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Trasporto aereo green, dalla decarbonizzazione vantaggi pari a 320 miliardi di euro entro il 2050

Il programma Clean Aviation

Entro il 2050 il settore dell’aviazione darà vita a 18,5 milioni di posti di lavoro in Europa. Si tratta di figure professionali non direttamente collegati all’aviazione, magati inerenti le catene di approvvigionamento e i servizi del mercato del turismo, a dimostrazione dell’impatto forte ed ampio che il settore aerospaziale ha su una grossa fetta dell’economia nazionale.

In un articolo su Euronews, Axel Kerin, Direttore Esecutivo di Clean Aviation, ha illustrato i tanti vantaggi economici e sociali associati alla decarbonizzazione del trasporto aereo, a partire dai programmi Clean Sky, Clean Sky 2 (CS2) e Clean Aviation.

La Clean Aviation Joint Undertaking è il principale programma di ricerca e innovazione dell’Unione europea per favorire la transizione ecologica e climatica del trasporto aereo.

Il solo programma Clean Sky 2 potrebbe generare quasi 5.000 nuovi posti di lavoro entro il 2024.

Decarbonizzazione del trasporto aereo e ricadute economiche

Si stima, inoltre, che entro il 2050 le soluzioni tecnologiche proposte dal CS2 potrebbero alimentare un mercato da 8,6 miliardi di euro di valore, equivalente a più di tre volte l’iniziale investimento pubblico e privato.

Queste tecnologie potrebbero assicurare una riduzione del 15% delle emissioni di anidride carbonica per sedile-chilometro, nei prossimi trent’anni, rispetto al 2014, nonché una riduzione del 31% delle emissioni di ossido di azoto (Nox).

Complessivamente, lo studio si attende che l’integrazione delle tecnologie Clean Sky a basso/zero impatto ambientale nella flotta aerea globale, entro la metà del secolo, si tradurrà in un vantaggio economico stimabile in 320 miliardi di euro, di cui il 60% è dovuto alla riduzione di CO2 e il 40% è dovuto al taglio della NOx.

Come accelerare la transizione ecologica dell’industria aeronautica

Per accelerare la transizione tecnologica green ed energetica nel settore del trasporto aereo, secondo l’articolo, si potrebbero intanto mandare in pensione i velivoli più vecchi (la vita media di un aereo commerciale è di 25 anni circa); si potrebbero accorciare i cicli di progettazione, sviluppo e certificazione dei nuovi mezzi, ovviamente senza compromettere gli standard di sicurezza; rinnovare i sistemi di controllo del traffico aereo e le infrastrutture aeronautiche in generale, con l’introduzione di sistemi di stoccaggio più grandi ed efficienti, ma anche di nuove reti per l’approvvigionamento di idrogeno; e certamente un’ampia disponibilità di carburanti green.

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