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SosTech. Apple, tutte le novità software per la telefonia mobile

Nell’appena conclusa WWDC (Worldwide developers conference) tenutasi a San Jose, in California, Apple ha fatto vedere quali saranno i sistemi operativi nel futuro della Mela.

di Giordano Rodda |

Rubrica settimanale SosTech, frutto della collaborazione tra Key4biz e SosTariffe. Per consultare gli articoli precedenti, clicca qui.

Per una compagnia abituata a puntare sull’innovazione, piuttosto che seguire quello che fanno gli altri, gli appuntamenti riservati agli sviluppatori, ai creativi e più in genere a chi si occupa di mettere le idee – e il software – anche se non rubano l’occhio con presentazioni di nuovi dispositivi possono far intuire i prossimi cambiamenti all’interno non solo della singola società, ma di tutto il suo settore di riferimento.

 

È il caso di Apple, che nell’appena conclusa WWDC (Worldwide developers conference) tenutasi a San Jose, in California, ha fatto vedere quali saranno i sistemi operativi nel futuro della Mela e allo stesso tempo ha fornito materiale sul quale programmatori da tutto il mondo potranno basarsi per le loro app. E non sono pochi: con un’apertura senza precedenti, l’App Store di Cupertino può vantare ormai ben 20 milioni di sviluppatori sparsi per il pianeta, ai quali Apple ha corrisposto la bellezza di 100 miliardi di dollari (guadagnandone molti, molti di più, ça va sans dire). E mezzo miliardo di persone visita il negozio virtuale ogni settimana, per scaricare aggiornamenti o per vedere se c’è qualcosa di nuovo. Più dell’intera popolazione degli Stati Uniti.

 

 

I nuovi OS per mobile, computer e accessori

 

A fare la parte del leone sono stati appunto i sistemi operativi dei dispositivi di Apple: da una parte iOS 12, che sarà il cuore e il cervello degli iPhone e degli iPad, dall’altra macOS Mojave, per i computer come il MacBook e l’iMac. E poi, solo apparentemente minori, watchOS 5 e tvOS12, destinati all’Apple Watch e all’Apple TV.

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Ma soprattutto la grande attesa era per iOS: anche con le sue innovazioni più frivole. Da una parte, Apple continua a flirtare con la comunicazione visuale, forse un po’ infantile ma molto efficace e soprattutto adorata da un’ampia fascia di popolazione, figlia di Snapchat e di Instagram, delle emoji e dei filtri con orecchie e muso da cane che popolano i volti di milioni di influencer o semplici maniaci del selfie. E, dopo gli Animoji lanciati con l’iPhone X, lo fa con le Memoji, faccine-avatar personalizzabili per assomigliare all’utente, una perfetta sintesi dei principi su cui si basa Internet oggi: un mix di entusiasmo, voglia di protagonismo e bonaria immaturità.

 

 

Una realtà aumentata più libera

 

Ma le cose più interessanti sono ovviamente altre. A partire dalle novità per ARKit, la suite di strumenti per la realtà aumentata, che arriva alla sua seconda versione, molto più aperta, con ARKit 2: in più ci sarà il riconoscimento degli oggetti in 3D, il tracciamento dei punti di riferimento, la possibilità di esperienze condivise in multiplayer, oltre a un rendering molto più realistico e a un tracciamento del volto migliorato.

 

Impressionante la dimostrazione con i Lego, sempre in linea con l’atmosfera scanzonata ormai impadronitasi dei keynote Apple (e non solo) ma capace di mostrarci come l’integrazione tra il mondo virtuale e quello fisico sarà sempre più forte in futuro. Esempio pratico: proprio in questi giorni fa il suo esordio il primo kit per la realtà aumentata destinato ai designer, LF1, creato dalla Lightform Inc di San Francisco e in grado di trasformare il mondo intero in una tavolozza per creativi, senza necessità di utilizzare visori: le immagini vengono sovrapposte a oggetti reali in maniera sorprendente, e d’ora in poi sarà possibile guardare una vetrina con tutte le possibili condizioni atmosferiche, dalla giornata di sole al temporale, oppure cambiare i quadri del proprio salotto con due tap sul proprio smartphone. Un nuovo modo di comunicare, per il cui sviluppo Apple e Google hanno già investito molto.

 

Il pericolo nomofobia

 

Ma, come ben sappiamo, ci sono anche dei risvolti non proprio positivi nell’utilizzo continuo dello smartphone, espansione del nostro corpo. Per un centinaio di euro o poco più si trovano dispositivi in grado di far impallidire i top di gamma di un paio d’anni fa, e i prezzi sempre più bassi della telefonia mobile (su SosTariffe.it sono sempre a disposizione le opportunità più convenienti) rendono possibile a tutti collegarsi alla Rete e comunicare praticamente senza limiti.

 

Un recente incontro con i rappresentanti degli oltre 600 servizi per le dipendenze gestite dai Centri Fict (Federazione italiana comunità terapeutica) ha messo in luce come ormai ben 7 italiani su 10 siano dipendenti dallo smartphone, con una vera e propria ossessione. La cosiddetta nomofobia è una realtà diffusa (alzi la mano chi non conosce qualcuno che davvero non è in grado di rimanere per più di qualche minuto senza controllare le notifiche), e anche in questo senso Apple è voluta intervenire.

 

Arrivano i limiti (per bambini e adulti)

 

La nuova funzionalità di iOS 12, Screen Time, tiene infatti traccia del tempo utilizzato con il proprio iPhone, nonché con ogni singola applicazione. Ed è possibile anche impostare un limite con App Limits, in modo da non trascorrere troppo tempo a passare da una foto all’altra su Instagram o a chattare su WhatsApp, con conseguenze disastrose sulla propria produttività e vita sociale o di relazione. Arriverà un avviso 5 minuti prima della scadenza e sarà possibile prorogare, ma si tratterà comunque di un rinvio conscio, un po’ come lo “snooze” della sveglia.

 

La funzione, poi, è particolarmente utile per le famiglie con bambini, sempre più in grado di scegliersi da soli i cartoni animati da vedere su YouTube o su Netflix ancora prima di camminare: sarà infatti possibile programmare un intervallo di tempo durante il quale non sarà possibile usare iPhone o iPad, tranne eccezioni stabilite dai genitori (ad esempio, Telefono o iBooks). Le notifiche, vero supplizio di Tantalo del nomofobo di ogni età, non potranno essere visualizzate.

 

Per quanto riguarda i rischi di un uso eccessivo del proprio smartphone, nessuno può dirsi davvero innocente: lo stesso Tim Cook ha riconosciuto che quando ha raccolto i primi dati sul suo uso personale dell’iPhone si è reso conto –  parole sue – che vi trascorreva molto più tempo del dovuto. Riesce francamente difficile pensare che il CEO di una delle più grandi compagnie informatiche al mondo – soprattutto quando noto per la sua quasi proverbiale sobrietà – si trastulli con passatempi ludici su telefonino o possa fare a meno di comunicare costantemente con i suoi dipendenti, ma di certo la via per un uso più controllato del dispositivo è tracciata, e Apple sembra avere tutte le intenzioni di seguirla.

 

Fonti:

https://www.theverge.com/2018/6/4/17414386/ios-12-announced-features-release-date-apple-wwdc-2018

https://agensir.it/quotidiano/2018/6/4/dipendenze-fict-7-italiani-su-10-ossessionati-dallo-smartphone-nel-gioco-dazzardo-aumentano-gli-stranieri/

https://mobilemarketingmagazine.com/5m-apps-app-store-2020

https://www.androidpolice.com/2018/04/05/interesting-stats-google-play-store-vs-apple-app-store-apps-development/

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