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Realtà virtuale, 10 motivi per crederci

La realtà virtuale è ormai entrata nell’hi-tech e adesso anche nelle nostre vite quotidiane grazie alle cuffie VR. Questa innovazione va di pari passo con i video a 360 gradi che stanno aumentando negli ultimi mesi.

Secondo TrendForce, la realtà virtuale rappresenterà un mercato da 6,7 miliardi di dollari nel 2016 e da 70 miliardi nel 2020, tra acquisto di caschi e contenuti specifici.

Dallo schermo del pc o dello smartphone questi video permettono all’utente di guardare tutte le scene a 360°, spostando il cursore del mouse o la punta delle dita sul telefono, da destra a sinistra, dall’alto al basso. Sparisce così il fuori campo.

Sky è già in prima linea. Dal prossimo settembre i video a 360 gradi realizzati dalla pay tv saranno pubblicati su Facebook.

Il video diventa così un’esperienza interattiva.

Ma è destinato a durare o si tratta di un fenomeno temporaneo?

Ecco dieci ragioni per credere nella potenzialità dei video a 360°.

  1. Caschi a realtà virtuale

Per godere meglio dello spettacolo immersivo dei 360°, l’ideale è indossare un casco a realtà virtuale che già da quest’anno saranno maggiormente distribuiti. Con il Cardboard di Google, già uscito, è sufficiente trascinare all’interno il proprio smartphone per immergersi nel video.

L’Oculus Rift di Facebook entrerà in pista il 28 marzo e l’HTC Vive poco dopo, all’inizio di aprile.

  1. Anche le telecamere sono pronte

Diverse telecamere sono già sul mercato a partire da 400 euro e permettono di realizzare propri video a 360°. A febbraio Samsung ha svelato la propria Gear 360, grande quanto una pallina di tennis. La sudcoreana LG ha utilizzato il lancio del suo ultimo smartphone per aggiungere due accessori: un casco a realtà virtuale e… una telecamera a 360°.

  1. YouTube e Facebook sono già pronti

Da marzo 2015 YouTube ha lanciato una funzione che consente di postare e visualizzare video a 360° ed online ci sono già centinaia di video amatoriali. Facebook è partito dallo scorso settembre. Gli utenti del social network possono visionare questi ‘contenuti più immersivi’ direttamente nella loro news feed, sullo smartphone.

  1. Concerti e paesaggi

Ma è soprattutto nel mondo della musica che l’esperienza immersiva trova la sua massima espressione. Il Google Cultural Institute –  dedicato alla presentazione di contenuti artistici online – lo sa bene e ha siglato accordi con più di una sessantina di organizzazioni dedicate alle rappresentazioni artistiche dal vivo per pubblicare online concerti di musica classica o l’opera…

Il canale franco-tedesco Arte si è mobilitato e grazie a un’app, Arte 360, lanciata lo scorso gennaio è in grado di mostrare agli utenti concerti e paesaggi.

  1. La fine della GoPro?

La GoPro è molto popolare tra gli sportivi ma presto potrebbe essere sostituita per dare spazio alle più agevoli riprese a 360°.

Un pilota d’aviazione svizzero ha recentemente girato un video impressionante dall’interno della cabina di pilotaggio per far vedere le Alpi a 360°. Fantastico. Diversi sono i video girati anche durante le partite di calcio. Spettacolari.

  1. Cinema a 360°

Per non parlare poi delle innumerevoli applicazioni che i video a 360° potrebbero avere nel cinema.

A febbraio è uscita la fiction a 360° “I, Philip”, sul canale Arte, che accompagna un documentario sull’opera dello scrittore di fantascienza Philip K. Dick. L’utente può navigare tra le immagini, scegliere dove spostare lo sguardo…insomma sentirsi a stretto contatto con il protagonista.

A dicembre 2015 è uscito il primo film d’animazione a 360°, “Special Delivery”, prodotto dagli studios Aardman Animations.

  1. In campo anche i media

Sulla scia di questa tendenza, i media si sono fatti avanti. Sky è partita e anche la francese Canal+ di Vivendi che comincerà proprio questo mese a lanciare i proprio video a 360° per permettere agli spettatori di godersi gli approfondimenti delle partite di calcio o anche spettacoli o eventi come il Festival di Cannes.

Questo formato si presta poi molto bene per i reportage girati in zone di guerra o comunque per eventi culturali.

Il New York Times non ci ha pensato due volte per lanciare un’applicazione ad hoc. In Francia, Arte ha prodotto il web-reportage “Wasala” sulla vita di un campo profughi a Berlino.

Allo stesso modo, un video di Medici senza Frontiere ci permette di vedere come si presenta campo profughi di Lesbo, in Grecia.

  1. Anche la pubblicità coinvolta

I grossi brand non si sono lasciati sfuggire questa ghiotta occasione, un modo nuovo per spingere i clienti a un’esperienza interattiva. Possiamo citare il caso di Coca-Cola, Honda o dell’editore di videogame Blizzard.

  1. E poi c’è anche Marte

Anche la NASA punta su questo nuovo formato per mettere a valore le proprie ricerche e renderle accessibili al grande pubblico. L’agenzia spaziale americana ha già diffuso un video a 360° girato su Marte. Queste immagini, catturate dal robot Curiosity, permettono di osservare tutto l’ambiente nei minimi dettagli. Un’esperienza incredibile e del tutto nuova.

  1. I tour virtuali

Meno lontane del pianeta rosso, i video a 360° possono essere usati per visitare le città, i monumenti, fare turismo a distanza. Le città di New York, Londra, Parigi o ancora la Costa Azzurra hanno già i loro ‘video di visita virtuale’ a 360°.

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