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Il Super Wi-Fi, che cos’è?

Dal Wi-Fi, al Wow Fi fino al Super Wi-Fi. Dopo anni di sforzi, Microsoft si dice pronta a colmare il digital divide negli USA: 23,4 milioni di americani che vivono in aree rurali non hanno accesso alla Rete. Stando alle notizie riportate dalla stampa statunitense, la compagnia di Redmond sarebbe prossima ad annunciare un piano da 10 miliardi di dollari che, nel giro di 5 anni, metterà a disposizione per 2 milioni di cittadini USA le prime connessioni a banda larga wireless. Gli Stati interessati sono, tra cui Arizona, Kansas, New York e Virginia.

Come funziona il Super Wi-Fi?

La compagnia fondata da Bill Gates utilizza i vecchi canali televisivi in disuso, i cosiddetti “spazi bianchi”, e cioè le porzioni di banda libere tra un canale e l’altro nelle frequenze televisive, per essere più precisi gli spazi di frequenza che “avanzano” rispetto allo spazio frequenziale utilizzato dalle tv. Questa nuova tecnologia è stata ribattezzata Super Wi-Fi.

Perché è ‘Super’?

È stata definita Super perché si comporta come un normale Wi-Fi, ma utilizza i canali televisivi a bassa potenza per coprire grandi distanze, superiori a quelle coperte dagli hotspot wireless. Le nuove frequenze sono diventate disponibili in seguito al passaggio dalla televisione analogica a quella digitale. Il Wi-Fi tradizionale consente di trasmettere il segnale fino a una distanza di qualche centinaio di metri, mentre il Super Wi-Fi permette di far viaggiare il segnale per diversi chilometri perché ha una frequenza più bassa e subisce meno la presenza di muri e altri ostacoli, come avviene per le trasmissioni radiofoniche. Il sistema è veloce e potrà consentire di scaricare dati a una velocità di 20 megabit per secondo, cioè circa sei minuti e mezzo per scaricare un film in qualità standard.

Come Google e Facebook vogliono connettere il mondo?

Nell’intento di “connettere gratuitamente la popolazione mondiale” e in particolare quelle popolazioni che non hanno la possibilità di accedere alla Rete, Google e Facebook stanno testando tecnologie diverse: si affidano a palloni aerostatici, satelliti e droni. L’ultimo test in questo senso è stato superato da Aquila, il drone della società di Mark Zuckerberg. Nel mese di maggio il gigante volante alimentato a energia solare e dalle dimensioni di un Boeing 737, ha volato, in Arizona, per un’ora e 46 minuti. L’obiettivo è fornire l’accesso a Internet in modalità wireless e gratis alle persone, sulle cui teste viaggia il drone.

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