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Wind-3 Italia: la Ue approva la fusione

'Questo caso dimostra che in Europa le società tlc possono crescere non solo consolidandosi all’interno dello stesso paese, ma anche espandendosi oltrefrontiera, come Iliad', ha detto la Vestager.

di Alessandra Talarico | @aletala75 |
Margrethe Vestager

E’ arrivato, a un anno dalla presentazione del progetto, il via libera della Commissione europea alla fusione da 21 miliardi di euro tra Wind e 3 Italia. L’antitrust ha ritenuto soddisfacenti le misure correttive proposte da Hutchison e da VimpelCom  che “sciolgono tutte le riserve sollevate dalla Commissione sotto il profilo della concorrenza”. 

Lo ha annunciato il Commissario europea alla concorrenza Margrethe Vestager nel corso di una conferenza stampa indetta appositamente per dare l’annuncio, che era atteso ufficialmente per l’8 settembre. La decisione dà quindi contestualmente il via libera all’acquisizione da parte di Iliad delle attività cedute dalla futura joint venture (spettro e antenne) con le quali il gruppo francese potrà creare un nuovo operatore mobile.

“Questa soluzione compensa la perdita di concorrenza e assicura che l’operazione non penalizzi gli utenti italiani”, ha detto il Commissario Vestager, sottolineando che “…In questo modo le parti possono crescere sfruttando i vantaggi della fusione delle rispettive attività, mentre gli utenti italiani di telefonia mobile continueranno a beneficiare di una concorrenza effettiva”.

wind-3

La Vestager non ha mai fatto mistero di non vedere di buon occhio la riduzione dei concorrenti sui mercati mobili nazionali. Proprio per questo motivo ha bocciato la fusione tra 3Uk e O2 nel Regno Unito. Sempre per i rigidi paletti imposti da Bruxelles lo scorso anno era saltata anche la fusione tra Telenor e Teliasonera in Danimarca.

I servizi di telefonia mobile sono diventati una necessità quotidiana. La decisione di oggi fa sì che in Italia il settore rimanga competitivo, in modo che i consumatori possano continuare a godere di servizi mobili innovativi a prezzi equi e su reti di qualità. Possiamo approvare l’accordo perché Hutchison e VimpelCom hanno proposto misure correttive considerevoli, che consentono a un nuovo operatore di rete mobile, Iliad, di accedere al mercato italiano. Questo caso dimostra che in Europa le società di telecomunicazioni possono crescere non solo consolidandosi all’interno dello stesso paese, fatta salva la concorrenza effettiva, ma anche espandendosi oltrefrontiera, come Iliad in questo caso”, ha detto il Commissario Vestager.

L’operazione da 21,8 miliardi di euro era stata annunciata ufficialmente lo scorso agosto. Dall’unione tra i due gruppi nascerà il principale operatore mobile italiano per quota di mercato con oltre 31 milioni di clienti mobili e 2,8 milioni nel fisso (di cui 2,2 milioni broadband), e in grado di realizzare efficienze per un valore di oltre 5 miliardi di euro al netto dei costi di integrazione. La nuova società, che sarà guidata dall’attuale amministratore delegato di Wind, Maximo Ibarra, beneficerà di significative economie di scala e di sinergie che permetteranno di sbloccare investimenti per 7 miliardi di euro in infrastrutture digitali in Italia. Inoltre, si legge in una nota, il contributo fornito dal nuovo gruppo allo sviluppo della banda ultra larga mobile giocherà un ruolo importante nel conseguimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale varata dal Governo italiano. L’investimento sarà anche complementare al progetto Enel Open Fiber, già sostenuto da Wind.

Per Canning Fok, Co-Managing Director di CK Hutchison Group,”…la joint venture garantirà al mercato italiano delle telecomunicazioni, quarto per dimensioni in Europa, una posizione di leadership nell’economia digitale globale”.
“La joint venture
– ha spiegato quindi  Jean-Yves Charlier CEO di VimpelCom – potrà contare anche su un livello di debito più sano e sarà in grado di ottenere una significativa riduzione della leva finanziaria nel medio termine”.

Anche l’Ad di Telecom Italia, Flavio Cattaneo ha commentato il via libera alla fusione: “…oggi la nuova notizia è che invece di essere in quattro siamo in tre… Se poi ci sarà anche un quarto lo vedremo e vedremo cosa farà”.

“Mi aspetto – ha aggiunto Cattaneo – un mercato migliore di quello precedente. Tra l’altro, si è dimostrato negli ultimi 10-12 anni che con i prezzi bassi non si guadagna”.

La riduzione da 4 a 3 operatori, avrà in ogni caso una durata limitata fino, cioè, all’ingresso del gruppo francese – presumibilmente a metà 2017 – che dovrebbe consentire di ristabilire l’adeguata dinamicità sul fronte della concorrenza  e di evitare aumenti dei i prezzi ai consumatori.

Secondo l’agenzia di rating Standard and Poor’s, ci vorrà almeno un anno perché Iliad presenti le sue offerte sul mercato italiano, e almeno altri due anni prima che possa diventare pienamente operativo con la sua rete e le sue frequenze su tutto il territorio nazionale.

La fusione, dice ancora S&P creerebbe un maggior equilibrio tra gli operatori attualmente operativi sul mercato, ognuno dei quali, almeno fino all’arrivo di Iliad, avrebbe circa un terzo del mercato per fatturato.

“Il mercato della telefonia mobile italiano è segmentato tra i primi due player – Telecom Italia e Vodafone – che insieme controllano circa il 67% del mercato, e Wind e 3 Italia, con circa il 22% e l’11% di quote rispettivamente. Crediamo che la fusione tra Wind e 3 porterebbe un maggior equilibrio tra i giocatori attuali” hanno spiegato gli analisti S&P.

Sulla base dei dati Agcom relativi a dicembre 2015, la nuova società avrà una quota di mercato pari al 33,7% – la somma di quelle di Wind e 3 Italia – e competerà ad armi quasi pari con i due principali operatori del mercato italiano, Telecom Italia (32,4%) e Vodafone (26,4%).

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