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TIM. Il titolo ai minimi da 5 anni, sfonda al ribasso la soglia di 0,60. E ora?

Si sentiva che prima o poi sarebbe accaduto. Nella debolezza di percorso del titolo di Telecom Italia in queste ultime settimane, l’attenzione di molti era concentrata sulla soglia di 0,60 euro.

Una soglia psicologica ancor prima che finanziaria, accompagnata da uno stato d’animo: sotto quella soglia può succedere qualunque cosa.

Ora ci siamo, la linea Maginot è stata violata questa mattina (non accadeva da settembre 2013, un’era geologica fa).

Il punto è che dopo il terremoto societario dei mesi passati, l’ingresso del fondo Elliott, il ridimensionamento di Vivendi, la polemica tra l’AD Amos Genish e parte del Cda, infine, e certo non ultimo, il mutato clima politico, l’unico elemento con cui l’azienda ha risposto o ha dato segni di presenza è stato null’altro che un’oscillazione al ribasso del titolo, fino al caso di questa mattina.

L’unico dato rilevante che emerge in tutto ciò è che, in questa corsa verso gli inferi, prende sempre più corpo la possibilità che Amos Genish lasci il posto di guida dell’azienda. Non sappiamo i dettagli dell’accordo che lega Genish a TIM, ma siamo tra coloro che si chiedono con quale bonus il manager uscirà, nel caso in cui la circostanza fosse confermata. Perché è ormai consuetudine, visti i precedenti, assistere ad uscite faraoniche dei capi di TIM, nonostante lo stato di grave difficoltà dell’azienda, disorientata, in crisi di strategie e con una sofferenza di personale senza precedenti (corridoi vuoti a causa delle misure sindacali di solidarietà…).

Certo, non sappiamo se e quando Genish lascerà o sarà invitato a lasciare.

Di sicuro non sarà quella la soluzione che assicurerà un futuro più certo all’azienda.

Ma da qualche parte si deve pur partire.

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