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Tim, anche Barclays taglia le stime. Pesa la maxi spesa per l’asta 5G

Il broker londinese Barclays taglia il prezzo obiettivo della compagnia Tlc, su cui pesa l’esborso superiore alle previsioni per le frequenze 5G.

di Paolo Anastasio | @PaoloAnastasio1 |

La mega asta 5G da 6 miliardi di euro pesa sulle stime di Telecom Italia, colpita dal taglio del target price – da 0,70 centesimi a 0,46 centesimi per le azioni ordinarie e a 0,43 centesimi per le risparmio – da parte di Barclays, il broker londinese che nel contempo consiglia di sottopesare (‘underweight’) l’esposizione sul titolo. Titolo Telecom Italia che peraltro ha toccato 0,50 centesimi, il minimo dal 2013, cedendo il 40% in cinque mesi, visto che il 7 maggio scorso valeva trattava a 0,86 centesimi.

 

Asta 5G

Finora, Telecom Italia ha fatto offerte complessive per 2,2 miliardi di euro all’asta 5G italiana “(a fronte degli 800 milioni di euro previsti)”, aggiunge Barclays, con una spesa extra di 1,4 miliardi di euro finora. La combinazione della maxi spesa in vista per le frequenze 5G con l’arrivo di Iliad, che dal suo ingresso sul mercato italiano a fine maggio ha già annunciato 2 milioni di clienti, il broker londinese prevede un calo dell’Ebitda.

Dopo il downgrade di un mese fa da parte della francese Exane Bnp Paribas (che fissò il target price di Telecom Italia a 0,38 centesimi), anche gli analisti inglesi nel loro report mettono in fila i fattori di rischio per la compagnia Tlc a partire dal successo commerciale di Iliad sul mercato del mobile, dalla finalizzazione del project finance di Open Fiber nella banda ultralarga fissa, e ora la guerra di rilanci per l’asta 5G che ha di gran lunga superato le previsioni di esborso per gli operatori, in particolare per quanto riguarda la battaglia all’ultimo rilancio per la banda 3.6-3.8 Ghz in cui Tim è pienamente coinvolta e dove ha offerto più di 1,5 miliardi che si sommano ai circa 700 milioni per la banda 700.

Secondo Banca IMI, citata da finanzaonline.it, “Anche se le dimensioni dei rilanci hanno rallentato rispetto ai giorni precedenti, il valore delle offerte si è gradualmente avvicinato a 6 miliardi di euro, un livello impensabile alla vigilia dell’asta”.

Moody’s rimarca che il costo più elevato del previsto per lo spettro 5G aumenterà il debito di Tim, ma non eserciterà pressioni negative sul suo rating.

 

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Iliad e Open Fiber fattori di rischio

Non bastavano quindi le insidie portate a Tim da Iliad e Open Fiber, che si sommano alle polemiche fra i maggiori azionisti Vivendi e Elliott.

Nemmeno le previsioni macroeconomiche per il mercato brasiliano sono rassicuranti, secondo Barclays.

La scossa che potrebbe invertire il trend per Tim sarebbe la fusione della sua rete con quella di Open Fiber, con la creazione di concrete sinergie, ma secondo gli analisti di Barclays si tratta di una “prospettiva distante”.

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