Digital single market

Spettro radio, le Telco chiamano (ancora) la Ue. ‘Questione cruciale, ripensare la riforma’

Lettera aperta di nove fra i maggiori operatori europei in vista della discussione nella Ue di riforma dello spettro radio. Domani a Tallin il Consiglio informale dei ministri delle Tlc.

di Paolo Anastasio | @PaoloAnastasio1 |

Lettera aperta di nove primari gruppi Tlc europei (Kpn, Deutsche Telekom, Telenor Group, Telefonica, Tim, Telekom Austria, Vodafone, Orange, Telia) per esprimere ancora una volta preoccupazione sulla piega presa dal dibattito Ue in relazione alla riforma dello spettro radio, uno dei punti fondamentali del nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche in discussione a Bruxelles.

Non è la prima volta che gli operatori, insieme con la Gsma, esprimono perplessità sulla riforma in gestazione del quadro regolatorio delle Tlc.

 

“La riforma delle attuali regole dello spettro è di importanza capitale – si legge nella lettera – Creare il giusto quadro normativo in Europa è fondamentale per lo sviluppo di un autentico Digital Single Market”.

Non riuscire a creare un quadro di regole ben funzionante, in grado di stimolare gli investimenti, rischia di soffocare l’innovazione, la crescita e lo sviluppo per “i prossimi decenni – si legge – Tutto ciò avrà conseguenze non soltanto per la industry delle Tlc ma anche per tutti i settori adiacenti che sempre più contano sulla connettività e l’innovazione”.

Secondo le telco, l’Europa si trova ad un bivio con l’opportunità di trovarsi nel gruppetto dei leader mondiali nello sviluppo del 5G.

Insomma, un appello forte, l’ennesimo, alle istituzioni europee in vista del Consiglio Europeo informale dei ministri delle Tlc che si terrà domani a Tallin.

Una volta adottata dal Comitato ITRE (Industry, Research and Energy) si prevede che la bozza del nuovo Codice europeo delle comunicazioni elettroniche andrà al voto al Parlamento Europeo entro fine anno.

In sintesi, le priorità delle telco sono note:

  • La necessità di fissare paletti chiari sui futuri diritti d’uso delle frequenze, con durata minima delle licenze a 25 anni e forti presupposti per il rinnovo.
  • Un chiaro ed efficace meccanismo fi revisione per stimolare la condivisione delle best practice europee in tema di assegnazione e procedure.
  • La capacità di competere, innovare e differenziarsi tramite pratiche diffuse di condivisione volontaria dello spettro.
  • Una struttura di compensazioni che rifletta l’uso efficiente ed efficace dello spettro e gli impegni di copertura.

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