Colpite dallo streaming illegale Sky, DAZN, Mediaset, Amazon Prime Video, Netflix, Paramount e Disney+
A pochi giorni dall’avvio dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina, le autorità italiane ed europee hanno messo a segno un duro colpo contro la pirateria audiovisiva. Con l’operazione “Switch Off”, la Polizia di Stato, sotto il coordinamento della Procura Distrettuale di Catania, ha smantellato una vasta infrastruttura informatica illegale dedicata alla diffusione in streaming non autorizzata di contenuti televisivi, compresi quelli legati ai grandi eventi sportivi internazionali.
L’operazione, condotta dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, ha avuto una dimensione chiaramente internazionale. Alle attività investigative hanno collaborato Eurojust, Europol e Interpol, con interventi simultanei in Italia, Regno Unito, Spagna, Kosovo, Romania, Canada, India, Corea del Sud ed Emirati Arabi Uniti. In totale, sono 31 le persone indagate.
Capitanio (Agcom): “Da lotta alla pirateria audiovisiva un tesoretto da 500 milioni di euro”
Proprio in questi giorni, il Commissario Agcom, Massimiliano Capitanio, commentava così sui social: “La lotta alla pirateria è prima di tutto una questione di legalità”.
Il post era relativo alla vicenda Cloudflare, ma è chiaro che riguarda l’intero mondo dell’audiovisivo e quindi anche i contenuti piratati relativi agli eventi sportivi.
“In nome della libertà di internet tolleriamo da anni violenze verbali e uso delle immagini paragonabili a stupri, frodi milionarie, scippi quotidiani, bagarinaggio e contraffazione a danno di utenti e imprese. Se proprio la legalità non interessa, suggerisco una riflessione sui numeri di questo cancro economico e culturale”, ha suggerito Capitanio.
“Le sanzioni per gli utenti dei servizi messi a disposizione dalle mafie del web (pezzotto, app contaminate da malware e pubblicità, link di ogni genere, chiavette trojan etc,) variano, in base alla legge 93 del 2023, da 150 a 1500 euro”, ha spiegato il commissario Agcom.
“Le operazioni di Guardia di Finanza e Polizia postale dimostrano che è possibile identificare gli utenti. Si sta facendo il possibile? Conti alla mano, c’è un tesoretto che, al ribasso, vale mezzo miliardo di euro. Senza calcolare il valore sociale e culturale di una robusta pennellata di legalità”, ha sottolineato Capitanio.
Una rete internazionale di IPTV illecite
Tornando all’operazione “Switch Off“, secondo quanto accertato dagli investigatori, la rete criminale aveva costruito un sistema altamente sofisticato di IPTV illegali, capace di captare e ridistribuire in tempo reale palinsesti televisivi e contenuti on demand protetti da diritto d’autore per il periodo della manifestazione sportiva (dal 6 al 22 febbraio 2026). I segnali provenivano dalle principali piattaforme legali, tra cui Sky, DAZN, Mediaset, Amazon Prime Video, Netflix, Paramount e Disney+, e venivano rivenduti a un prezzo estremamente competitivo: 10-12 euro al mese.
Andrea Duilio, Amministratore Delegato di Sky Italia, ha dichiarato: “Desidero ringraziare la Procura Distrettuale di Catania e la Polizia Postale per l’operazione “Switch Off”, che conferma ancora una volta come la pirateria sia parte integrante di sistemi di criminalità organizzata su scala internazionale. Questa indagine mostra chiaramente come gli utenti di questi servizi illegali, oltre a rischiare di essere individuati e sanzionati, alimentino business criminali e si espongano a pericoli di cybersicurezza di cui spesso non sono consapevoli”.
Dal punto di vista giuridico, le condotte contestate sono particolarmente gravi e articolate. Le accuse includono la diffusione illecita di palinsesti televisivi ad accesso condizionato, l’accesso abusivo a sistemi informatici, la frode informatica, l’intestazione fittizia di beni e il riciclaggio. Un quadro che evidenzia come la pirateria audiovisiva non sia più un fenomeno marginale, ma una vera e propria attività criminale strutturata, con ingenti profitti e ramificazioni globali.
Abodi: “I tifosi hanno un ruolo centrale nella lotta alla criminalità online“
“E’ stato fatto un ulteriore passo avanti nella lotta alla pirateria audiovisiva e all’economia criminale che si infiltra anche nello sport con varie e subdole modalità. Il successo dell’operazione ‘Switch off’ che ha permesso di smantellare una rete illegale a livello mondiale, ci dà ulteriore carica e fiducia per proseguire nell’impegno preso da questo Governo e portato avanti in collaborazione con il Parlamento“, ha dichiarato il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.
“Impegno condiviso che si inserisce nel più ampio percorso di rafforzamento della cooperazione internazionale e trova nell’Unione Europea una sede privilegiata di confronto e progressiva armonizzazione di strumenti e buone pratiche. Ribadisco, inoltre, che è fondamentale che nello sport i tifosi diventino consapevoli del ruolo centrale che possono ricoprire nella lotta a questa pratica criminale perché solo con l’impegno collettivo si può restituire allo sport la dignità che merita. Ringrazio la Polizia di Stato, la Procura di Catania e le autorità internazionali per i risultati raggiunti da questo blitz, particolarmente significativo a meno di dieci giorni dalle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, che ha coinvolto diversi paesi europei interpretando il quarto elemento del motto olimpico communiter, insieme, sulla capacità di collaborare per il bene comune”, conclude Abodi.
Azzi (Dazn): “Chi alimenta il mercato delle IPTV illegali finanzia un sistema criminale“
“L’operazione ‘Switch off’ mostra una realtà che il nostro settore conosce bene e che oggi, numeri alla mano, non si può più minimizzare“, ha dichiarato Stefano Azzi, Ceo di Dazn Italia. “Chi alimenta il mercato delle IPTV illegali non ‘aggira un abbonamento’: finanzia un sistema criminale sofisticato e globale, che ricicla denaro ed evade il fisco. Ringraziamo la Procura e la Polizia Postale di Catania, insieme a tutte le autorità italiane e internazionali coinvolte, per il lavoro svolto con determinazione. Consumare contenuti da piattaforme illegali non è un gesto immateriale: i rischi sono concreti e includono conseguenze penali, frodi e compromissione di dati personali e finanziari”, ha proseguito Azzi.
Nel nostro Paese bloccati 1000 rivenditori e oscurati 100 mila utenti finali, ma anche gruppi Telegram
I numeri dell’operazione sono significativi. In Italia è stata bloccata l’attività di circa mille rivenditori, con l’oscuramento di oltre 100 mila utenti finali sul territorio nazionale e milioni di utenti a livello mondiale. Sono state sequestrate tre delle più note piattaforme IPTV illegali italiane – iptvItalia, migliorIptv e DarkTv – insieme a numerosi gruppi Telegram utilizzati per la promozione e la vendita degli abbonamenti pirata.
Particolarmente rilevanti anche i sequestri tecnici. A Napoli è stata individuata una sim-farm con oltre 200 schede telefoniche, decine di smartphone e numerose carte di credito, strumenti essenziali per la gestione anonima dei flussi di pagamento e delle comunicazioni.
I profitti dello streaming illegale reinvestiti in criptovalute e altre attività criminali
In Romania, invece, è stata localizzata una piattaforma IPTV di dimensioni globali, proEuropaTV, che distribuiva contenuti attraverso sei server, ospitati sia in Romania sia in uno Stato africano. I proventi dell’attività illecita venivano in larga parte reinvestiti in criptovalute, a conferma della volontà di occultare le tracce finanziarie.
L’operazione “Switch Off” non è casuale nel suo tempismo. L’imminente inizio delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina rappresenta un momento di massima esposizione economica e mediatica per i detentori dei diritti televisivi. Proprio per questo, la tutela delle produzioni audiovisive e degli investimenti legati ai grandi eventi sportivi è diventata una priorità strategica per le forze dell’ordine e la magistratura.
Dal punto di vista investigativo e del diritto d’autore, l’intervento dimostra come il contrasto alla pirateria richieda oggi cooperazione internazionale, competenze tecnologiche avanzate e un approccio integrato tra repressione penale e tutela dei diritti. Un segnale chiaro: lo streaming illegale non è un reato “minore”, ma un fenomeno criminale che danneggia l’economia, il sistema culturale e, in occasione di eventi come Milano-Cortina, l’immagine stessa del Paese.
