European Space Conference

Spazio, Aschbacher (Esa): “Raggiungimento autonomia è urgenza per l’Europa”

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“Tutte le risorse e le reti spaziali possono essere degli obiettivi, indipendentemente dal fatto che siano istituzionali o militari, civili o commerciali”, ha detto il direttore generale dell’Esa alla European Space Conference.

Spazio, Difesa e autonomia pilastri strategici dell’autonomia europea. L’intervento del direttore generale Esa Aschbacher

Non stiamo più discutendo dell’autonomia come di qualcosa a cui aspiriamo, come di un obiettivo auspicabile; no, è il raggiungimento dell’autonomia che oggi rappresenta una necessità urgente per l’Europa”.

Alla European Space Conference di Bruxelles, il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), Josef Aschbacher, ha pronunciato un discorso che sottolinea la nuova postura europea sullo Spazio. Non più solo cooperazione scientifica e sviluppo industriale, ma sicurezza, difesa e resilienza come pilastri strategici dell’autonomia europea.

Il messaggio è chiaro e diretto: “Non stiamo più discutendo dell’autonomia come di qualcosa a cui aspiriamo, come di un obiettivo auspicabile; è il raggiungimento dell’autonomia che oggi rappresenta una necessità urgente per l’Europa”. Una frase che sintetizza il nuovo contesto geopolitico e il ruolo sempre più centrale dello spazio nella sicurezza del continente.

Il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), Josef Aschbacher

Lo Spazio come primo dominio di conflitto

Aschbacher non ha usato giri di parole nel descrivere la natura dei conflitti contemporanei.
Sappiamo che lo Spazio sarebbe il primo dominio ad essere colpito, come abbiamo visto quando la Russia ha invaso l’Ucraina, iniziando già prima dell’invasione con l’attacco a Viasat”, ha detto Aschbacher.

Costruire resilienza nello Spazio, infatti – ha precisato il direttore generale Esa – significa costruire deterrenza nello Spazio”.

Il direttore generale dell’ESA ha sottolineato come oggi tutte le infrastrutture spaziali siano potenziali bersagli, senza distinzione: “Tutte le risorse e le reti spaziali saranno obiettivi, indipendentemente dal fatto che siano istituzionali o militari, civili o commerciali”. Una consapevolezza che impone un cambio di mentalità anche per l’industria e gli operatori privati.

Resilienza come strumento di deterrenza

Nel nuovo lessico strategico europeo, la parola chiave è resilienza. Non solo capacità di resistere agli attacchi, ma anche di scoraggiarli. “Costruire resilienza nello spazio significa costruire deterrenza nello spazio”, ha affermato Aschbacher, collegando direttamente l’architettura dei sistemi spaziali alla stabilità geopolitica.

È in questo quadro che si inserisce il programma European Resilience from Space (ERS), finanziato dagli Stati membri con circa 1,3 miliardi di euro durante la Ministeriale ESA di Brema (CM25). Un “sistema di sistemi” che integra connettività sicura, posizionamento e navigazione in orbita bassa (LEO-PNT) e osservazione della Terra, pensato esplicitamente per rafforzare la sicurezza europea.

L’ESA come attore di sicurezza

Uno degli elementi più significativi del discorso riguarda il ruolo stesso dell’Agenzia. Per la prima volta, il mandato dell’ESA include in modo esplicito sicurezza e difesa, come riconosciuto formalmente dagli Stati membri. “L’ESA dispone del quadro regolatorio e ingegneristico per rispondere alle esigenze di difesa degli Stati membri”, ha spiegato Aschbacher.

Questa fiducia si riflette anche nei bilanci: una quota crescente dei contributi nazionali all’ESA proviene dai ministeri della Difesa. Un segnale che conferma lo spazio come infrastruttura critica, al pari di energia e telecomunicazioni.

Lo Spazio in dialogo con la Difesa

La trasformazione non riguarda solo i programmi, ma anche l’organizzazione interna dell’Agenzia. “Nel corso di questa fase, l’ESA apporterà i necessari adeguamenti interni che ci consentiranno di rafforzare ulteriormente la fiducia con le comunità della difesa”, ha dichiarato il direttore generale.

L’obiettivo è rendere l’ESA un interlocutore sempre più credibile per forze armate, decisori politici e Unione europea, in vista della prossima Ministeriale del 2028 e del nuovo Quadro finanziario pluriennale UE.

Verso uno Space Shield europeo

Guardando al futuro, Aschbacher ha indicato le priorità immediate: proteggere e sviluppare Galileo e Copernicus, sostenere l’implementazione di IRIS², e contribuire alla preparazione dello European Space Shield, annunciato dalla Commissione europea.

La direzione è tracciata: lo Spazio non è più solo un moltiplicatore economico e tecnologico, ma una componente strutturale della sovranità europea. E l’ESA, ha concluso Aschbacher, è pronta a raccogliere questa responsabilità: “Gli Stati membri ci hanno rinnovato la loro fiducia. L’ESA, come sempre, manterrà gli impegni”.

Sul tema del rafforzamento delle infrastrutture spaziali e difensive, dallo stesso palco, Andrius Kubilius, Commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, aveva annunciato: “abbiamo avviato le operazioni di Govsatcom. Questo significa che tutti gli Stati membri possono ora avere accesso a comunicazioni satellitari sovraneMilitari e governative”.
Comunicazioni satellitari “sicure e criptate”, ha dichiarato Kubilius nel suo discorso alla European Space Conference, ma soprattutto “costruite in Europa” e “sotto controllo europeo”.

In più, ha continuato Kubilius, è previsto un potenziamento della connettività satellitare che andrà oltre l’Unione nel 2027, grazie ad un ampliamento di banda: “Per coprire il mondo intero, tramite l’acquisto di nuova capacità da partner commerciali con ulteriori livelli di sicurezza”.

Teodoro Valente, Presidente dell’Agenzia spaziale italiana

Valente (Asi): “Italia allineata alle strategie Esa con diversi programmi nazionali

Alla European Space Conference ha partecipato anche il Presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), Teodoro Valente, confrontandosi con le prime agenzie spaziali europee sulla definizione delle strategie di cooperazioni in ambito ESA, di Unione europea e in campo internazionale, oltre che del ruolo e posizionamento di ciascuno a livello nazionale, anche alla luce delle decisioni del recente Consiglio ministeriale di European Space Agency – ESA dello scorso novembre.

“Come Italia abbiamo una chiara strategia nei programmi spaziali nazionali, europei e bilaterali in pieno allineamento con gli indirizzi di Governo e le valutazioni del COMINT. Tra i programmi nazionali certamente IRIDE, con la sua capacità di essere un sistema in grado di potersi collegare per interagire con dati derivanti da altri sistemi di Osservazione della Terra. È una costellazione di costellazioni che permetterà anche di fornire supporto alle necessità di monitoraggio del Pianeta non solo al nostro Paese ma anche ai nostri partner. Già con attuali 15 satelliti, che diverranno più di 60 al completamento, siamo in grado di mostrare la via italiana allo sviluppo di nuove tecnologie avanzate”, ha detto Valente.

IRIDE ha un’architettura innovativa che porta più tipologie di sensori permettono di osservare la Terra con elevato tempo di rivista, necessario per analisi e risposte tempestive. A ciò – ha continuato Valente – si aggiungono diverse altre iniziative, tra cui, la Demo Mission sui Servizi in Orbita (IoS), il tema delle comunicazioni satellitari sicure e la costellazione COSMO-SkyMed di seconda generazione che ha visto il lancio del satellite FM3 all’inizio del 2026. Solo alcuni esempi aggiuntivi, non esaustivi, che evidenziano ancora una volta ruolo, competenze e postura del sistema Made in Italy dello Spazio”.

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