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SosTech. Acquistare online, alla ricerca del consumatore digitale

Il tablet e lo smartphone dominano sempre più gli acquisti, anche in Italia, e un sapiente mix tra verifica fisica e shopping online sta cambiando le nostre abitudini. Facendo reagire di conseguenza chi vende.

di Giordano Rodda |

Rubrica settimanale SosTech, frutto della collaborazione tra Key4biz e SosTariffe. Per consultare gli articoli precedenti, clicca qui.

Dura la vita per i negozi tradizionali. Anni passati a renderli confortevoli e accoglienti, a scegliere la disposizione dei prodotti secondo le più recenti teorie di psicologia del consumatore. Tutto per niente: i “clienti” arrivano, provano vestiti e testano cellulari, e poi arrivederci e grazie. Anche se il prodotto li soddisfa: perché acquistarlo direttamente in negozio o al centro commerciale, se in Rete si trova con lo sconto e consegnato (magari con le spese di spedizione gratuite) sulla porta di casa?

Una procedura che ormai è diventata standard per milioni di italiani, e che, se non altro, lascia ai commercianti la possibilità che la differenza di prezzo non sia così marcata e che quindi il cliente decida per l’acquisto diretto. Laddove invece un articolo è self-explanatory, cioè non è richiesta una prova di persona – un libro, un disco, un gioco, il ricambio di un prodotto già posseduto – allora non è neppure il caso di prendersi la briga di uscire di casa.

 

Il rapporto del Censis: tornano a crescere i consumi

Dati che testimoniano un mix tra prova fisica e acquisto online arrivano anche dall’ultimo rapporto del Censis, “Lo sviluppo italiano e il ruolo sociale della distribuzione moderna organizzata”. Lasciata alla spalle la crisi economica, almeno in buona parte, i consumi tornano finalmente a crescere, facendo registrare il più alto incremento dal 1999 sul trimestre precedente per quanto riguarda il primo del 2017 (+1,9%). Buono anche l’incremento annuo, del +2,6% (il più alto dal 2011).

L’ordalia dei mutui subprime, però, ha lasciato il segno. Perché se da una parte i soldi a disposizione degli italiani diminuivano, dall’altro la tecnologia nella grande, media e piccola distribuzione faceva passi da gigante: Amazon era una cosa per pochi una decina d’anni fa, ma ora è usato senza difficoltà da qualsiasi genere di utente e si trovano sempre più prodotti e beni, con la possibilità di fare la spesa, provare virtualmente i vestiti (per eliminare il rischio di perdere anche un solo cliente, indeciso sull’acquisto finché non fa la prova di persona) e avere il pacco in casa a poche ore dall’ordine.

Un’evoluzione che non riguarda solo Amazon, ovviamente, visto che anche Zalando, Yoox e gli altri giganti dell’e-commerce continuano a rendere più competitiva e concorrenziale la loro offerta digitale, ad esempio offrendo il rimborso gratuito e il cambio di un indumento della misura sbagliata senza che il cliente debba spendere un euro di più.

Proprio per quanto riguarda l’abbigliamento, tutte le grandi case ormai – da quelle più prestigiose alle low-cost – propongono una simmetria quasi perfetta tra le offerte in rete e quelle in negozio, molto spesso anche con gli stessi sconti. Perché se è vero che la comodità dell’acquisto digitale è innegabile, allo stesso modo la concorrenza è spietata, visto che non entrano in gioco fattori come la maggiore o la minore vicinanza del punto vendita, le possibilità di parcheggio e tutto ciò che ci fa preferire un negozio fisico a un altro a prescindere dall’offerta.

 

Il “nuovo” consumatore italiano

In ogni caso il consumatore italiano – secondo il Censis – ha saputo cogliere queste opportunità, sfruttando Internet, sempre più economico (su SosTariffe.it ci sono sempre le migliori opportunità per fibra ottica e ADSL da scegliere), sia per gli acquisti che per reperire informazioni. Gli italiani maggiorenni che nell’ultimo anno hanno letto giudizi sui vari prodotti grazie ai social network o i blog, per non parlare dei video degli influencer, sono ben 31,7 milioni, la maggioranza, quasi 11 milioni dei quali come pratica regolare.

E poi c’è il passaparola, ormai una vera e propria droga per chi vuole rilasciare giudizi, pareri e recensioni, un po’ per aiutare gli altri utenti un po’ per manifestare la propria soddisfazione o togliersi qualche sassolino dalla scarpa (Tripadvisor insegna): 20,4 milioni di italiani pubblicano post sui siti web, sui social network e in genere in Rete con i loro pareri personali.

Il cartaceo continua ad essere uno strumento fondamentale per le promozioni (quasi 47 milioni di abitanti sono venuti a conoscenza di offerte speciali grazie ai tradizionali volantini) ma segue a poca distanza l’informazione via app (26,7 milioni).

Guardo in negozio, compro da casa

Per quanto riguarda le modalità d’acquisto a cui si accennava poco fa, i consumatori che hanno visto o verificato un prodotto in un negozio fisico per poi acquistarlo sul web sono quasi la metà, 30,5 milioni; 8,8 milioni lo fanno regolarmente. 19,6 milioni, invece, hanno ordinato prodotti via web per poi ritirarli presso il punto vendita (scelta molto apprezzata quando le spese di spedizione sono troppo elevate, ad esempio per gli elettrodomestici più luminosi). Infine la spesa: chi ha abbandonato la schiavitù del carrello e della lista scarabocchiata su un foglio, scegliendo invece di farsi recapitare tutto direttamente a casa, fa parte di una comunità di 14,4 milioni di persone, rapidissime nell’ordinare con il telefono o via web.

Dall’altra parte, chi ha scelto lo shopping “classico”: 46,6 milioni di italiani. Insomma, l’online, per ora, non minaccia di soppiantare l’acquisto tradizionale, ma è un fattore sempre più cruciale nel dettare le abitudini e le modalità con cui compriamo ciò che ci serve (o, naturalmente, che non ci serve: l’appena concluso Prime Day di Amazon ha messo in vendita alcuni degli oggetti più bizzarri mai visti, e c’è da scommetterci che siano stati comunque venduti).

La ricerca di Zalando

Anche Zalando ha pubblicato una sua ricerca, eseguita su un panel di 1.000 consumatori che acquistano in rete e con i dispositivi mobili. Se il 56% degli italiani preferisce ritagliarsi del tempo apposta per lo shopping, il 32% acquista senza problemi da tablet oppure da smartphone, tra un impegno e l’altro, grazie a interfacce fulminee che rendono l’ordine possibile ancora prima che sia scattata la soglia di ripensamento per l’acquisto impulsivo (che comunque non sembra predominante).

Secondo Zalando, le funzioni più apprezzate in un’app di shopping moda sono, nell’ordine, una ricerca semplice ed efficace, una descrizione del prodotto utile ed esaustiva e un check-out facile e intuitivo. Secondo il Country Manager di Zalando per l’Italia, Giuseppe Tamola, “quasi il 70% degli accessi a Zalando viene effettuato da dispositivi mobili per cui riteniamo sia molto importante offrire un’esperienza mobile sempre più vicina alle esigenze degli utenti. I clienti italiani, tra gli europei, sono quelli che accedono maggiormente da dispositivi mobile e i nostri dati interni confermano quanto emerso dalla nostra ricerca”. Italiani, brava gente con lo smartphone in mano.

 

Fonti: http://www.censis.it/7?shadow_comunicato_stampa=121126

https://corporate.zalando.it/it/italiani-pazzi-lo-shopping-online-il-93-acquista-anche-altre-persone-e-il-75-ha-convinto-qualcuno-provare

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