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Startup innovative, danno lavoro a 35 mila persone in Italia

L’anno passato si è chiuso bene per l’ecosistema startup nazionale, con 7.745 società iscritte al Registro delle imprese innovative, 382 in più rispetto al trimestre precedente. Sono questi i primi dati che emergono dal Rapporto sulle startup innovative relativo al quarto trimestre 2016 elaborato dalla Direzione generale per la Politica Industriale del Ministero dello Sviluppo Economico e da InfoCamere, la società informatica del sistema camerale, in collaborazione con UnionCamere, l’Unione italiana delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

Gli addetti sono complessivamente più di 35.000, con un incremento del 44,8% sull’anno precedente.

Nel dettaglio, il numero complessivo di soci delle startup innovative è pari a 27.003, 1.381 in più rispetto a fine settembre. A questi si devono aggiungere 9.169 addetti (+127) impiegati nelle 2.698 startup innovative con almeno un dipendente, il 42,4% del totale.

A livello territoriale, la Lombardia si conferma essere la regione in cui è localizzato il maggior numero di startup innovative: 1.516, pari al 22,5% del totale nazionale. Milano, in particolare, diventa la prima provincia italiana a superare il tetto delle 1.000 startup (1.040).

Ci sono poi l’Emilia Romagna, con 770 (11,4%), il Lazio con 662 (9,8%), il Veneto con 539 (8%) e la Campania, prima regione del Mezzogiorno, con 431 startup innovative (6,4%). La regione con la più elevata incidenza di startup innovative in rapporto alle società di capitali presenti è però il Trentino-Alto Adige (1,07%). Continua a crescere il dato delle Marche (0,81%); anche Emilia-Romagna (0,69%) e il Friuli Venezia-Giulia (0,67%) presentano un’incidenza nettamente superiore al dato nazionale, pari allo 0,42%.

Un patrimonio di conoscenze, competenze ed esperienze su cui però bisogna investire e a livello politico crederci. Nella Legge di bilancio 2017 sono stati previsti una serie di incentivi fiscali che in teoria dovrebbero spronare gli investitori ad agire, tra cui le detrazioni Irpef al 30% per 3 anni.

Per quanto riguarda “Il Fondo Centrale di Garanzia a favore delle startup e delle PMI innovative”, l’importo totale dei finanziamenti erogati non arriva a 420 milioni di euro.

Sempre per il Fondo di garanzia, l’anno passato, con un incremento dell’11,6% sul 2015, le domande accolte hanno raggiunto quota 114.487, confermando il ruolo centrale della garanzia pubblica per l’accesso al credito delle piccole e medie imprese.

L’intervento gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico ha infatti consentito a banche e intermediari finanziari di concedere finanziamenti per 16,7 miliardi di euro, con un aumento dell’11,4% sull’anno precedente, garantendo un importo complessivo pari a 11,6 miliardi, in crescita del 13,8% rispetto al 2015.

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