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Web e Tasse, pronta la Direttiva Ue contro i ‘furbetti’ del fisco

Si stringe il cerchio intorno alle multinazionali che eludono le tasse in Europa. Dopo lo scandalo LuxLeaks le autorità hanno dato un colpo d’accelerata per colmare le lacune normative che permettono, tramite sistemi di ottimizzazione, di bypassare il fisco.

La prossima settimana il Commissario Ue all’Economia e Finanze, Pierre Moscovici, definirà il piano di intervento per evitare il profit-shifting verso Paesi con regole fiscali più vantaggiose.

Obiettivo di questa direttiva, illustrata in anteprima dal Financial Times, è di colpire tutti quei contribuenti che aggirano la legge, approfittando delle disparità normative attualmente esistenti tra i vari Paesi, spesso in concorrenza fiscale tra loro.

Sistemi che oggi consentono alle multinazionali, tante quelle del web, di beneficiare di aliquote ridotte, doppie deduzioni o addirittura riuscire a non pagare proprio le tasse.

La Ue sta già indagando su diverse società che ricorrono al profit shifting. Tra queste Apple, che ha recentemente raggiunto un importante accordo fiscale in Italia per sistemare la propria posizione contributiva, ma anche Google, Facebook, Amazon

Senza considerare altri colossi come Ikea e Pepsi o il caso della Fiat.

Il nostro Paese ha fatto da apripista nella Ue e oggi il Ceo del Gruppo di Cupertino incontrerà il premier Renzi dopo l’apertura ieri a Napoli del primo Centro di Sviluppo App iOS d’Europa.

Una decisione che segna sicuramente l’avvio di un nuovo corso nei rapporti tra l’azienda americana e l’Italia.

Le misure che intende prendere la Ue si basano sulle proposte internazionali sviluppate dall’OCSE e rappresentano il più importante passo della Ue sulla scia dello scandalo LuxLeaks scoppiato poco dopo l’insediamento di Jean-Claude Juncker alla presidenza della Commissione Europea a novembre 2014.

Un caso che ha avuto una notevole risonanza visto che emergeva in modo grave e incontestabile la condotta di alcune multinazionali, circa 340, per eludere il fisco mentre i Paesi membri chiedevano importanti misure di risparmi ai cittadini.

La Ue ha già avviato da tempo un giro di vite nei confronti delle multinazionali furbette.

Ma adesso fa di più.

Le proposte di Moscovici, che hanno bisogno dell’approvazione di tutti e 28 i Paesi Ue per diventare legge, vogliono stoppare l’attuale sistema che permette alle multinazionali di aggirare il fisco e traghettare i profitti nei Paesi Ue con tasse vantaggiose.

Si tratta quindi di intervenire sull’attuale concorrenza fiscale che si fanno alcuni Stati membri mettono in atto per attrarre le compagnie più ricche.

Il Piano limiterebbe gli interessi che una compagnia annualmente può dedurre dalle tasse, stabilendo un limite massimo calcolato con una percentuale sugli utili operativi.

La Commissione vorrebbe fissare questa aliquota al 30%, il limite massimo previsto dall’OCSE, concedendo ai singoli Paesi anche la possibilità di poterla eventualmente aumentare.

In queste settimane alcune aziende hanno avvertito il Ministero del Tesoro che i piani di intervento contro l’ottimizzazione fiscale sono ‘inutili e potenzialmente dannosi’.

Le società sono molto preoccupate, ha poi riferito l’Institute of Chartered Accountants, e ritengono che il regime di deducibilità degli interessi “potrebbe avere un impatto negativo sul Regno Unito”.

La Ue lancia quindi il guanto di sfida ai governi nazionali. Saranno loro adesso a dover dare prova delle reali intenzioni nella lotta all’evasione fiscale. La direttiva dovrà essere adottata entro l’anno.

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