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RaiWay, Ipo verso lo slittamento. Sindacati divisi

Rai

I sindacati continuo a protestare per sbarco in Borsa di RaiWay, fissato inizialmente per metà novembre e per il quale la Consob si prepara a dare il via libera, ma che adesso potrebbe slittare.

Una decisione, quella dell’Ipo della società che fa capo alla Rai e gestisce 2.400 torri di broadcasting, presa dai vertici Rai per rispondere in parte ai tagli da 150 milioni di euro imposti dal governo con il decreto Irpef ma soprattutto per levare dall’immobilismo un asset prezioso che rischia di essere svalorizzato quando invece potrebbe servire per sanare i conti e per futuri investimenti nel settore tlc.

Quello delle torri è un mercato al momento fortemente dinamico e la Rai non può più permettersi di limitare RaiWay solo al trasporto del segnale dei programmi televisivi della tv pubblica se vuole seguire la via dell’innovazione.

Ma la decisione di mettere sul mercato una quota di minoranza di RaiWay (il governo ha stabilito il limite massimo del 49%, ndr) non piace ai sindacati che sarebbero pronti a ricorrere al TAR, per chiedere anche l’annullamento dei tagli previsti con il decreto Irpef.

Slittamento della deadline

Durante il confronto di lunedì, il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, ha confermato, come riferiscono i sindacati, che la quotazione slitterà rispetto alla deadline di novembre. Si aspetterà, come spiegato dal Dg alle sigle, il momento più opportuno in relazione all’incertezza dei mercati. Stamani si apprende intanto che il Consiglio dei ministri ha accolto la proposta del ministero dell’Economia di non esercitare il potere di veto in relazione all’autorizzazione alla vendita della quota di minoranza di RaiWay.

Uilcom chiede un tavolo a tre

I sindacati si dividono tuttavia sulle modalità per proseguire la protesta. Uilcom Uil e Ugl, dopo il confronto con Gubitosi, aprono al dialogo e chiedono un incontro con l’intero Cda della Rai.

La Uilcom, spiega il sindacalista Maurizio Lepri, coordinatore nazionale Rai, “vorrebbe avere un quadro completo e meno incerto” e chiede di incontrare al più presto “il Cda e il presidente della Rai”. Come Uilcom, prosegue Lepri, “siamo promotori dell’istituzione di un tavolo a tre (Governo, Rai e sindacati) al fine di stabilire un confronto sulla convenzione Rai-Stato oltre che sulla definizione del canone di abbonamento per il futuro. Considerando possa esserci materia di confronto all’interno del nostro coordinamento nazionale, alla luce dei recenti aggiornamenti, per quanto ci riguarda, sospendiamo temporaneamente l’avvio delle procedure di sciopero”.

Cgil chiede il blocco della vendita

La Slc Cgil e le altre sigle presenti in Rai vogliono invece procedere con lo sciopero. “Vendere RaiWay – spiega Alessio De Luca, responsabile nazionale emittenza della Slc Cgil – è una scelta sbagliata dal punto di vista industriale e formale. Nell’incontro con il direttore generale abbiamo detto di bloccare il processo di vendita“.

Vinicio Peluffo (Pd): ‘La Rai dica cosa vuole fare con i 300 milioni’

Secondo le stime di Banca Imi, uno dei coordinatori dell’Ipo nonché responsabile dell’offerta pubblica, RaiWay può valere tra i 940 milioni e gli 1,2 miliardi.

Una stima in linea con quella che aveva fatto Mediobanca lo scorso aprile che era pari a 1 miliardo di euro.

Per la quota di RaiWay che andrà sul mercato (40-49%) si parla di un valore tra i 450 e i 600 milioni di euro.

Ieri in Vigilanza, durante l’audizione del Sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, Vinicio Peluffo del Pd ha polemizzato con il presidente Rai, Anna Maria Tarantola, chiedendo come verranno usati i soldi derivanti dallo sbarco in Borsa di RaiWay. “Il presidente Rai – ha detto senza mezzi termini Peluffo – dà la colpa della mancata firma del Contratto di servizio al taglio di 150 milioni di euro previsto dal dl Irpef? Non giochi allo scaricabarile, piuttosto dica cosa vuol fare dei 300 milioni di euro almeno che dovrebbero rimanere in tasca a Viale Mazzini dopo la quotazione in borsa di RaiWay. Quindi bando alle ciance e forza – ha concluso Peluffo – firmiamo il contratto di servizio che è scaduto il dicembre 2012”.

Sottosegretario Giacomelli: ‘La Rai chiamata a concorrere alla spending review’

E di Contratto di servizio ha parlato in Vigilanza anche Giacomelli, chiamato a rispondere sulla Delibera Agcom che fissa nuovi canoni per le frequenze tv.

Il Sottosegretario ha informato che nei prossimi giorni formalizzerà un’iniziativa nei confronti della Rai per valutare l’applicazione del Contratto di servizio

E sul taglio da 150 mln chiesto alla Rai, Giacomelli ha precisato: “Non c’è nessun intento di penalizzare la Rai o di intervenire con passi che indeboliscano la capacità operativa dell’azienda”, quanto invece la necessità di concorrere alla “diminuzione del carico fiscale che sta mettendo in atto il Governo. La Rai, come gli altri, è chiamata a concorrere ma la volontà è quella di procedere a una riforma che leghi gli obblighi di Contratto di servizio alla certezza di risorse”. Giacomelli sta infatti lavorando con il suo staff a un decreto sulla tv che dovrebbe essere adottato entro la fine dell’anno.

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