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Scuola digitale: pc e tablet col contagocce in classe

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Mentre il Miur annuncia la banda larga in tutte le scuole entro il 2020, Pc e tablet restano una presenza più unica che rara nelle scuole italiane di I e II grado. E’ questa la fotografia scattata dalla Corte dei Conti nella sua relazione sullo “Stato di attuazione del Piano per la dematerializzazione delle procedure amministrative in materia di istruzione, università e ricerca e dei rapporti con le comunità dei docenti, del personale degli studenti e delle famiglie”.

Il piano di dematerializzazione è stato avviato nel 2012 dall’allora ministro Francesco Profumo (Governo Monti) e rimasto indietro con i suoi successori Maria Grazia Carrozza (Governo Letta) e Stefania Giannini attuale titolare del dicastero.

Dematerializzazione in ritardo

E visti i numeri sarà forse il caso che il Miur riveda quindi la sua agenda, inserendo computer e tavolette nella dotazione informatica dei ragazzi, inserendo strumenti di uso quotidiano nel menù didattico.

L’attuazione del piano, sottolinea la Corte dei Conti, ha accumulato una serie di ritardi rispetto ai tempi programmati, che prevedevano scadenze ben precise comprese fra il novembre 2012 e il febbraio 2013.

Ritardi che secondo il Miur sono ascrivibili in parte alla necessità di adeguare i sistemi alle modifiche normative sopraggiunte e in parte dall’interruzione della collaborazione con il Consorzio universitario Cineca, determinata dall’incertezza del suo status di società in house del Ministero.

Pc e tablet col contagocce in aula

Fatto sta che oggi come oggi su un totale di 178.375 aule scolastiche nelle scuole secondarie di I e II grado sul territorio nazionale, appena 12.841 sono equipaggiate con un pc (pari al 7%) e 3.897 con almeno un tablet (2,19%).

Davvero una miseria, la dotazione informatica nelle scuole, dove a supplire ci pensano quasi sempre le famiglie. E’ anche vero che un recente report dell’Ocse sostiene che l’uso del pc a scuola non aiuta ad imparare se non usato in maniera corretta, vale a dire in modalità interattiva.

Detto questo, visto che pc e tablet sono gli strumenti informatici di domani, sarebbe certamente il caso di introdurne a sufficienza nelle classi, a meno che gli insegnanti non temano di doversi rivolgere agli alunni nativi digitali per capire come usarli. Ed è questo anche l’auspicio della Corte dei Conti, che raccomanda inoltre di assicurare l’uniformità del processo di dematerializzazione e di informatizzazione fra tutte le scuole del territorio nazionale, ciò avendo anche rilevato la riduzione delle spese postali, di consumo di carta e per i locali destinati ad archivio realizzata grazie al processo di dematerializzazione documentale”.

Cosa va: iscrizioni e registro di classe online

Altri progetti che, al contrario, sono decollati in questi anni sono il sistema di iscrizione online (pari al 98,9% delle iscrizioni nel 2014-2015), il registro di classe online (adottato dal 69% delle classi nell’anno scolastico 2014-2015), il registro elettronico del docente usato nel 74% degli istituti (ma con distribuzione geografica non uniforme).

L’adozione della pagella online, invece, non è disponibile perché il Miur non ha rilasciato dati pur avendo messo a disposizione delle scuole l’apposita piattaforma informatica.

Altri capitoli del piano, fra cui l’archivio virtuale, il fascicolo elettronico degli alunni e la scrivania virtuale semplificata, restano al palo.

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