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Streaming illegale, Matthew Prince (Cloudflare) atteso in tribunale a Madrid il prossimo 7 aprile

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La richiesta a comparire arriva a seguito della denuncia congiunta di LaLiga e Movistar Plus+ contro Cloudflare: per aver ignorato oltre 100 richieste formali di disabilitazione dei siti web che trasmettevano illegalmente in streaming partite di calcio.

Il CEO di Cloudflare è ufficialmente indagato in Spagna per pirateria audiovisiva di partite di calcio. È stato chiamato a comparire in tribunale il prossimo 7 aprile

Il giudice del Juzgado de Instrucción n. 50 di Madrid ha convocato il CEO di Cloudflare, Matthew Prince, per il 7 aprile, quando dovrà comparire in qualità di indagato (sospettato) nell’ambito di un procedimento per presunti reati contro la proprietà intellettuale, oltre a possibili ipotesi di coercizione, minacce e ostacolo alla giustizia.

L’inchiesta, riportata da Bloomberg, nasce da una denuncia presentata da LaLiga e Movistar Plus+ (Telefónica Audiovisual Digital) e riguarda il presunto favoreggiamento della pirateria sportiva online, in particolare della trasmissione illegale delle partite di calcio in Spagna.

Secondo le stime presentate nel procedimento, il fenomeno della diffusione illecita di eventi calcistici genererebbe perdite economiche fino a 859 milioni di euro all’anno per i titolari dei diritti audiovisivi.

Perché Cloudflare è sotto accusa

Al centro della controversia c’è il ruolo svolto da Cloudflare, società statunitense che fornisce servizi di content delivery network (CDN), sicurezza informatica e reverse proxy utilizzati da milioni di siti web in tutto il mondo.

Secondo i denuncianti, queste tecnologie sarebbero state sfruttate da numerose piattaforme che trasmettono illegalmente partite di calcio, perché consentono di:

  • nascondere l’indirizzo IP reale dei server che ospitano i contenuti pirata
  • mascherare la localizzazione delle infrastrutture che diffondono lo streaming illegale
  • utilizzare sistemi di caching e distribuzione dei contenuti che rendono più difficile bloccare rapidamente le trasmissioni

Nel ricorso si sostiene che circa il 38% dei portali, server e player utilizzati per la pirateria sportiva in Spagna opererebbe tramite infrastrutture o servizi forniti da Cloudflare.

Secondo LaLiga e Movistar Plus+, la società non sarebbe quindi un semplice intermediario tecnico neutrale, ma un nodo infrastrutturale che permetterebbe la continuità operativa delle piattaforme pirata, rendendo molto più complessa l’identificazione e il blocco dei responsabili.

Il contesto giudiziario: la sentenza del tribunale di Barcellona

L’indagine penale si inserisce in un quadro giuridico già segnato da una precedente decisione dei tribunali commerciali spagnoli.

Nel dicembre 2024, il Tribunale commerciale n. 6 di Barcellona ha autorizzato gli operatori audiovisivi a segnalare agli Internet Service Provider gli indirizzi IP associati alla diffusione illegale delle partite, chiedendone il blocco rapido durante le competizioni.

Tra gli IP indicati nelle segnalazioni figuravano anche indirizzi collegati ai servizi Cloudflare.

Secondo la denuncia, l’azienda avrebbe adottato meccanismi tecnici che rendono inefficace l’esecuzione di queste misure di blocco, ostacolando così l’applicazione della sentenza e la repressione della pirateria.

Le accuse nei confronti di Matthew Prince

Il procedimento riguarda sia Cloudflare Inc. come persona giuridica, sia il suo amministratore delegato Matthew Prince, ritenuto dagli accusatori responsabile delle scelte strategiche e delle politiche aziendali contestate.

Tra gli elementi richiamati nella denuncia figurano:

  • oltre 114 notifiche formali inviate alla società, spesso quasi quotidianamente nei giorni delle partite, contenenti segnalazioni dettagliate di servizi pirata
  • la presunta mancata adozione di misure efficaci per interrompere o bloccare tali attività, nonostante la disponibilità delle capacità tecniche necessarie
  • dichiarazioni pubbliche di Prince critiche verso le misure di blocco ordinate dai tribunali europei

Secondo la denuncia, queste posizioni dimostrerebbero una consapevole opposizione all’applicazione delle decisioni giudiziarie europee, circostanza che ha portato a ipotizzare anche il reato di ostruzione alla giustizia.

Che cos’è Cloudflare

In Italia, l’AGCOM ha già sanzionato Cloudflare a gennaio 2026 per non aver bloccato contenuti pirata via Piracy Shield, nonostante ordini specifici. Simili procedimenti sono in corso in Giappone, con la sentenza del tribunale di Tokyo nel 2025 su manga e anime.  

Il 7 aprile dovrà rispondere alla denuncia di LALIGA, secondo cui circa il 40% delle partite piratate passerebbe proprio attraverso le infrastrutture del gruppo tech californiano.
È un segnale di una progressiva attenzione al ruolo delle infrastrutture internet nella lotta allo streaming illegale, già attestato in Italia da Agcom che ha comminato a Cloudflare una sanzione di circa 14 milioni di euro per il mancato rispetto di alcuni ordini di oscuramento legati al sistema antipirateria Piracy Shield
”, ha commentato il commissario Agcom, Massimiliano Capitanio, che più volte si è espresso sulla multa inflitta dall’Italia alla società tecnologica americana.

Si allargano le accuse di favoreggiamento di pirateria audiovisiva ed editoriale, ma è ovvio che Cloudflare è anche molto altro, perché gestisce il 10-20% del traffico web globale con la sua rete edge, ottimizzando i servizi Content Delivery Network (CDN), DDoS protection e DNS per siti legittimi (da Netflix ad agenzie governative), rendendo internet più resiliente e veloce.

Cloudflare e il problema della dipendenza dai giganti tech extra-Ue

Dalle accuse di pirateria o di favoreggiamento della pirateria audiovisiva, Cloudflare si difende definendosi una “infrastruttura neutrale” (qualcosa di simile a un’autostrada, su cui passa di tutto indipendentemente dalla natura del veicolo e di cosa trasporta), denunciando il rischio di “overblocking” (il rischio di bloccare risorse legittime durante azioni antipirateria) che danneggerebbe tutti, anche siti web che offrono servizi legali e nel rispetto del diritto d’autore.

Ma proprio per questo suo ruolo centrale nel funzionamento della rete e dei servizi tanto necessari al funzionamento e lo sviluppo di settori economici strategici, Cloudflare ha sempre più un ruolo chiave in quella che è la crescita e la competitività di intere nazioni o regioni. Le recenti minacce di tagliare i servizi cyber ‘pro bono’ prima alle recenti Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e poi all’Italia in generale, non sono ricevibili e accettabili, né dall’Italia, né dall’Unione europea, di cui il nostro Paese è membro fondatore. Ancora di più se si pensa che internet è oggi un diritto riconosciuto come universale. Sempre più impellente affrontare il problema della dipendenza tecnologica europea da aziende straniere, a rischio la nostra autonomia strategica e la nostra sicurezza.

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