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Vivendi-Mediaset: accordo fatto. Si attende l’annuncio ufficiale

Vincent Bollorè

Vincent Bollorè

Ormai è questione di giorni. Si parla di domani o comunque al più tardi del fine settimana e sapremo i dettagli dell’accordo tra Vivendi e Mediaset.

Secondo fonti francesi, le trattative sarebbero state definite e si attende l’annuncio ufficiale che sarà di incredibile portata perché questa intesa avrà il potere di modificare gli scenari europei dell’audiovisivo, in modo particolare della pay tv e dei servizi in streaming.

Stando ai rumors, l’accordo prevedrebbe il passaggio di Premium, la pay tv di Mediaset, sotto il controllo di Vivendi che possiede una sua tv a pagamento, Canal+, e che potrebbe quindi avviare un piano sinergico che in tre paesi, Italia, Francia e Spagna dove Mediaset è ancora molto presente.

Parallelamente Mediaset e Vivendi entrerebbero l’una nel capitale dell’altra con una quota del 3,5%.

Le due quote hanno però un valore diverso.

Il 3,5% di Mediaset pesa circa 150 milioni di euro (chiusura del mercato di ieri) mentre il 3,5% di Vivendi 880 milioni.

L’89% di Mediaset in Premium (l’11% è in mano a Telefonica) è stimato in 730 milioni di euro.

Questo spiega perché l’accordo prevedrebbe il passaggio di Premium sotto il cappello di Vivendi.

Telefonica cederebbe successivamente la propria quota ai francesi.

Pier Silvio Berlusconi, ad e vicepresidente di Mediaset, si sarebbe reso conto che l’azienda fa fatica da sola a competere sul mercato sempre più agguerrito dell’entertainment televisivo e che ormai si procede verso il mercato unico europeo.

Lo schema di questa operazione permetterebbe al gruppo guidato da Vincent Bolloré di non sborsare denaro e di far entrare un partner stabile per assicurarsi una struttura forte che non permetta cambi di gestione.

La transazione solleva però delle perplessità per gli analisti. Premium sarebbe in perdita e ha 2 milioni di abbonati, la metà del competitor Sky Italia, controllata da Rupert Murdoch, che ne ha 4 milioni.

Non sarà facile per lo sfidante recuperare il gap.

Alcuni si domandano: “Vivendi non ha già abbastanza difficoltà con Canal+ in Francia?“.

Perché allora portarsi in casa un’altra tv a pagamento in perdita?

Detto questo bisogna ricordare che Vivendi è il principale azionista di Telecom Italia con una quota del 24,9%.

Bolloré vorrà forse far confluire i contenuti di Premium sulla banda larga di Telecom, un mercato che in Italia deve ancora arrivare al suo massimo potenziale.

Per François Godard, analista di Enders, “Bolloré ha messo un uomo vicino a Berlusconi a capo di Telecom Italia (Flavio Cattaneo che ha preso il posto dell’Ad Marco Patuano, ndr) e l’operatore potrebbe rompere l’accordo con Sky, anche se non sarebbe nell’interesse delle due aziende, e privilegiare Premium”.

Godard evidenzia inoltre come Bolloré sia riuscito a far abbassare il prezzo di Premium che fino a qualche tempo fa era stimata intorno ai 900 milioni di euro.

L’acquisizione di Premium, tra l’altro, e la partecipazione in Telecom Italia fanno parte di un quadro molto più ampio.

Vivendi vuole rafforzarsi nella produzione di contenuti in Italia, acquistando società, ma vuole anche avvicinarsi a Telefonica, di cui è anche azionista, per il progetto di creare una piattaforma europea che sfidi Netflix, leader del video streaming.

Un progetto molto ambizioso, secondo alcuni analisti francesi che restano scettici su questa manovra, ma che sarebbe complementare a Premium, che è forte nello sport avendo acquistato i diritti tv della Champions League mentre Canal+ ha dovuto cercare l’accordo commerciale con la qatariota BeIN Sport.

In tutti i casi, l’operazione con Mediaset rafforzerebbe il peso di Vivendi in Italia specie se, come ritengono alcuni, continuerà la scalata nel Biscione fino al punto di soppiantare la famiglia Berlusconi.

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