Pnrr Missione Salute. Per Cartabellotta (Gimbe) obiettivi formalmente raggiunti, ma mancano trasparenza e dati pubblici sui risultati
“L’assenza di dati pubblici e i criteri utilizzati per certificare il raggiungimento dei target sollevano varie perplessità e devono essere completati da una rendicontazione dettagliata dei risultati”. Questo ha dichiarato Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, commentando il Report dell’Osservatorio sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) relativo al monitoraggio indipendente sull’attuazione della Missione Salute del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).
Al 31 dicembre 2025, tre erano le scadenze europee relative alla digitalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) per il Pnrr e “tutte risultano formalmente rispettate”, ha spiegato Cartabellotta, “ma senza certezze sui reali benefici per i cittadini e per la sanità pubblica” e caratterizzata da un’ingiustificata “rendicontazione poco trasparente”.
A mancare secondo il Gimbe è la trasparenza e il criterio della rapidità non è una giustificazione, ha ricordato il Presidente della Fondazione, che sottolinea (la trasparenza) “non è un dettaglio tecnico”, ma “un requisito essenziale di accountability”, mentre quando si parla di dati pubblici bisogna sempre considerarli “bene comune”, perché raccolti “con il denaro dei contribuenti”.
Pazienti assistiti in telemedicina: anche qui, mancano dati pubblici chiari e confrontabili a livello territoriale
Andiamo a vedere da vicino i tre target che secondo il ministero della Salute sarebbero stati raggiunti il 31 dicembre in base al monitoraggio dalla Missione Salute del Pnrr, che sono: “Assistenza mediante strumenti di telemedicina”, “Digitalizzazione delle strutture ospedaliere” e “Almeno l’85% dei medici di base alimentano il Fascicolo Sanitario Elettronico”.
Iniziamo dal primo. Il target EU, che prevedeva almeno 300.000 pazienti assistiti in telemedicina, è stato “ampiamente superato”, si legge nell’analisi Gimbe, “ma” con qualche problema di non poco conto. La Settima Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del PNRR riporta, infatti, 467.479 pazienti. Tuttavia, il monitoraggio effettuato tramite la Piattaforma Nazionale di Telemedicina gestita da Agenas non è accessibile pubblicamente: tutte le Regioni e Province autonome hanno attivato almeno un progetto di telemedicina, ma non sono disponibili dati pubblici sul numero di pazienti assistiti per singola Regione.
“Se il target è stato raggiunto è indispensabile rendere pubblici i numeri”, ha commentato Cartabellotta. Senza questi, soprattutto a livello regionale, “è impossibile verificare se esistono gap digitali da colmare. Perché il PNRR non serve solo a raggiungere i target nazionali, ma deve ridurre le diseguaglianze regionali e territoriali”, ha aggiunto il Presidente del Gimbe.
Digitalizzazione delle strutture ospedaliere: obiettivo ridimensionato. Cartabellotta: “Ci si accontenta”
Venendo al secondo target, la digitalizzazione delle strutture ospedaliere, l’Europa ci chiedeva di realizzare “l’informatizzazione di tutti i reparti in 280 ospedali sede di Dipartimenti di Emergenza e Accettazione (DEA) di I e II livello”.
Primo problema, l’elenco delle 280 strutture ospedaliere da digitalizzare (210 entro il primo trimestre del 2024 e altre 70 strutture entro la fine del 2025) “non è mai stato reso pubblico”, si legge nell’analisi dell’Osservatorio.
Con la sesta richiesta di modifica del PNRR, effettuata dal Governo Italiano il 26 settembre 2025 e approvata dal Consiglio dell’Unione Europea il 27 novembre 2025, si spiega dal Gimbe, di fatto “l’obiettivo è stato ridimensionato”: “Il target si considera raggiunto se tutti i 280 ospedali aumentano di almeno un livello nella scala di maturità EMRAM (Electronic Medical Record Adoption Model), sulla base di una certificazione indipendente dell’HIMSS (Healthcare Information and Management Systems Society), e se almeno 50 ospedali raggiungono almeno il livello 2 EMRAM”.
La scala EMRAM misura il grado di digitalizzazione di un ospedale in otto livelli (da 0 a 7): il livello 0 indica l’assenza di digitalizzazione e il livello 7 identifica un ospedale totalmente digitalizzato, quasi completamente “senza carta”.
“Parliamo di un investimento di oltre 1.450 milioni di euro”, ha osservato Cartabellotta.
Considerando il ridimensionamento dell’obiettivo iniziale, ha proseguito il Presidente Gimbe, “oggi ‘ci si accontenta’ di aumentare di almeno un livello EMRAM in tutti gli ospedali e di certificarne almeno 50 al livello 2”.
Anche qui Cartabellotta invita al ragionamento: “Peraltro, anche qui mancano i dati pubblici per valutare le differenze regionali e locali e lo status della trasformazione digitale degli ospedali italiani. Quali sono i 280 ospedali da digitalizzare? Quali sono stati certificati con quale livello di maturità digitale?”.
Medici e pediatri nel Fascicolo sanitario elettronico, tutto da verificare
Qui, il target prevede che almeno l’85% dei medici di medicina generale (MMG) e dei pediatri di libera scelta (PLS) alimenti il Fascicolo sanitario elettronico (Fse). A dicembre 2025 risulta un valore del 95,2%. “Purtroppo – ha affermato Cartabellotta – i concetti di accesso, consultazione, operazione e alimentazione del FSE non sono riportati in maniera univoca nelle norme e nelle fonti istituzionali: di conseguenza, è impossibile dedurre con assoluta certezza a cosa corrisponda il raggiungimento del target”.
Quel 95% riportato dal ministero può anche indicare “il semplice invio della ricetta dematerializzata”.
Il dato, di fatto, “non identifica l’alimentazione continua con il patient summary”, che per Cartabellotta “è il cuore del Fse”.
Uno strumento fondamentale, che però “è ancora lontano dall’essere una realtà per tutti i pazienti in carico ai MMG/PLS”, ha precisato Cartabellotta, “un vero e proprio “identikit sanitario”, con informazioni fondamentali, tra cui allergie note, patologie croniche e terapie farmacologiche in corso che, soprattutto in condizioni di emergenza, può fare la differenza tra l’efficacia di un intervento tempestivo e i rischi per la salute del paziente”.
Ulteriori criticità attorno al dato del 95% sono identificate attorno alla completa realizzazione del profilo sanitario sintetico da parte dei MMG/PLS di tutte le Regioni e Province autonome, che è stata prorogata dal 30 settembre 2025 (DM 27 giugno 2025) al 31 marzo 2026 (DM 21 novembre 2025).
Ma anche attorno al monitoraggio del Ministero della Salute e del Dipartimento per la Trasformazione Digitale, secondo cui a settembre 2025 ben “5 Regioni non avevano ancora avviato la disponibilità del profilo sanitario sintetico nel FSE: Campania, Lazio, Lombardia, Provincia autonoma di Trento e Veneto”.
Senza contare, ha rimarcato Cartabellotta, che “solo il 44% dei cittadini ha espresso il consenso alla consultazione del proprio FSE, con divari enormi tra Regioni”.
