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Tim Brasil: utili dimezzati nel trimestre, ma sempre preda appetibile nel risiko tlc

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Utili dimezzati per la controllata brasiliana di Telecom Italia, Tim Brasil, che nel terzo trimestre ha registrato un utile netto di 172,3 milioni di real (circa 42 milioni di euro), in calo del 50,5% rispetto ai 365,6 milioni dello stesso periodo di un anno fa.

Il fatturato è sceso del 15,2% a 4,11 miliardi di real (997 milioni di euro) per via, spiega la società, del deterioramento del contesto macroeconomico, caratterizzato da un peggioramento accentuato del tasso di cambio, dall’ennesima correzione in negativo della crescita del PIL e dalla conferma della forte inflazione – sopra la fascia del 6% – per l’anno in corso.

L’ebitda organico è sceso del 2,7% a 1,296 miliardi; i ricavi da servizi mobili scendono del 6,5% a 5,47 miliardi mentre il fisso segna un rialzo del 10,4%. Sempre a conferma del peso della crisi, unita alla forte concorrenza, l’Arpu (i ricavi medi per utente) è sceso del 5,9% nel trimestre a 16,4 real. L’indebitamento finanziario netto è pari a 2,5 miliardi nel trimestre, stabile rispetto al secondo trimestre del 2015 (dai 791 milioni di un anno fa).

Nonostante le difficoltà, Tim Brasil continua a essere una preda appetibile nel risiko delle tlc brasiliane, con i russi del fondo Letter One pronti a immettere 4 miliardi di dollari nel campione nazionale Oi – fortemente indebitato – a patto che questo persegua l’integrazione con la controllata di Telecom Italia. Una proposta che Telecom prenderebbe in considerazione soltanto se potesse continuare a controllare il 51% della società post-fusione.

Tim Brasil è il secondo maggiore operatore mobile del Paese, con 72,5 milioni di clienti. Dalla fusione deriverebbero notevoli sinergie, stimate in circa 7 miliardi di euro, ma Telecom non sembra al momento intenzionata a cedere. Come ribadito nell’ultimo cda – che si è tenuto proprio in Brasile – il mercato sudamericano continua a essere considerato strategico e la società ha confermato il piano di investimenti pari a oltre 14 miliardi di real nel triennio 2015-2017.

L’amministratore delegato Rodrigo Abreu ha precisato nuovamente che non ci sono trattative in corso su un eventuale matrimonio tra Oi e Tim Brasil, anche se ci sono “aspetti del mercato brasiliano che lasciano aperta la possibilità di fusioni” tra i player brasiliani.

“La grande trasformazione nel settore della telefonia mobile evidenziata fin dall’inizio del 2015, è continuata anche nel terzo trimestre, accompagnata ancora una volta da un contesto macroeconomico molto difficile”, ha detto Abreu.

“Sappiamo che le sfide che abbiamo davanti non sono facili ma rimaniamo impegnati per raggiungere i nostri obiettivi”, ha aggiunto.

Tra questi, e l’obiettivo di coprire circa 400 città (pari a circa il 60% della popolazione urbana brasiliana) con i servizi 4G entro la fine del 2015.

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