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Roma semplice: il programma della Giunta Raggi? Un elenco che non dice come fare

Premessa. La Giunta di Roma Capitale con la decisione n.2 del 21 luglio 2016 ha definito “Le linee programmatiche 2016-2021 per il Governo di Roma Capitale” (Link alla delibera in PDF). Nella campagna elettorale abbiamo monitorato e valutato i diversi programmi elettorali presentati dai candidati (vedi ‘Elezioni a Roma. I programmi? Una lista di impegni senza tempi, costi, trasparenza e innovazione’ e anche ‘Roma 2016. Il primo dossier dei candidati sindaci: burocrazia e dirigenza digitali’).

Le linee programmatiche riprendono in buona parte il programma elettorale (vedi Roma Digitale? eGovernance, la svolta obbligata per Virginia Raggi), i 14 punti della delibera costituiscono la “summa” delle cose da fare.

I diversi punti sono articolati in tre parti: situazione attuale; gli obiettivi; azioni prioritarie. La delibera è un insieme di cose da fare, elencate minutamente, senza una pianificazione esecutiva e senza riferimenti alle risorse economiche da mettere in campo rispetto ai diversi punti del programma. Durante la campagna elettorale ci siamo occupati di alcuni aspetti particolarmente rilevanti (a nostro avviso); senza la soluzione di alcuni problemi di fondo diventa difficile la rinascita di Roma Capitale. Gli aspetti che abbiamo analizzato sono stati: il nuovo modello di governance e di gestione da definire rispetto alla Amministrazione capitolina e i Municipi; i processi integrati di semplificazione e di digitalizzazione considerati come “strategici”; le risorse umane.

Della delibera n.2/2016 prenderemo in esame in particolare i punti 8 (Roma semplice) e 13 (Risorse umane).

  1. Nuovi modelli di Governo e di gestione.

E’ necessario definire nuovi modelli di governo e di gestione se si vuole avviare un processo di “rinascita” istituzionale, sociale, culturale e politica. Nella delibera i nuovi modelli non sono stati definiti ma sono stati indicati gli elementi di base del modello: il cittadino al centro dell’azione politica ed amministrativa, semplificazione, trasparenza, amministrazione digitale, competenze, il ruolo della burocrazia.

Per definire il nuovo modello di governo e di gestione sicuramente sarà necessario iniziare da una rivisitazione dello statuto (vedi PAdigitale. Osservatorio dei candidati sindaci per Roma 2016: serve un nuovo Statuto che non ignori il digitale). Lo statuto di Roma Capitale non è in linea con alcuni aspetti programmatici, non è moderno, non è adeguato per una burocrazia nella società dell’informazione.

Senza la modifica dello statuto diventa difficile definire un nuovo modello di governo capitolino.

Questo tema resta ai margini delle linee programmatiche. Come non ci sono elementi più strettamente correlati al modello di Municipio che si intende attivare. Certamente siamo di fronte alle linee programmatiche e non si può pretendere da subito una visione completa di tutti gli aspetti. Ma senza modifica di Statuto e senza un nuovo modello organizzativo si rischia di non sostenere le stesse linee programmatiche nella fase esecutiva.

Restiamo quindi in attesa di indicazioni in merito.

  1. Roma semplice

Roma semplice è il punto 8 della delibera.   I cittadini si aspettano che Roma Capitale attui un cambio di passo nella qualità, efficacia ed economicità dei servizi. Le aspettative sono elevate e lo stato attuale è critico: servizi spesso inadeguati, costi elevati, macchina comunale lenta nelle risposte.
Le tecnologie e i servizi digitali sono una leva essenziale per affrontare queste criticità: permettono di ottimizzare e innovare il funzionamento della macchina pubblica e di cambiare anche in modo radicale il rapporto tra istituzioni e territorio. Il programma di governo di Roma Capitale in tema di innovazione digitale,
open government e semplificazione costituisce uno dei principali strumenti di trasformazione complessiva dell’Amministrazione ed è leva insostituibile per incidere sulle criticità esistenti” (pag. 24).

L’incipit è corretto sotto il profilo normativo ed istituzionale. Il punto nodale è la “semplificazione” senza la quale non si diventa trasparenti fino in fondo, la burocrazia non esce fuori dalla opacità e non si garantisce un’azione amministrativa di qualità. Nel punto 8 non rileviamo ancora come si procederà verso la semplificazione dei processi amministrativi, con quali azioni specifiche, secondo un preciso cronoprogramma.  Roma semplice significa Roma amministrativa semplificata: è il primo programma da avviare concretamente perché richiede forte impegno e tempi certi.

3. Open Government

 

Le azioni prioritarie da attivare per l’open government (punto 8.1) sono:

  1. pubblicazione degli incontri con portatori di interessi in un’agenda pubblica;
  2. istituzione di un registro dei rappresentanti degli interessi;
  3. istituzione dell’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati, in formato accessibile e aperto;
  4. pubblicazione di report periodici sulle attività della Centrale Unica di Committenza;
  5. interventi anticorruzione;
  6. efficiente ed efficace monitoraggio del rispetto delle disposizioni su anticorruzione e trasparenza, con la definizione di un protocollo di collaborazione con ANAC;
  7. piena trasparenza sulle attività dell’Amministrazione: streaming Assemblea Capitolina, Commissioni consiliari e Consigli dei Municipi, pubblicazione di atti e spese, appalti e principali progetti in corso, in raccordo e riuso delle esperienze nazionali come OpenCantieri; bilancio trasparente e realizzazione di bilancio partecipato in aree di rilevanza sociale; pubblicazione delle spese sostenute dagli staff degli organi di indirizzo politico;
  8. istituzione a costo zero, della Consulta cittadina per l’Innovazione come luogo di confronto con la cittadinanza sui temi strategici dell’innovazione;
  9. attivazione del Forum degli Innovatori del personale del Roma Capitale (gruppi di lavoro per l’innovazione digitale e la semplificazione e il miglioramento della macchina amministrativa);
  10. monitoraggio dello stato dell’arte relativamente all’applicazione degli istituti di partecipazione ed eventuale modifica del relativo regolamento per garantire la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali con strumenti di democrazia partecipata e diretta;
  11. realizzazione sul sito web di Roma Capitale di uno spazio pubblico (Portale della Partecipazione) per abilitare i processi di partecipazione anche a livello di Municipio (condivisione di buone pratiche, cittadinanza attiva, petizioni, richieste-idee-proposte);
  12. attuazione di un piano di comunicazione sui diritti e le opportunità della partecipazione e di un programma di alfabetizzazione alla partecipazione anche attraverso le tecnologie.

Si tratta, per ora, di azioni di ricognizione, di analisi, di monitoraggio, di report, di consultazione, di proposta di realizzazione di accordi (con Anac), di attivazione di un Forum, di attuazione di un piano di comunicazione.

Molte cose da fare e ancora non ben definite.

Queste azioni in quanto tempo saranno attivate?

Il rischio è quello di restare sul piano delle teorie.

4. Competenze digitali

Non si può che concordare sul fatto che la situazione relativa alle competenze digitali è “critica” e senza una politica di promozione e sviluppo delle stesse competenze e dei processi di digitalizzazione diventa difficile sostenere una “Roma semplice in quanto digitale”.

Le azioni prioritarie (punto 8.2.3) sono:

1.attivazione di un programma di supporto all’uso delle tecnologie e dei servizi digitali (es. SPID Sistema Pubblico di Identità Digitale) e supporto all’approccio al digitale (punti di accesso assistiti presso scuole, biblioteche, centri anziani, uffici postali, centri per l’istruzione degli adulti, etc.) per l’abbattimento del divario digitale socio-economico, culturale, generazionale e di genere.

Tale azione sarà rivolta anche alle realtà produttive del territorio con particolare attenzione ad artigiani e piccoli imprenditori che sottoutilizzano il digitale;

2.istituzione delle Piazze dell’Innovazione (luoghi multifunzionali che includono Punti di accesso assistiti, palestre per la progettazione e la sperimentazione creativa);

  1. attivazione di un programma strutturato per lo sviluppo delle competenze digitali nell’Amministrazione capitolina, anche facendo leva sul Forum degli Innovatori del personale, con formazione dei dipendenti (su temi come e-leadership, open data, open source, partecipazione, servizi digitali).

Ci limitiamo ad osservare che il primo punto può essere realizzato solo a seguito dell’azione di semplificazione e digitalizzazione dei processi e dei servizi: senza di questi lo SPID resta una “bella idea”. Sugli altri punti restiamo in attesa dei programmi esecutivi.

5. Agenda digitale

 

Il punto 8.3 della delibera riguarda l’agenda digitale con le seguenti azioni prioritarie:

Anche per questo punto delle linee programmatiche si tratta di una densa lista di cose da fare che richiederà senza dubbio diversi anni di impegno e di risorse.

6. Smart City

 

Le azioni prioritarie relative al punto 8.4 della delibera (smart city):

  1. predisporre e monitorare in modo partecipato e condiviso un piano regolatore della smart city, realizzando interventi “dimostratori” localizzati in aree della città;
  2. definire specifici obiettivi di miglioramento del benessere dei cittadini sulla base di indicatori riconosciuti a livello internazionale e specifici sui diversi campi: culturale, economico, urbanistico, ambientale, sociale, paesaggistico, anche restituendo spazi per i bambini/e;
  3. predisporre un piano strategico per la continuità della città, che includa le azioni per la manutenzione urbana e l’adattamento ai cambiamenti climatici;
  4. predisporre forme di concessione perché le associazioni e le comunità locali possano gestire gli spazi pubblici nell’ottica della sussidiarietà, sviluppando ad esempio anche gli Orti Urbani, nell’ambito di un piano per l’espansione del verde pubblico, la creazione di tetti verdi e lo sviluppo dell’agricoltura multifunzionale;
  5. predisporre un piano strategico per aprire i dati della città;
  6. assicurare il libero accesso alla rete anche attraverso WiFi gratuito negli spazi pubblici, piazze dell’innovazione, punti di accesso pubblici;
  7. predisporre piattaforme per la partecipazione dei cittadini alle deliberazioni e alle diverse iniziative realizzando allo stesso tempo un piano organico per l’alfabetizzazione digitale e la partecipazione, per l’invecchiamento attivo, la cooperazione educativa e la formazione diffusa. Sostenere la facilitazione all’accesso alle risorse informative e l’apprendimento all’uso di tecnologie abilitanti per i cittadini attivi, per esprimere il valore di smart community;
  8. promuovere pratiche evolute di collaborazione dei cittadini attraverso: la mappatura delle diverse realtà operanti nei territori, l’analisi dei patti territoriali, i format ludico- partecipativi per l’esplorazione urbana, progettando e realizzando campagne d’ascolto;
  9. trasformare gli spazi pubblici e di aggregazione in luoghi di vera e propria produzione di diverse forme di conoscenza e di azione culturale, favorendone la connessione con la dimensione sociale e il sistema produttivo innovativo, realizzando centri di co-working e piazze dell’innovazione, definendo accordi con aziende, datori di lavoro e amministrazioni pubbliche per favorire il lavoro agile e la mobilità intelligente, favorendo la rinascita della mobilità pubblica, anche attraverso il potenziamento tecnologico delle infrastrutture;
  10. riscoprire e affermare il valore della creatività come leva di cambiamento, istituendo progetti di social networking territoriale per le diverse aggregazioni giovanili, creando centri per lo sviluppo della innovazione competitiva nelle imprese dell’area urbana, mettendo in rete la filiera dell’ICT, promuovendo così l’innovazione tecnologica di prodotto e di processo.

7. Le risorse umane

 

Il punto 13 delle linee programmatiche riguarda le risorse umane e l’approccio è generico, inconsistente, senza una indicazione di linee di sviluppo.

8. Linee programmatiche tra utopia, manualistica, liste di cose da fare

 

Le azioni del programma riportate in questo breve articolo dimostrano un forte impegno, spinto da una “utopia” altrettanto forte e quindi dobbiamo guardare con interesse a quanto sarà poi realizzato.

Le liste delle cose da fare sono lunghe e corpose: le liste hanno il pregio di “elencare” le cose da fare e presentano il rischio di liste difficilmente da spuntare in una sequenza logica e razionale. I punti che abbiamo preso in considerazione (8 e 13) sono espressione di una cultura “manualistica” che speriamo non siano fine a se stessi. Con attenzione seguiremo l’attuazione del programma del governo capitolino. Intanto auguriamo buon lavoro alla Giunta.

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