attive, fotografato dall’ultima ricerca IDTechEX, sta crescendo a grandi passi. Le principali ragioni che stimoleranno l’adozione di tali sistemi sono la sicurezza, il controllo della qualità ed il contenimento dei costi. Il loro utilizzo, secondo questo studio, creerà vantaggi competitivi nel campo dei prodotti di largo consumo, aiuterà le autorità a combattere il rischio terrorismo e le strutture sanitarie a controllare epidemie e malattie.

 

Anche Gianni Mercanti di Philips ha parlato di tecnologia NFC (Near Field Communication), la tecnologia wireless con un raggio d’azione fino a 10 centimetri sviluppata da Philips e Sony che permette uno scambio di dati tra dispositivi elettronici in maniera touch-based cioè non appena li si sfiora.

  

Diversi gli ambiti applicativi: il peer to peer, dove l’NFC è usato per attivare la comunicazione tra due dispositivi differenti; il ticketing e il payment con l’utilizzo di telefoni cellulari per effettuare prenotazioni e pagamenti senza contanti.

  

Mercanti ha presentato anche la missione e gli obiettivi dell’NFC Forum, associazione che ha come obiettivo la promozione della standardizzazione e dell’implementazione della tecnologia NFC con lo scopo di venire incontro ad una domanda dei consumatori tesa ad interagire in modo più semplice con il loro ambiente e a facilitare la comunicazione tra i dispositivi elettronici da loro utilizzati.

  

Mercanti ha poi sottolineato la partnership di Philips con il CATTID sul Progetto Europeo StolPan, sullo sviluppo di servizi di mobilePayment, mobile-government e aspetti di sicurezza associati.

   

Micco Aniello di Siemens Informatica nel suo intervento ha sottolineato come nonostante il trend positivo, nonostante l’RFID sia considerato da analisti e ricercatori un motore di innovazione nelle applicazioni del futuro, nonostante le previsioni dicano che il mercato delle soluzioni RFID rivoluzionerà fortemente i processi di logistica produzione e retail e sarà una grande opportunità di business, molte aziende non riescono a trovare delle giustificazioni forti per applicare la tecnologia ai propri processi aziendali.

Le ragioni di tale diffidenza sono le più disparate: dall’incertezza sul ritorno dell’investimento, alle limitazioni di budget per l’IT, alle difficoltà nell’impostazione di un progetto RFID, alle limitazioni normative sulle frequenze UHF.

 

Aniello ha poi evidenziato l’impegno di Siemens nella produzione di tecnologia RFID sia HW che SW e la partnership con le più importanti università e centri di ricerca e con altre aziende leader del settore per lo sviluppo di una rete di centri di competenza sulla tecnologia RFID.

 

Nell’intervento successivo Oscar Gridavilla di Oracle Italia ha sottolineato “l’importanza della tecnologia RFID capace di introdurre forti cambiamenti di tipo culturale. Per gestire il cambiamento occorre però iniziare da una vision rispetto ai possibili campi di utilizzo. Due sono i possibili approcci alla realizzazione di sistemi RFID: il primo approccio è quello di partire dal problema e di risolverlo grazie alla tecnologia RFID; il secondo è di agire in modo strategico, ridisegnando i processi della catena del valore, per beneficiare di tutti i vantaggi che la tecnologia offre.”

 

Andrea Bagnasco, DIBE-Università di Genova, ha affrontato il tema dell’interazione tecnologica tra RFID e SN (Sensor Networks). Le SN sono reti composte da un elevato numero di nodi sparsi nell’ambiente. Ogni nodo è composto da sensori, microcontrollore e comunicazione wireless.

Le SN nascono per raccogliere informazioni con elevato livello di dettaglio da un ambiente, anche molto vasto, tipicamente caratterizzato dall’assenza di infrastrutture per la comunicazione.

Tra tecnologia RFID e SN esistono delle differenze fondamentali, i nodi delle SN ad esempio non sono solo sorgente di dato ma anche infrastruttura di trasporto; un nodo SN può inoltre elaborare dati, mentre RFID si limita alla trasmissione. Tuttavia, la linea di separazione sta diventando sempre più sfumata, infatti l’RFID non è usato solo per identificare gli oggetti, ma anche per monitorare la loro condizione, inoltre gli SN usano il meccanismo di comunicazione tipico di RFID per risolvere problematiche di tipo energetico.

 

Esistono varie possibilità di interazione tra tecnologia RFID e SN. Ne sono esempio il progetto Intel di agricoltura intelligente, il parcheggio intelligente ideato dal consorzio CREATE-NET di Trento, un progetto dell’università di Bremen sulla localizzazione e monitoraggio dello stato del prodotto.

“Per alcuni aspetti – ha spiegato Bagnasco – queste tecnologie sono sovrapponibili, anche se l’una può risultare più efficiente dell’altra, in termini di prestazioni o di costi; quindi nella progettazione di applicazioni complesse sarà opportuno tenere presente le caratteristiche di entrambe, per trarre vantaggio dalla loro complementarietà.”

 

Nella successiva tavola rotonda coordinata da Giorgio Porazzi dell’AICT, sono stati toccati ed approfonditi differenti aspetti.

Gianni Celata, Presidente di Roma Wireless, ha parlato del rapporto tra RFID e Wi-Fi e dell’impegno di Roma Wireless di dispiegare una rete Wi-Fi partendo dalle ville del centro storico, luoghi simbolo caratterizzati da una forte capacità di aggregazione.

Il modello – ha spiegato Celata – è differente da quello utilizzato in altre grandi città del mondo; non è di copertura totale della città ma di complementarietà rispetto alla rete fissa e alla rete mobile. L’esigenza cui risponde il progetto è infatti un’esigenza di nomadismo, di chi cioè si sposta all’interno della città, dal turista al professionista e ha bisogno della rete.”

Sulla capacità delle due tecnologie Wi-Fi e RFID di interagire, Celata ha proseguito “le due tecnologie, se pur differenti rispetto al loro uso e a ciò che possono dare, possono coniugarsi in maniera efficace.

 

Perché Intel è interessata all’RFID, lo ha spiegato Nada Cataldi. Intel ha deciso di fare ricerca sulla tecnologia RFID per verificarne le possibili applicazioni. Intel è partner del progetto Metro, iniziativa che coinvolge anche molti altri partner appartenenti al mondo dell’IT, il cui obiettivo è di esaminare e successivamente sviluppare nuove soluzioni per il settore Retail. Nell’ambito del progetto la tecnologia RFID trova ampie possibilità di utilizzo.

 

I vantaggi dell’RFID nell’ambito della Pubblica Amministrazione sono stati sottolineati da Indra Macrì del CNIPA. “I benefici sono significativi soprattutto in settori quali la sanità, la logistica, i beni culturali, sia in termini di riduzione dei costi sia in termini di maggiore efficienza.”

 

FILAS – Finanziaria Laziale di Sviluppo – ha spiegato Lorenzo Lener – ha elaborato programmi per migliorare la collaborazione tra imprese di medie e piccole dimensioni e università” I finanziamenti alle PMI Innovative, i finanziamenti al trasferimento tecnologico, sono alcuni esempi. “Sulla tecnologia RFID ancora si è fatto poco, si sta cercando di partire con dei progetti pilota per capire quali siano le reali applicazioni.”

 

Ubaldo Montanari di AIM Italia si è invece soffermato su quando è opportuno utilizzare la tecnologia RFID e quali altre tecnologie sono a disposizione per l’identificazione degli oggetti. “L’RFID è una tecnologia conosciuta ed utilizzata da tempo, ma è ancora il codice a barre lo strumento maggiormente utilizzato per l’identificazione degli oggetti soprattutto per il minor investimento che il suo utilizzo comporta.

 

Ha concluso la GdS Carlo Maria Medaglia, Responsabile Tecnico/Scientifico dell’RFIDLab del CATTID. L’RFIDLab è un laboratorio di test e integrazione per tecnologie di Identificazione a Radio Frequenza (RFID) organizzato all’interno del CATTID. Il Lab integra le competenze di vari Dipartimenti tra i quali il Dipartimento di Gestione delle Merci della facoltà di Economia, del Centro Trasporti e Logistica della facoltà di Ingegneria e del Dipartimento d’Informatica della facoltà di Scienze Matematiche. L’obiettivo del Lab è di porsi come centro di riferimento per le tecnologie RFID non solo nei confronti delle aziende che investono in progetti di settore ma anche nei confronti di altri centri di ricerca ed università italiane.

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