Il dibattito

Rete Tim, parere Agcom su scorporo in arrivo

Prevista per la settimana prossima la risposta dell’Autorità al ministro Calenda sull’ipotesi di separazione della rete.

di Paolo Anastasio | @PaoloAnastasio1 |

La risposta dell’Agcom al ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, sull’ipotesi di separazione della rete di Tim è quasi pronta e potrebbe essere inviata martedì. Lo ha detto Angelo Cardani, presidente dell’Autorità, a margine di un convegno alla Rai. “La lettera deve essere inviata entro il 20, è in corso di elaborazione. Quello che Calenda ci ha chiesto è una lista di informazioni, alcune sono nella memoria del computer e si tirano fuori in iu attimo, altre vanno elaborate. Forse la lettera è pronta già oggi, lunedì sono a Bruxelles, quindi potremmo inviarla martedì'”, ha aggiunto Cardani.

Il ministro Calenda, fautore dello scorporo della rete, ha chiesto all’Agcom “di valutare se il modo in cui il gruppo Tim è costruito ha senso per la sicurezza nazionale, o se invece un modello più neutrale che separi la rete da chi gestisce i servizi sia più funzionale, come è stato fatto in Gran Bretagna” con Openreach.

L’esempio di Openreach è evocato da molti nel nostro paese, fra cui il presidente del Pd Matteo Orfini, come modello di societarizzazione della rete Tim.

C’è da dire che negli ultimi tempi Openreach sta vivendo un rapporto non certo idilliaco con l’Ofcom (l’Agcom britannica) e con il Governo di Londra, secondo cui la società della rete indipendente controllata da BT non fa abbastanza per favorire l’accesso ai concorrenti e nemmeno investe a sufficienza in fibra nel Regno Unito. Tra l’altro, non più tardi di ieri Vodafone Uk ha annunciato un progetto per la fibra con CityFibre per realizzare una rete alternativa a quella di Openreach.

Dopo l’esercizio del golden power da parte del Governo, il tema della rete resta di attualità e il parere dell’Agcom avrà certamente il suo peso nell’orientamento del dibattito sullo scorporo di Tim, che peraltro l’azionista di controllo Vivendi non esclude a priori.

Oggi il Cda di Tim ha approvato il bilancio del gruppo al 30 settembre, segnalando fra i fattori di rischio per la realizzazione dei piani ultrabroadband i procedimenti aperti all’Antitrust nei confronti di Tim (per i bandi nelle aree bianche e per Flash Fiber, la joint venture per la fibra con Fastweb).

Vedremo nelle prossime settimane come si svilupperà la questione, alla luce dei migliorati rapporti fra il Governo e Vivendi.

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