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Digital Health e Biomedicale, accordo DTD e Fondazione Ugo Bordoni: 20 milioni per progetti ad alto impatto sociale

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Il Sottosegretario per la Trasformazione Digitale Alessio Butti: “20 milioni di euro per promuovere e finanziare progetti innovativi e servizi digitali in ambito Digital Health”. Il Direttore Generale della FUB Alessio Zagaglia:  “La Fondazione Ugo Bordoni supporta da sempre il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, le Agenzie governative e la Pubblica Amministrazione, ed ora è al fianco del Dipartimento per la Trasformazione Digitale per promuovere l’innovazione tecnologica nel comparto della sanità".

Il Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DTD) e la Fondazione Ugo Bordoni (FUB) rafforzano la collaborazione per promuovere e finanziare progetti innovativi e servizi digitali ad alto impatto sociale nell’ambito della Digital Health e del Biomedicale.

Accordo DTD Fondazione Bordoni per sostenere ricerca, startup, spin off e PMI

Il 18 dicembre 2025 DTD e FUB hanno firmato un accordo, realizzato di concerto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e approvato dal Comitato Interministeriale per la Transizione Digitale (CITD), per sostenere enti di ricerca, spin-off, start-up e PMI nello sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate per la sanità.

Fondazione Bordoni soggetto attuatore

In qualità di soggetto attuatore, la Fondazione Ugo Bordoni curerà le fasi della progettazione e dell’attuazione dell’iniziativa, mettendo a frutto le proprie competenze scientifiche consolidate nell’ambito dell’innovazione tecnologica. Le attività saranno svolte di concerto e con il monitoraggio del DTD, assicurando coerenza progettuale, qualità esecutiva e il costante avanzamento dei lavori.

L’iniziativa si chiude nel 2027

L’iniziativa, del valore di 20 milioni di euro a valere sul Fondo Innovazione, è stata avviata nel 2026 e si concluderà a dicembre 2027. L’obiettivo è favorire progetti che integrino dispositivi sanitari esistenti o abilitino la creazione di dispositivi nuovi facendo leva su 5G, cloud, edge computing, intelligenza artificiale e modelli di interoperabilità dei dati, per superare limiti spazio-temporali e migliorare concretamente la qualità e l’efficienza dei servizi sanitari, anche nella fruizione da parte dell’assistito.

“Il Governo investe ancora in tecnologie che possono cambiare davvero il modo di fare sanità. Un’iniziativa che si aggiunge al successo di AppIO per ridurre le liste d’attesa in Lombardia, al lavoro sul FSE e all’uso della AI in Sanità del progetto Reg4IA. Non si tratta di sperimentazioni astratte, ma di interventi che incidono sull’esperienza quotidiana di cittadini e operatori” dice il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione Alessio Butti.         

 “La Fondazione Ugo Bordoni supporta da sempre il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, le Agenzie governative e la Pubblica Amministrazione, ed ora è al fianco del Dipartimento per la Trasformazione Digitale per promuovere l’innovazione tecnologica nel comparto della sanità, mettendo a disposizione le proprie competenze tecnico-scientifiche, in particolare nel campo delle telecomunicazioni, dell’intelligenza artificiale, del cloud e dati” dichiara il Direttore Generale della FUB, Alessio Zagaglia.

Aree progettuali e casi d’uso

Gli use case dovranno privilegiare tecnologie sanitarie avanzate con un livello di prototipazione già significativo. Gli ambiti di riferimento potranno includere, a titolo esemplificativo,

  • la diagnosi collaborativa federata con l’ausilio dell’AI;
  • il supporto remoto a interventi chirurgici complessi,
  • la riabilitazione a distanza e il telemonitoraggio avanzato, anche attraverso la realtà estesa;
  • la logistica smart per farmaci termolabili basata su AI, IoT, cloud e tracciamento 5G, insieme a piattaforme di farmacovigilanza in tempo reale;
  • laboratori diagnostici distribuiti e interconnessi in tempo reale via 5G e cloud, con analisi avanzata di immagini biomediche in cloud supportata dall’AI;
  • dispositivi biomedicali indossabili e/o impiantabili interconnessi con tecnologia 5G;
  • e strumenti innovativi interconnessi per migliorare chirurgia e riabilitazione, anche mediante nuovi materiali biocompatibili, protesi intelligenti e tecniche di chirurgia mini-invasiva.

Si elencano di seguito i benefici attesi:

  • offrire maggiore integrazione e interoperabilità tra i dispositivi a supporto dell’assistenza sanitaria anche attraverso soluzioni innovative, codifiche e standard terminologici condivisi a livello nazionale;
  • migliorare la qualità clinica e l’accessibilità ai servizi sanitari dei pazienti su tutto il territorio nazionale;
  • aumentare l’accuratezza e la tempestività delle diagnosi attraverso la dotazione ai professionisti sanitari di strumenti che sfruttano le nuove tecnologie anche per il monitoraggio a distanza.

La FUB si occuperà delle seguenti attività:

  • predisposizione e pubblicazione dell’avviso per la raccolta di progetti innovativi in ambito e-health e biomedicale;
  • valutazione dei progetti ammessi a finanziamento mediante la commissione;
  • monitoraggio e rendicontazione dei progetti ammessi a finanziamento.

La FUB è da tempo impegnata nello sviluppo di soluzioni tecnologiche in ambito sanitario e biomedicale. Per approfondire:

‘Salute, Algoritmi e Intelligenza Artificiale’: tra Recovery Fund e frequenze in ospedale al Fubinar della FUB

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