Bilancio

Tim, ricavi annui ‘sopra la guidance’. Cresce di 3,2 miliardi il debito netto a 25,4 miliardi

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Tim chiude il 2022 con ricavi in aumento dell'1,3% a 14,6 miliardi di euro. Confermata l'offerta non vincolante di KKR per NetCo, la risposta in arrivo con il Cda del 24 febbraio.

Risultati 2022 superiori alla guidance grazie a un ulteriore miglioramento dei trend operativi nel quarto trimestre. Lo scrive in una nota Tim, precisando che nei dodici mesi ricavi da servizi a livello di gruppo a € 14,6 mld in crescita ell’1,3% yoy vs. Guidance ‘low single digit decrease’ (+3,6% yoy nel quarto Trimestre).

L’Ebitda organico di gruppo è pari a € 6,0 mld in calo del 6,7% yoy vs. Guidance ‘high single digit decrease’ (+2,7% yoy nel quarto trimestre) ed ebitda Organico di gruppo after lease pari a € 5,0 mld in calo del 10,6% yoy vs. Guidance ‘low teens decrease’ (-1,3% yoy nel quarto trimestre).

Capex di gruppo pari a € 4,0 mld di cui domestic € 3,1 mld vs. Guidance Rispettivamente a € 4,1 mld e a € 3,2 mld.

Indebitamento finanziario netto after lease di gruppo pari a € 20,0 mld, stabile rispetto al 30 settembre e in crescita rispetto al 2021 esclusivamente per le partite straordinarie

Confermata la forte crescita di Tim Brasil con ricavi da servizi a € 3,8 mld in aumento del 19,0% yoy (+20,8% nel quarto trimestre), ebitda organico pari a € 1,9 mld in crescita del 16,4% yoy (+16,9% yoy nel quarto trimestre)

Raggiunto il 112% del target di contenimento dei costi per l’esercizio 2022.

Quarto trimestre in miglioramento

I risultati del quarto trimestre, che segnano un ulteriore miglioramento rispetto ai trimestri precedenti grazie all’azione di stabilizzazione e di rilancio del business domestico e all’accelerazione dello sviluppo di TIM Brasil, consentono di raggiungere o superare gli obiettivi fissati per l’esercizio 2022 che erano stati in parte rivisti al rialzo lo scorso agosto.

In particolare, rispetto al quarto trimestre 2021, i ricavi totali di Gruppo sono in crescita del 3,3% YoY a 4,3 miliardi di euro (+1,1% YoY nel terzo, -1,4% YoY nel secondo e -4,5% YoY nel primo trimestre), mentre i ricavi da servizi di Gruppo aumentano per il terzo trimestre consecutivo con un incremento del 3,6% YoY a 3,9 miliardi di euro (+3,0% YoY nel terzo, +1,0% YoY nel secondo e -2,5% YoY nel primo trimestre) grazie al contributo positivo del Brasile e al miglioramento del trend domestico.

In Italia la strategia di posizionamento premium ‘Value vs. Volume’ è stata ulteriormente rafforzata con nuove misure volte ad aumentare la razionalità del mercato sia fisso sia mobile.

In particolare, alla luce dei recenti cambiamenti del contesto macroeconomico con riferimento all’incremento dei costi energetici e delle materie prime, è stato introdotto un meccanismo di adeguamento all’inflazione, che genererà eventuali benefici a partire dal 2024. In Brasile è invece proseguita l’integrazione degli asset mobili del Gruppo Oi e la strategia di crescita organica nel fisso.

Netto il miglioramento dell’EBITDA di Gruppo che inverte il trend negativo dei trimestri precedenti e segna nel quarto trimestre una crescita del 2,7% YoY attestandosi a 1,5 miliardi di euro (-6,5% YoY nel terzo, -8,5% YoY nel secondo e -13,3% YoY nel primo trimestre).

In forte miglioramento anche l’EBITDA After Lease di Gruppo in calo dell’1,3% YoY a 1,2 miliardi di euro (-11,2% YoY nel terzo, -12,3% YoY nel secondo e -16,3% YoY nel primo trimestre).

Nel corso del trimestre sono inoltre proseguite le azioni di contenimento dei costi volte ad aumentare il livello di efficienza strutturale di TIM Domestic (‘Piano di Trasformazione’, target cumulato di riduzione dei cash cost di 1,5 miliardi di euro entro il 2024 rispetto all’andamento inerziale). Nei dodici mesi, la riduzione rispetto al trend inerziale è stata pari a circa 337 milioni di euro, raggiungendo il 112% del target fissato per il 2022.

L’indebitamento finanziario netto after lease al 31 dicembre 2022 si attesta a 20,0 miliardi di euro, in aumento di 2,4 miliardi di euro rispetto al 31 dicembre 2021, essenzialmente per il pagamento dello spettro 5G e degli asset di Oi, solo in parte mitigato dall’incasso derivante dalla cessione della quota indiretta in INWIT. Al netto degli effetti una tantum, nei dodici mesi l’indebitamento finanziario netto after lease si è stabilizzato invertendo quindi il trend di crescita. L’indebitamento finanziario netto rettificato è pari a 25,4 miliardi di euro, in aumento di 3,2 miliardi di euro rispetto al 31 dicembre 2021.

Il margine di liquidità al 31 dicembre 2022 risulta pari a circa 9,0 miliardi di euro e copre le scadenze del debito fino al 2024. A gennaio 2023, dopo due anni di assenza dal mercato dei capitali di debito, TIM ha collocato con successo un bond unsecured da 0,85 miliardi di euro a tasso fisso offerto agli investitori istituzionali.

L’Equity free cash flow dei dodici mesi è sostanzialmente nullo su base after lease (positivo per circa 0,6 miliardi di euro l’equity free cash flow).

Sul fronte delle iniziative strategiche, di seguito un aggiornamento del piano presentato lo scorso 7 luglio in occasione del Capital Market Day, che ha come obiettivo il superamento dell’integrazione verticale attraverso la separazione degli asset infrastrutturali di rete fissa (NetCo) dai servizi (ServiceCo con TIM Consumer, TIM Enterprise

e TIM Brasil) e la riduzione dell’indebitamento attraverso operazioni di trasferimento e valorizzazione di alcuni asset.

Per ciascuna delle quattro entità si riporta una sintesi dei parametri di performance:

▪ TIM Consumer nei dodici mesi registra ricavi totali e da servizi in calo rispettivamente del 9% YoY e del 7% YoY

Positivo l’andamento dei trend operativi nel corso dell’anno, con il tasso di disattivazione dei clienti (churn) in calo YoY sia sul fisso sia sul mobile.

Sono proseguite le iniziative volte a implementare la strategia di posizionamento premium ‘Value vs. Volume’.

Tra le più significative, si segnalano il re-pricing selettivo della customer base fissa e mobile e l’introduzione di un meccanismo di adeguamento all’inflazione del canone mensile di alcune offerte. La prima variazione annuale sarà effettuata il 1° aprile 2024.

▪ TIM Enterprise conferma una crescita nel 2022 superiore a quella del mercato con un incremento dei ricavi totali e da servizi rispettivamente dell’8% YoY e dell’11% YoY. A trainare la performance sono i servizi Cloud,

Security e IoT che più che compensano la modesta riduzione delle altre linee di business.

L’ andamento dei ricavi nei dodici mesi presenta un andamento in linea con le attese:

• Connettività (-2% YoY)

• Cloud (+54% YoY)

• IoT (+11% YoY)

• Security (+41% YoY)

Nel loro complesso, i servizi ICT generano il 58% dei ricavi complessivi rispetto al 56% nel 2021.

Il 2022 ha visto TIM Enterprise rafforzare la propria leadership di mercato come operatore in grado di fornire una piattaforma integrata di servizi di connettività, Cloud, Security e IoT, come confermato dall’assegnazione – tra le altre – della gara per il Polo Strategico Nazionale, ormai entrata nella fase realizzativa con la firma dei primi contratti, l’avvio della migrazione in Cloud di alcune Pubbliche Amministrazioni e il conseguente contribuito ai ricavi del quarto trimestre.

▪ NetCo nei dodici mesi registra ricavi totali e da servizi in calo rispettivamente del 4% YoY e del 4% YoY. La riduzione è dovuta principalmente a transazioni one-off contabilizzate nel primo semestre dell’anno scorso.

Al 31 dicembre, NetCo gestiva circa 16,0 milioni di accessi fissi (di cui circa 72% in tecnologie FTTx) con una quota di mercato pari a circa l’80%. Le unità tecniche raggiunte con tecnologia FTTH erano 7,7 milioni, pari a una copertura di circa il 32%, in crescita di 7 punti percentuali rispetto a fine 2021.

Il 2 febbraio 2023 TIM ha comunicato di aver ricevuto da KKR un’offerta non vincolante per l’acquisto di una partecipazione in una costituenda società coincidente con il perimetro gestionale e infrastrutturale della rete fissa, inclusivo degli asset e attività di FiberCop, nonché della partecipazione in TI Sparkle. L’offerta non vincolante, che ha una durata di quattro settimane dalla data di invio (1 febbraio), è riferita a una quota partecipativa da definire, fermo restando che dall’acquisto scaturirebbe la perdita dell’integrazione verticale rispetto a TIM.

Il Consiglio di Amministrazione si riunirà il 24 febbraio prossimo per decidere in ordine all’offerta non vincolante, fermo restando che TIM rimane aperta a valutare ogni eventuale alternativa che dovesse nel frattempo concretizzarsi e continuerà nel dialogo con i propri stakeholders.

▪ TIM Brasil nei dodici mesi registra ricavi totali e da servizi in crescita rispettivamente del 19,2% YoY e del 19,0% YoY ed EBITDA a +16,4% YoY. Significativa la crescita anche nel quarto trimestre dei ricavi totali (+21,4% YoY), dei ricavi da servizi (+20,8% YoY) e dell’EBITDA (+16,9% YoY) grazie a una solida performance organica e al contributo apportato agli asset di Oi.

PRINCIPALI INDICATORI OPERATIVI DOMESTIC DEL QUARTO TRIMESTRE

Nel quarto trimestre il tasso di abbandono (‘churn’) nel segmento mobile è in diminuzione rispetto allo stesso periodo 2021 (3,3%, -0,3pp YoY) ed è sostanzialmente stabile nel fisso (3,4%, -0,1pp YoY).

Il numero complessivo delle linee mobili di TIM si attesta a 30,4 milioni, stabile rispetto a fine 2021. In un mercato che rimane competitivo nella parte a minor valore (clientela low-spending), prosegue il trend di stabilizzazione della base clienti: nella ‘mobile number portability’ (ovvero il flusso verso altri operatori), TIM registra nuovamente il miglior risultato tra gli operatori infrastrutturati con un saldo netto pari a -41 mila linee. Al tempo stesso il settore vede il flusso delle portabilità ridursi complessivamente del 10% YoY, a dimostrazione del raffreddamento della competizione nella parte a maggior valore (clientela high spending).

Il numero delle linee fisse si è ridotto di circa 350 mila unità rispetto a fine 2021. In aumento del 11% YoY il ricavo medio dei clienti retail (ARPU BB+ICT). Nel 2022 sono state attivate 545 mila nuove linee retail e wholesale a banda ultralarga, raggiungendo 10,6 milioni di unità con un incremento pari a circa il 5% YoY.