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Rete unica al capolinea: per il Financial Times ‘Governo Draghi contrario a rimonopolizzazione’

L’Italia sta per staccare la spina al progetto di rete unica verticalmente integrata sotto il controllo di Tim, “dopo che il governo di Mario Draghi ha reso noto il suo atteggiamento contrario ad una ri-monopolizzazione della rete nel settore delle telecomunicazioni”. Il sostegno al progetto “è svaporato” con il Governo Draghi e oggi il titolo di Tim ne paga le conseguenze, lasciando sul terreno fino al 10% in Borsa. Lo scrive oggi il Financial Times, riferendo quindi della pietra tombale messa sul progetto che sembra ormai davvero arrivato al capolinea, dopo che nel Recovery Plan (PNRR) del Governo italiano inviato a Bruxelles non si fa mai alcun riferimento al progetto in questione, ma si parla sempre di “reti ultraveloci” al plurale, come sottolineato oggi in un articolo su Repubblica in seguito al quale il titolo Tim ha subito un pesante crollo in Borsa.  Nel PNRR, aggiunge il Financial Times, si nota il legame fra la pluralità delle reti e la volontà di “garantire la piena concorrenza nella fornitura die servizi”.

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Reti ultraveloci e concorrenza nel PNRR

L’utilizzo del plurale (reti ultraveloci) e il riferimento alla concorrenza sono stati interpretati come il segnale secondo cui Roma “vuole rivedere il progetto” di rete unica a trazione Tim, caldeggiato invece dal Governo Conte 2. A rafforzare il dietrofront del Governo anche le parole del ministro Colao, che oggi ha detto che “l’obiettivo è politico e di paese non di strutture societarie o di assetti societari”. La priorità è la copertura a banda ultralarga di tutto il paese. Stop.  

Il Financial Times ricorda come negli ultimi mesi l’ipotesi di una ri-monopolizzazione della rete sia stata fortemente contrastata da alcuni dei concorrenti di Tim, fra cui Vodafone (senza dimenticare però anche Wind Tre, Sky Italia e Open Fiber).

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