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Streaming di eventi sportivi, in UK 3 miliardi di visualizzazioni illegali e crescono le minacce cyber

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Un trend in crescita che nel primo semestre 2025 già supera 1,6 miliardi di visualizzazioni pirata. Ma la criminalità online sfrutta lo streaming illegale anche per alimentare gioco d’azzardo e razziare i dati personali, diventando “minaccia sistemica”.

In Gran Bretagna esplode lo streaming illegale degli eventi sportivi e si allungano i tentacoli della criminalità digitale

Dietro l’entusiasmo che accompagna ogni mese milioni di tifosi britannici davanti alle partite della Premier League, soprattutto in un periodo cruciale come quello del calciomercato e dei cambi in panchina, si muove un’economia criminale parallela di proporzioni colossali, quella che più comunemente chiamiamo pirateria audiovisiva.

A fotografare questa realtà è la Campaign for Fairer Gambling (CFG), che ha appena pubblicato l’aggiornamento del suo “CFG GB National 2024 and 2025 First Half Report” sul mercato del gioco online in Gran Bretagna. L’analisi tecnica è stata realizzata da Yield Sec, piattaforma di intelligence sui mercati digitali recentemente acquisita da Gaming Compliance International (GCI).

Un sistema che non si limita a sottrarre valore allo sport e ai broadcaster, ma che alimenta un ecosistema illegale fatto di malware, furto di dati e promozione sistematica del gioco d’azzardo illegale.

Non solo streaming illegale che viola il diritto d’autore, ma anche enormi pericoli per la sicurezza informatica e dei dati personali

I numeri parlano da soli. Nel solo 2024, il pubblico britannico ha generato 3,1 miliardi di visualizzazioni illegali di streaming sportivo, ciascuna superiore ai 90 secondi (soglia che gli analisti definiscono come “committed view”, ovvero una fruizione consapevole e continuativa del contenuto).
Nei primi sei mesi del 2025, il fenomeno ha già raggiunto 1,6 miliardi di visualizzazioni, confermando una crescita che appare già preoccupante.

Il dato più allarmante riguarda però la natura di questi flussi. Secondo il report, l’89% delle visualizzazioni illegali di eventi sportivi in Gran Bretagna nel 2024 e nella prima metà del 2025 è riconducibile a infrastrutture criminali che veicolano una grande quantità di malware, spyware, keylogger e sistemi di furto di identità e dati personali.

In questo schema, le piattaforme media sono il bersaglio, mentre gli utenti, spesso inconsapevoli o comunque scarsamente informati, diventano il prodotto da sfruttare.

Dal punto di vista del copyright e della proprietà intellettuale, il danno è enorme.
Le principali leghe sportive e i broadcaster legittimi vengono sistematicamente depredati.
Tra i soggetti citati figurano la Premier League e colossi dell’intrattenimento come BBC, ITV, Sky, Apple, Amazon, Netflix, DAZN, UFC, WWE e Warner Bros. Discovery. Contenuti premium, protetti da diritti esclusivi e sostenuti da investimenti miliardari, vengono sottratti e redistribuiti su scala industriale, senza alcuna tutela né ritorno economico per i legittimi titolari.

Proprio la Premier League, uno dei campionati di calcio più seguiti e redditizi al mondo, ha avviato una nuova e significativa azione giudiziaria negli Stati Uniti contro Cloudflare per contrastare il fenomeno dello streaming illegale delle partite.
Una strada intrapresa anche in Italia, con l’Autorità garante per le comunicazioni (Agcom) che ha inflitto sempre a Cloudflare una multa da 14 milioni di euro per violazione della legge italiana antipirateria.

Il rapporto sempre più stretto tra pirateria audiovisiva e siti di giochi d’azzardo illegali. Nel mirino dei criminali i minori

Ma il cuore dell’inchiesta riguarda il legame sempre più stretto tra streaming illegale e gioco d’azzardo non autorizzato. Il report rivela che l’89% dei flussi illegali di eventi sportivi conteneva pubblicità di siti di gambling illegali o non autorizzati. Di fatto, il gioco d’azzardo illegale è diventato il principale “partner commerciale” del business criminale dello streaming pirata.

Questa connessione trasforma lo streaming pirata in una porta d’ingresso privilegiata per la diffusione del gambling illecito, con conseguenze particolarmente gravi. Finora, i bersagli principali di questi operatori erano gruppi vulnerabili come i minori e i giocatori auto-esclusi tramite il sistema GAMSTOP. Tuttavia, secondo CFG, il modello sta cambiando rapidamente.

Con l’entrata in vigore delle riforme del settore del gioco online previste per il 2026 e l’aumento continuo dei costi dei diritti sportivi premium, il mercato britannico rischia un effetto “fuoco sulla benzina”.

In Gran Bretagna la criminalità online diventa “minaccia sistemica”

Per sostenere il furto sistematico dei contenuti sportivi, la criminalità ha bisogno di monetizzare un pubblico sempre più vasto. Il risultato è uno spostamento strategico verso la platea mainstream, composta da milioni di tifosi che accedono agli streaming illegali per risparmiare o per aggirare restrizioni geografiche e di prezzo.

Il quadro che emerge è quello di una minaccia sistemica. Lo streaming illegale non è più solo una violazione del diritto d’autore, ma un reato economico complesso che danneggia l’industria creativa, mette a rischio la sicurezza digitale degli utenti e alimenta un mercato del gioco d’azzardo fuori da ogni controllo normativo.

Come sottolinea la Campaign for Fairer Gambling, quando il gioco illegale diventa il motore economico della pirateria sportiva, la spiegazione è semplice: il crimine genera profitti. E quei profitti crescono solo ampliando la base degli utenti coinvolti. Per questo, lo streaming illegale di eventi sportivi rappresenta oggi la più seria minaccia emergente non solo per gli utenti vulnerabili, ma per l’intero pubblico britannico.

Un problema di ordine pubblico, di tutela dei diritti e di sicurezza digitale che, se non affrontato con decisione, rischia di ridisegnare il mercato dello sport e dell’intrattenimento in Gran Bretagna sotto il segno dell’illegalità.

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